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Se il sistema immunitario non funziona, la maternità è compromessa

Sistema immunitario e fertilità

Diventare mamma è obiettivo naturale. Non di tutte le donne, ma di molte. Ma non è sempre facile rimanere incinta e portare a termine una gravidanza, soprattutto in maniera naturale. Per alcune, infatti, il concepimento diventa un vero e proprio percorso ad ostacoli. Una battaglia contro il tempo biologico che scorre inesorabile ed impietoso, trascinandosi dietro aspettative mancate, sofferenze psicologiche e desideri insoddisfatti. Con notti insonni e giorni pieni di speranze disilluse, sogni ad occhi aperti che aspettano solo di essere concretizzati e vissuti. Con nomi pensati e non ancora sulla carta, stanze già colorate e altre solo immaginate, corredi messi da parte e una felicità ambita, ma ancora troppo lontana.

Si cerca ogni soluzione possibile per porre fine a questa interminabile attesa, senza rendersi conto che, spesso, la soluzione è dentro di sé. Nel proprio corpo, in un sistema immunitario che non funziona come dovrebbe, ma che, in maniera silente, è responsabile di molte patologie moderne, infertilità compresa. Basta fermarsi e sapersi ascoltare. Basta sapersi osservare per comprendere che la barriera di identificazione, razione e difesa del nostro organismo (il sistema immunitario, appunto) è compromessa e va assolutamente “riparata” per poter sostenere una gravidanza.

annidamento embrionale a rischio per interferenza del sistema immunitario

Annidamento embrionale a rischio

Avere il sistema immunitario compromesso può essere, quindi, una delle cause principali dell’infertilità o fertilità mancata. Affinché avvenga il piccolo grande miracolo della vita, la gravidanza, è dunque necessario l’intervento di numerosi fattori che la rendono possibile. Alcuni sono ben conosciuti, mentre altri, come il sistema immunitario e il suo ruolo nell’annidamento dell’embrione, sono ancora in fase di studio, ma gli scienziati ne riconoscono già da tempo l’importanza.

E se è vero che se il sistema immunitario ci protegge da infezioni, malattie e organismi estranei al nostro corpo grazie alle difese, ecco perché e in che modo interviene anche nel successo della gravidanza.

Esistono diversi tipi di immunità: quella innata, presente in tutti gli esseri viventi, e quella acquisita, presente solo nell’essere umano, che favorisce la creazione degli anticorpi. Quando il corpo umano entra in contatto con un’infezione che ha già avuto in precedenza, può rispondere in “modo veloce e coordinato per difendersi”. Questo avviene perché ha una memoria ed è in grado di ricordare e individuare eventuali molecole pericolose e i batteri.

Se applichiamo questo meccanismo alla gravidanza, bisogna tener presente che l’embrione è un insieme di cellule che il sistema immunitario della madre deve identificare in modo adeguato per permettere che si annidi. Ed è porprioproprio in questa fase che eantra in gioco il sistema immunitario con il suo “ruolo basilare” nell’annidamento dell’embrione, insieme ad altri fattori.

Ma quali sono le difese del sistema immunitario importanti in questo processo?

Le più studiate nell’utero sono le molecole denominate Natural Killer e i Linfociti T Helper.

  1. Le Natural Killer sono molecole che permettono all’embrione, una volta annidato, di sviluppare piccoli tentacoli che daranno origine ai vasi sanguigni e rappresenteranno il mezzo attraverso il quale nutrirsi. Tuttavia, nonostante la loro estrema importanza, dopo molte ricerche, gli esperti hanno verificato “che i pazienti con un eccesso di queste molecole spesso soffrono aborti ripetuti. Quando abbondano le Natural Killer, si produce un annidamento troppo aggressivo nell’endometrio” che causa un aborto naturale.
  2. Il secondo tipo di difese fondamentali per l’annidamento sono i Linfociti T Helper, molecole che aiutano il sistema immunitario ad affermare se un corpo estraneo è un batterio e, in questo caso, se è necessario riempirla di anticorpi per difendersi. Esistono due tipi di T Helper, il LTH1 e il LTH2: una differenza tra questi tipi di difese può ripercuotersi negativamente sull’annidamento dell’embrione.

E’ inoltre importante avere – o creare - un equilibrio all’interno del sistema immunitario, con tutte le cellule al posto giusto e in quantità proporzionale. La mancanza di equilibrio potrebbe essere dovuta ad altri motivi, che a loro volta impediscono il corretto svolgimento della gravidanza.

Il sistema immunitario durante la gravidanza

Il sistema immunitario di una madre in gravidanza si modifica per ospitare il feto e produce cellule specializzate nell'impedire che i tessuti fetali siano considerati estranei, e quindi aggrediti. Il meccanismo, individuato nei topi, è stato scoperto per la prima volta negli Stati Uniti, dai ricercatori del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center, e descritto in più lavori di settore (non ultima la rivista Nature). Lo studio americano suggerisce che in futuro potrebbe essere possibile sviluppare vaccini contro le malattie autoimmuni, oppure in grado di prevenire nascite premature e altre complicazioni della gravidanza.

I ricercatori dimostrano che il programma di protezione del feto in gravidanza si deve all'espansione e alla conservazione delle 'cellule T regolatorie', che riconoscono gli antigeni fetali ereditati dal padre e inducono il sistema immunitario a produrre anticorpi contro di esse. Questo sottoinsieme di cellule T sopprime l'attacco immunitario materno contro il feto, ma consente ancora al sistema immunitario della madre di combattere le infezioni. Se la madre rimane incinta di nuovo, queste cellule ricordano la prima gravidanza e forniscono una protezione aggiuntiva per il feto contro gli attacchi del sistema immunitario materno. Questa è la dimostrazione che tali cellule formano una memoria immunologica, riducendo nelle gravidanze successive, rispetto alla prima, ma può anche essere applicata ai nuovi modi per controllare meglio l'equilibrio tra la stimolazione immunitaria e la soppressione per la prevenzione delle malattie autoimmuni".

Conclusioni

In generale, un sistema immunitario alterato può essere strettamente legato agli aborti o errori di annidamento.

I-VITAE, un test ad hoc

Il sistema immunitario gioca, quindi, un ruolo decisivo nel concepimento: per questo è utile indagare il quadro immunologico con tempestività e con un test specifico, come quello prodotto da I-Vitae, realtà made in Italy ma internazionale che opera e si adopera con attenzione e successo nell’ambito della fertilità femminile.

In particolare, il test messo a punto si chiama IMMUNOX™, ed analizza la presenza di 4 biomarcatori specifici. Viene eseguito su un campione di sangue venoso, e mira ad individuare come nel sistema immunitario femminile (in alcune sue componenti) i processi di infiammazione sistemica e di ossidazione cellulare siano i probabili responsabili di uno stato di sub-fertilità o infertilità inspiegata. Se il test risulta positivo ad almeno uno di questi biomarcatori è probabile che “qualcosa” all’interno dell’organismo femminile stia interferendo con la fertilità.

Il primo dei biomarcatori si chiama Complement Activity Toxic Factor (CATF), ovvero legato all’attività del complemento, che è una delle componenti fondamentali del sistema immunitario. Questo CATF è in realtà una proteina prodotta dal complemento, di cui è stata dimostrata la capacità embrio-tossica. In altre parole aggredisce il feto, impendendo l’attecchimento embrionale.
Gli altri biomarcatori sono:

  1. Tumor Necrosis Factor alpha (TNF alpha): è una citochina pro-infiammatoria che, in alcuni casi, se prodotta in eccessiva quantità, potrebbe contrastare lo sviluppo dell’embrione.
  2. Glicodelina (placental protein 14): è una proteina localizzata sia nella cavità uterina sia nel sangue. Nel sangue svolge un’importante azione immunosoppressiva e favorisce i processi legati all’impianto dell’embrione. Il test per la Glicodelina valuta il livello della proteina nel sangue indicando possibili alterazioni nell’immunosoppressione basale della mamma o nei meccanismi di impianto.
  3. Total Oxidative Status (TOS): lo stress ossidativo è uno "stress chimico" indotto nel nostro organismo da uno squilibrio fra produzione di radicali liberi e capacità di difesa antiossidante; in questo caso il test misura il livello di ossidazione presente nelle macromolecole disciolte nel sangue. Un elevato valore di TOS indica e quantifica la presenza di un danno biologico dovuto all’accumulo di radicali liberi dannosi per le cellule dell’organismo, compresi uovo e spermatozoo.

Il test IMMUNOX™ non solo identifica la loro presenza, ma anche la quantità in cui sono presenti.


Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

Topics: Infertilità Gravidanza naturale Innovitas Vitae Subfertilità Fertilità Sistema Immunitario Biomarcatori IMMUNOX Diagnostica