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Il sistema immunitario come possibile causa della subfertilità o infertilità inspiegata

Un nuovo test diagnostico per spiegarle,
e un trattamento naturale per contrastarle

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Abbiamo letto, analizzato e valutato, anche con attente analisi statistiche, migliaia delle pubblicazioni degli ultimi 10 anni, lavori che ci hanno non solo ispirato, ma anche fornito delle basi scientifiche solide per impostare il nostro lavoro con rigore e metodo, basato sulla scienza e poi sulla validazione clinica dei dati.

Laboratorio-I-VITAE
  • In particolare, la subfertilità e l’infertilità inspiegata è stimato colpiscano tra il 30 ed il 40% delle donne in età fertile. A tal proposito, abbiamo trovato un forte riscontro di quanto appena detto nei dati della nostra pratica diagnostica, condotta su oltre 2200 casi in cui l’incidenza delle cause inspiegate ha raggiunto oltre il 45%.
  • Un ulteriore dato che emerge dalla letteratura scientifica è il fatto che nei casi di subfertilità e infertilità inspiegata, la Procreazione Medicalmente Assistita non offre alcuna maggiore chance di concepimento di quella che si potrebbe ottenere con un tentativo di gravidanza naturale, gestendo l’attesa con supporto scientifico e medico (incluso il supporto sulla nutrizione e lo stile di vita).
  • Infine, è stato dimostrato come l’età, lo stile di vita, ma soprattutto una corretta determinazione e conoscenza del proprio ciclo ovulatorio e della finestra “fertile”, siano fondamentali per contribuire all’ottenimento di una gravidanza naturale.

Successivamente, ci siamo dedicati alla ricerca di nuovi biomarcatori da poter studiare ed analizzare per validare un nuovo pannello di indagini da applicare come metodo diagnostico, per trovare correlazioni scientificamente dimostrabili tra i disequilibri del sistema immunitario, in alcune sue componenti, e lo stato di subfertilità o infertilità inspiegata. Parte della nostra base scientifica è partita da qui.

Dopo circa 1 anno di studi e ricerche abbiamo identificato 4 biomarcatori molto promettenti, legati a diversi ambiti del sistema immunitario, ognuno in grado di provare, laddove presente in quantità superiore al normale valore fisiologico, un effetto ostativo alla capacità di concepire. Li abbiamo testati per oltre 3 anni e dimostrato, in particolare:

Test_diagnostico_infertilita_Immunox_I-VITAE
  • L’attività tossica verso l’embrione: in alcuni casi il sistema del complemento che fa parte del sistema immunitario sviluppa una reazione avversa alla presenza del DNA paterno nel momento in cui si forma l’embrione. Tale reazione produce nel sangue “fattori embriotossici” in grado di attaccare l’embrione nelle prime o successive fasi all’attecchimento.
  • L’infiammazione sistemica: la produzione di componenti pro-infiammatorie, come le citochine, può aumentare oltre i livelli fisiologici come risposta del sistema immunitario alla presenza dell’embrione, ovvero come tali citochine siano già presenti a livello sistemico in quantità elevata a causa di altre condizioni patologiche pre-esistenti.
  • L’immuno-soppressione: è l’effetto prodotto da parte di una proteina secreta dall’utero, per favorire l’impianto dell’embrione nell’endometrio. In alcuni casi l’eccessiva presenza di questa proteina causa l’effetto contrario.
  • Il danno ossidativo cellulare: lo stress ossidativo è indotto dal disequilibrio tra la produzione di radicali liberi e la capacità antiossidante. Le cellule germinali, gli spermatozoi e gli ovociti sono particolarmente sensibili alla presenza di radicali liberi, che, se in eccesso, come presenza di un danno ossidativo, possono portare danni agli stessi ovociti, spermatozoi o embrioni.
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Abbiamo ad oggi condotto tre studi clinici (che saranno di prossima pubblicazione). Il primo per validare il metodo diagnostico all’interno di una popolazione di oltre 400 donne, il secondo per validare il nostro integratore in una popolazione di circa 50 donne, il terzo per validare il nostro metodo diagnostico all’interno di una popolazione di oltre 2200 donne analizzate per tutti e 4 i biomarcatori, dove abbiamo trovato importanti correlazioni tra la presenza dei biomarcatori, l’età, la durato dello stato di subfertilità o infertilità, ecc.

Un nuovo studio clinico partirà alla fine del 2017 presso l’Ospedale Gemelli di Roma, sotto la guida del Prof. Giovanni Scambia, il cui studio avrà come obiettivo la validazione del nostro test per diagnosticare e comprendere le cause in donne che soffrono di aborti spontanei ricorrenti, e la validazione del nostro integratore per cercare di contrastarne gli effetti negativi.

Integratore_alimentare_infertilita_Noflamox_I-VITAE

Oltre il 40% dei campioni di sangue analizzati, provenienti da donne con subfertilità o infertilità inspiegata, hanno dimostrato di essere positivi al test, ovvero di avere almeno uno dei biomarcatori con un valore maggiore di quello fisiologico.

Di conseguenza abbiamo osservato che, nella popolazione femminile con la positività al test, il tasso di gravidanza non superava il 4%.

Abbiamo quindi sviluppato e poi testato in clinica un nuovo integratore botanico, 100% naturale, che ha dimostrato di poter come prima cosa regolarizzare il ciclo mestruale, ma soprattutto in grado di ristabilire le naturali difese dell’organismo e ridurre l’ossidazione, riportando i valori dei singoli biomarcatori all’interno dei valori di riferimento fisiologici.

Abbiamo creato un programma che punta al concepimento naturale, della durata di 6 mesi, adatto a tutte le donne che sono positive al nostro test.

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