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Virus e concepimento

Virus e concepimento

Benedetta ha 32 anni e da più di uno è alla ricerca di una gravidanza. Che, nonostante la sua giovane età e le mille attenzioni, non arriva. Colpa di un virus, quello dell’HPV, contratto non sa nemmeno lei come. Forse trasmesso sessualmente dal compagno, Matteo, anche lui giovanissimo e con frequentazioni mai stabili prima di questa storia nella quale crede e per la quale ha messo da parte il suo istinto da playboy. O magari la ragazza ha preso il virus in una delle sue storie, ballerine, vissute in passato.

I-Vitae

Il problema è che il Papilloma Virus è entrato prepotentemente nella sua vita, costringendola a più di un intervento chirurgico - anche se minimo, come la conizzazione - per rimuovere quella che sembra essere la causa della sua infertilità. Senza risultati, per ora, positivi dal punto di vista della riproduttività.

Benedetta, come ti sei accorta di aver contratto l’HPV?

“Tramite pap test e visita ginecologica, dalle quali è emersa una leggera lesione alla bocca dell’utero. E’ successo due anni fa. Da quel momento mi sono sottoposta a colposcopia e successivamente a conizzazione. Non volevo crederci ma, proprio a me stava succedendo!”.

Solitamente, se preso e curato in tempo, il Papilloma Virus nella donna non pregiudica il concepimento. Se non individuato tempestivamente, piuttosto, può appunto indurre danni di tipo riproduttivo e problematiche severe in gravidanza.

“Il mio ginecologo mi ha spiegato che questo tipo di virus non influisce, solitamente, sulla fertilità. Ma il mio concepimento non è mai arrivato nonostante i ripetuti tentativi e le attenzioni mie e del mio compagno. E il sogno della gravidanza rimane una chimera”.

Anche se è vero che i danni da HPV nel sistema riproduttivo possono indurre infertilità nella femmina e nel maschio, attraverso gli spermatozoi (con morte cellulare programmata, aumento del tasso di frammentazione del DNA degli spermatozoi, riduzione della motilità progressiva e dei movimenti della testa dello spermatozoo, aumento degli anticorpi anti-spermatozoo), nel vostro caso sarà opportuno continuare a indagare e tentare di rimanere incinta. Il tuo ginecologo vi saprà certamente indicare la strada giusta da percorrere. Vi siete fatti controllare entrambi.

“Io ho avuto diagnosi di HPV e mi sono sottoposta a più interventi di rimozione del virus, Matteo si è fatto controllare ma non ne vuole sentire di fare terapie”.

Credo proprio che se lui non si cura il cerchio non si chiude, ovvero lui potrebbe ritrasmetterti il virus e la fertilità potrebbe farne ulteriormente le conseguenze.

“Lui in questo è superficiale, un bambino. E’ convinto che il problema viene da me e curandomi si possa arrivare al concepimento. Ma io so bene che non basta. Non sappiamo se il virus è stato portato da me o da lui nella coppia, nessuno lo ha mai stabilito”.

Proprio per questo, cara Benedetta, devi assolutamente convincere (o far convincere) il tuo compagno a controllarsi ed eventualmente a curarsi. Non è in discussione la sua virilità ma i virus come questo possono davvero interferire nella fertilità della coppia. E a lungo andare, se non curati, fare danni irreversibili. Parlarne prima possibile. Anche perché, oltre alla fertilità compromessa, l’HPV può portare anche ai tumori sia nella femmina che nel maschio (sotto info AIRC).

“Chiamerò il mio medico e gli chiederò di parlarci. Li farò incontrare e gli chiederò di prescrivere nuove analisi e controlli. Speriamo di venirne a galla quanto prima. Ma vorrei anche sapere quali sono le conseguenze dell’Hpv su una potenziale gravidanza?”.

In gravidanza, possibili conseguenze dell’infezione da HPV sono: parto pretermine, aborto spontaneo (non per i genotipi 16 e 18, ad alto rischio), morte cellulare programmata nelle cellule embrionali. Ma se tu ne hai sofferto anni fa e non hai avuto ricadute non dovresti temerne le conseguenze…

“La mia paura sta nella consapevolezza di essere stata colpita da questo virus. Che, a dire del mio ginecologo, potrebbe anche risvegliarsi in caso di concepimento”.

Questi sono problemi che affronterai con il tuo ginecologo, nel caso in cui ce ne sarà bisogno. Ma nell’immediato dovreste ripartire da indagini specifiche di coppia. Poi, eventualmente, affronterete il resto dei dubbi e delle problematiche di una donna incinta.

“Continuerò a cercare le cause della mia infertilità. Che potrebbero dipendere anche da Matteo, dalla presenza del virus…. E, casomai, farlo curare”.

Un consiglio alle ragazze e ai ragazzi che, come te, sono in età fertile e hanno rapporti promiscui con partner diversi?

“Di proteggere la propria fertilità, di stare attenti ai rapporti che si hanno, di proteggersi. Di fare attenzione quando si frequentano i bagni pubblici. Di non sfidare la sorte, come ho fatto io. Perché alla fine la vita ti chiede il conto, anche salato, com’è successo a me. E, per chi è ancora nell’età per farlo, di sottoporsi al vaccino contro l’HPV (vedi sotto)…

RACCOMANDAZIONI AIRC
(Associazione Italiana Ricerca sul Cancro)

Il vaccino, l’arma più efficace

L’HPV è responsabile di quasi la totalità dei tumori della cervice uterina (o collo dell’utero) e anche di altri tumori femminili (tumori della vulva e della vagina). La diffusione del Pap-test, che permette di identificare precocemente le lesioni precancerose e asportarle, è stata determinante nella riduzione dell’incidenza e della mortalità del tumore della cervice osservata negli ultimi anni. Tuttavia, l’arma più efficace contro l’HPV è la vaccinazione. In Italia dal 2007 tutte le ragazze di 11-12 anni sono invitate a vaccinarsi gratuitamente contro l’HPV. Questa è l’età ideale per vaccinarsi perché presumibilmente non si è ancora entrati in contatto con il virus e perché la risposta immunitaria è molto efficiente. Ciò non vuol dire che chi ha saltato l’appuntamento non possa recuperare negli anni successivi: il vaccino resta gratuito fino a 14 anni e dopo questa età è comunque possibile vaccinarsi pagando un contributo alla spesa.

Ora tocca ai ragazzi

Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale 2017-2019 ha finalmente esteso la vaccinazione gratuita anche a tutti i ragazzi nel loro dodicesimo anno d’età. Alcune regioni offrivano la vaccinazione a entrambi i sessi già dal 2015 (Sicilia, Puglia, Molise) o dal 2016 (Calabria, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto). Il fatto che la vaccinazione fosse inizialmente indicata solo per le ragazze, e inoltre l’associazione tra infezione da HPV e tumore del collo dell’utero potrebbero generare delle perplessità sulla necessità di vaccinare i ragazzi. È importante chiarire che l’HPV provoca malattie anche nel sesso maschile: è responsabile dei condilomi che si formano nella regione genitale e anale e può causare tumori del pene, dell’ano e tumori oro-faringei. Il rischio di infezione riguarda sia i soggetti eterosessuali sia quelli omosessuali. Il preservativo protegge da altre malattie sessualmente trasmissibili ma, poiché non copre tutta l’area genitale, non elimina completamente il rischio di contrarre l’HPV.

Lontani dagli obiettivi

I dati più recenti (aggiornati al 31 dicembre 2017) mostrano che in Italia la copertura vaccinale per HPV nei ragazzi è molto lontana dagli obiettivi previsti, che erano del 60 per cento nel 2017 e del 95 per cento nel 2019. Tra i nati nel 2005, solo il 15,4 per cento dei ragazzi ha completato il ciclo vaccinale, cioè ha ricevuto tutte le dosi di vaccino. Il dato non è definitivo perché alcune Regioni non hanno ancora comunicato i numeri, ma resta preoccupante. La situazione è migliore nelle regioni che avevano già esteso l’offerta del vaccino ai ragazzi prima dell’approvazione del Piano Nazionale. Si spera quindi che, a sistema pienamente operativo, la copertura vaccinale aumenti fino a raggiungere quella ottimale a bloccare la diffusione del virus.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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