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Un bambino non è mai per caso..

Un bambino non è mai per caso..

Quanta sofferenza può celarsi dietro al desiderio di un figlio che non viene al mondo? Un figlio fortemente cercato per anni e mai abbracciato. O un figlio perso troppo presto, o troppo tardi, quando ci si era già illusi di vedere il suo volto. Un figlio che è già nato e cresciuto dentro di te e che già senti parte della tua vita. Un figlio voluto, agognato, profondamente amato. Tuo figlio.

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In letteratura, e adesso su internet, sono raccolte migliaia di storie di donne che hanno dato praticamente la loro vita per assecondare il desiderio, assolutamente naturale, di un figlio. Ma, nonostante fiumi di parole scritte e dettate dal cuore, ancora oggi l’infertilità viene vissuta come un vero tabù. Un mistero da tenere nascosto, come se fosse una cosa di cui vergognarsi. Sentendosi un “caso”, anche quando i numeri indicano un trend sempre più in crescita di questa patologia nella donna e nell’uomo. Sbagliando, eccome sbagliando.

In passato, infatti, una donna che non poteva avere figli era stigmatizzata, derisa, messa da parte come una appestata. E aveva tutte le ragioni a sentirsi “diversa”. Ma oggi, e per fortuna, non è più così: le coppie che non possono avere figli in maniera naturale, cercando soluzioni alternative. E non tutte vivono questa loro condizione come un fallimento personale. Però resta una grande percentuale di donne che si sente “donna a metà”.

Ma l’infertilità è qualcosa di molto comune che colpisce tantissime coppie (di cui tantissimi uomini). Mi riferisco sia all’infertilità primaria sia a quella secondaria (già trattate negli articoli precedenti). Qualcosa che, come tutte le patologie che colpiscono l’essere umano, va affrontata e trattata.

Un figlio lo si vuole e basta. Anche se va salvaguardata la salute fisica e soprattutto psicologica delle persone, delle donne, degli uomini. E l’integrità della coppia. Tante donne rinunciano al loro desiderio, dopo mille tentativi di concepimento naturali andati a vuoto e anni di PMA. O, magari, senza nemmeno intraprendere questo percorso. Altre, piuttosto, sono così decise e tenaci che arrivano “al traguardo” in un’età in cui sarebbe meglio cambiare idea. Difficile dire cosa è giusto o non giusto fare. Finché non ci si trova, è impossibile farsi un’idea. Sicuramente un figlio va pianificato se voluto fino in fondo. E fino in fondo è giusto capire il perché dell’infertilità (primaria o secondaria che sia), trovandone i rimedi e le cure (segui I-VITAE, il blog, i nostri esperti).

Per fortuna, oggi un sempre maggior numero di donne ha la possibilità di diventare madre. Poco importa come: madri lo si è (almeno nella testa) nell’attimo in cui si prova il desiderio di avere un figlio. Un bambino, sia chiaro, non è mai per caso.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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