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Sterilità e gravidanza

Gravidanza e aborto

“Mi chiamo Maria Sole, ho 33 anni e da qualche giorno ho in mente di scrivere questa lettera. Per raccontare la mia storia, travagliata, alla ricerca di un figlio. Soprattutto dopo aver letto le vostre di storie. Voglio farlo, affinché nessuna, e sottolineo nessuna, debba subire quello che per anni ho subito per poter diventare mamma. Una chimera, accora oggi. Ma, finalmente, ho le idee più chiare e soprattutto la strada giusta. Almeno, spero.

I-Vitae

La mia storia comincia da lontano, più di dieci anni fa, quando avevo appena compiuto 23 anni. E avevo un grande desiderio di stringere fra le braccia il mio bambino. Complice il mio compagno, insieme al quale abbiamo subito iniziato a cercare nostro figlio. Ma nulla. Passavano i mesi, si avvicendavano le stagioni, ma il nostro fagiolino tardava ad arrivare. Vabbé, ci siamo detti più volte guardandoci fissi negli occhi, quando meno ce lo aspettiamo arriverà. Ma non è andata così. E il mondo ci è crollato addosso”.

Maria Sole, cosa è successo da qual momento?

“Di anni ne sono passati altri, infiniti, pieni di ansia e disperazione. Pieni di trattamenti, analisi, cure per capire il perché non riuscivo a rimenare incinta. Tutto in me sembrava perfetto, tutto nel mio compagno risultava a posto. Eppure il nostro bambino non arrivava ancora… ”.

Altri mesi ad aspettare…

“Altri lungo mesi… E il nostro calvario continuava, spediti da uno specialista all’altro, divisi tra l’affetto dei nostri cari e la rabbia che cresceva nella nostra coppia. Abbiamo vissuto momenti di crisi profonda, di smarrimento”.

Poi…

“Pian piano ci siamo convinti che la scelta giusta fosse la Fecondazione Assistita. Mi sono lasciata convincere, abbiamo impiegato una settimana intera per cercare il centro giusto al quale affidarci e infine - con l’aiuto economico delle rispettive faiglie -. Ci siamo presentati al centro sterilità di cui avevamo le migliori informazioni. Questa volta è quella giusta!, ci siamo detti davanti a un caffè corretto con panna montata. “Questa volta saremo genitori”. Intanto io avevo 30 anni e lui 38”.

Com’è andata?

“La prima inseminazione è stata pesante, dopo bombardamenti ormonali che mi hanno letteralmente devastata nel corpo e nella mente. Ma l’idea di avere finalmente un bambino mi dava la forza necessaria per buttarmi alle spalle ogni piccola sofferenza. Ogni delirio, qualsiasi segnale di depressione. Ma nulla di fatto, la gravidanza non è andata a buon fine. Così la seconda e la terza volta. Un tormentone senza fine. Alienante, deleterio. E giù con analisi, provette, addirittura uno psicologo per farmi il lavaggio del cervello. Per convincermi che in me tutto andava bene ma che avrei dovuto rilassarmi per arrivare all’obiettivo: un figlio. Mio figlio. Il mio bambino”.

Come hai reagito?

“Ce l’ho messa tutta, sono andata a farmi le terme, in palestra, a fare l’aperitivo con le amiche. Ma anche in montagna, al mare d’inverno e d’estate. Tutto e di più. E alla fine sono rimasta incinta ma a nemmeno due mesi di gestazione ho avuto un aborto spontaneo. E i sensi di colpa mi attanagliavano di giorno e di notte. Allora il mio compagno mi ha convinto a rifare la stessa procedura, lo stesso percorso: mare, relax, uscire con le amiche. Ma niente, da quella volta non sono più rimasta incinta. E ho perso la speranza, il sonno, tanti soldi e il desiderio di diventare madre”.

Infine, la svolta…

“Poi, per caso, navigando su internet mi sono imbattuta sul blog di I-VITAE e ho letto un po’ delle lettere scritte e inviate da ragazze che come me hanno vissuto anni nella delusione e nello sconforto. Ma che alla fine, come me, hanno visto la luce - dopo tanto dolore e abbattimento - nella possibilità di trovare la causa della nostra “fertilità mancata” in un SISTEMA IMMUNITARIO malfunzionante. Ecco, questo è il mio futuro. So che alcune donne ha trovato qui la loro soluzione, spero di essere una di quelle… ”.

Te lo auguriamo anche noi…

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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