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Separazioni genitoriali e concepimento

Separazioni genitoriali e concepimento

Ciao ciao. Mi chiamo Jessica, ho 33 anni, abito vicino a Firenze, e sono anche io frutto dell’unione e poi separazione di miei genitori. Con una aggravante, l’essere figlia unica prima e poi sorellastra di due fratelli solo di padre, il primo, e solo di madre, la seconda. Vi scrivo dopo aver letto, con grande interesse e - ahimè - trasporto, la storia di Miriam e di Alessandra, giovani donne alle prese con la scelta tormentata della maternità, nelle quali storie mi ritrovo e in un certo senso mi rispecchio. Guardando il lato brutto della mia esistenza. Quella che mi vede ancora irrisolta e alla costante ricerca di serenità.

I-Vitae

Jessica, grazie per averci scelto. Da settimane siamo alle prese con situazioni analoghe alla tua, in cui i sentimenti prendono il sopravvento sulla ragione e sulla scelta di diventare madre.

“E’ proprio così, anche per me purtroppo! Sono stata concepita in una coppia senza amore né rispetto e adesso che sono adulta ne pago le conseguenze… ”.

Conseguenze che, come spieghi nella tua lettera, solo legate alla tua difficoltà di costruire una tua famiglia, con dei figli e dei sentimenti nuovi…

“L’età e il compagno ci sarebbero, manca il coraggio della scelta. Manca la convinzione di essere all’altezza del ruolo di madre. C’è la paura di non riuscire ad amare fino in fondo”.

Tutti sentimenti legittimi, timori confermati anche da altre ragazze nella tua stessa situazione, con un percorso familiare ed emotivo simile.

“Per questo motivo mi sono voluta confrontare con voi, con loro, con donne che possono comprendermi fino in fondo”.

Ma l’aver sofferto non può condizionare ulteriormente la tua vita, non deve. Non sarebbe giusto per te stessa…

“Lo so, me lo ripeto ogni giorno. E cerco possibili via d’uscita, ma ogni volta la paura di amare qualcuno mi assale”.

Forse, sarebbe il caso di ascoltare un esperto, di fare psicoanalisi, di provare ad elaborare il lutto dell’abbandono, della separazione dei tuoi genitori, il dolore dei sentimenti.

“Ho sempre pensato di avere il carattere e la forza per superare da sola questo problema. Ho sempre guardato alla mia nuova famiglia allargata con piacere. Almeno credevo di essere andata oltre, probabilmente non è così. Ma solo l’idea di un mio figlio e di un nuovo sentimento mi ha riaperto ferite che credevo chiuse”.

Il passato ritorna, ma può essere affrontato.

“Ho fatto a pugni con il mio passato, adesso voglio andare oltre”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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