<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=2156928307866245&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Tatuaggi, piercing e gravidanza

Tatuaggi, piercing e gravidanza

Ciao a tutte, ho appena letto la lettera di Michel su tatuaggi e gravidanza e vorrei dare il mio contributo. Mi chiamo Claudia, ho 30 anni, e per ragioni di lavoro mi sono sempre spostata tra Milano, dove vivo da sempre, e New York. E proprio nella Grande Mela ho scoperto la bellezza di tatuaggi e piercing. Almeno, una volta, li consideravo così, tanto che ne ho diversi sparsi sul mio corpo. Anche nella zona bassa del ventre, sul fondoschiena, ovunque. Serpenti, facce, cuori più o meno importanti. Persino il volto di mia madre. Ma anche anelli, cerchietti, pallini di ferro. Troppi, esagerati, ma ero contenta così.

I-Vitae

Fino a quando ho scoperto di essere rimasta incinta e ho avuto la paura, reale, d’intossicare il mio bambino. Timore diventato reale. Durante il taglio cesareo, infatti, il sangue si è colorato dell’inchiostro del tatuaggio appena fatto nella zona ombelicale, mentre il piercing aveva già infettato la stessa zona prima di essere rimosso, ed io ho rischiato di andare in setticemia. Lì ho capito che avevo proprio sbagliato nel dare spazio a questa mia assurda fissazione ma, oramai, era troppo tardi per pentirsi. Ora sto allattando e vorrei capire come devo comportarmi.

Claudia, sicuramente la gravidanza abbassa le difese immunitarie della donna, che risulta più vulnerabile alle infezioni locali e a patologie infettive più gravi come l’epatite. Nel tuo caso, la setticemia.

“Sono consapevole di aver rischiato molto e magari di aver messo a repentaglio la salute del mio bambino”.

In ogni caso, durante l’attesa la pelle è più sensibile e aumenta anche il rischio di reazioni allergiche e di rigetto ai pigmenti del tatuaggio e al metallo del piercing.

“Onestamente non ho avuto reazioni allergiche ma ho appunto rischiato una brutta infezione nella fase del parto… E post parto”.

È una condizione di vulnerabilità normale, che prosegue anche durante l’allattamento. Il consiglio è, pertanto, di evitare questo genere di interventi e utilizzo di oggetti metallici fino a quando la mamma ha smesso di allattare.

“Ho rimosso il piercing nella fase avanzata della gravidanza, quando la pelle della pancia era molto tesa e l’ombelico sporgente, per evitare che mi lacerasse la pelle e per paura delle infezioni. Quello al seno pure e non voglio più saperne. Stop anche ai tatuaggi. Quelli che ci sono, certamente, rimangono. Ma basta. E adesso che mio figlio è al sicuro, sono più serena. Lo allatto ancora, ma sono costantemente sotto controllo della mia dermatologa. E dal medico di famiglia”.

Finalmente serena con il tuo bambino e sicuramente sana. Non hai certamente più nulla da temere. Goditi la tua gravidanza e grazie, anche da parte di I-Vitae, della tua preziosa testimonianza.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

Topics: Infertilità Gravidanza naturale Innovitas Vitae Subfertilità Fertilità Prevenzione Essere donne Essere madri Gravidanza Sindrome premestruale Mestruazioni Natura