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Sentimenti feriti e paura di essere madre

Sentimenti feriti e paura di essere madre

Ciao a tutte. Ho letto sul vostro blog la testimonianza, per me molto significativa, di Miriam. Anche io ho avuto problemi con i sentimenti che mi impediscono di avere una quotidianità normale e di mettere su famiglia. Mi chiamo Alessandra, vivo vicino a Tolentino, ho 29 anni e sono serenamente fidanzata con Christian. Ma un rapporto sbagliato con mio padre mi ha creato fin troppi problemi da quando ero bambina, continuando a influenzare le mie scelte e la mia impossibilità di vivere fino in fondo le emozioni. E’ come una condanna, dalla quale spero di liberarmi prima o poi.

I-Vitae

Alessandra, la tua lettera arriva puntuale a confermare che la paura dei sentimenti può interferire in maniera importante nella vita delle persone….

“Per me è stato così. Ci faccio i conti da quando sono piccola e desideravo ricevere gli abbracci sinceri del mio papà. Che non sono mai arrivati, perché è sempre stato un uomo freddo e distaccato. Il suo atteggiamento mi feriva e mi ferisce ancora, a tal punto da scatenare sentimenti di rabbia e allontanarmi dalle situazioni di gioia”.

Come ti ha allontanato dalle situazioni gioiose?

“Nel senso che ogni volta che si creano le condizioni per essere felice, io scappavo via. Da bambina inconsapevolmente, poi sempre più per scelta”.

E diventare madre è una di queste condizioni che sfuggi?

“Proprio così, ogni volta che ci arrivo vicina, o che ci penso, mi assale una sensazione di inadeguatezza, paura, caos mentale. E comincio a sudare… E' come se dentro ci fosse una vocina che mi invita a non fare il passo del matrimonio e del diventare madre”.

Ma tu desideri un figlio?

“Lo desidero, però non credo di essere all’altezza del ruolo da genitore. Ho troppe ferite dentro che fanno ancora male”.

Hai condiviso, con il tuo compagno, questo tormento?

“Sono cinque anni che stiamo insieme, ne abbiamo parlato tanto. Fin troppo. Ma lui non l’accetta, dice che devo superare questa paura e la posso sperare solo provando ad avere un bambino”.

Stringere fra le braccia un figlio tuo e sentire l’amore assoluto che può unirvi, potrebbe essere una terapia…

“Ma io non me la sento, non riesco a fare quel passo. Non vivo serenamente nemmeno il rapporto sessuale con Christian, proprio per il timore che lui possa mettermi incinta. Non prendo pillola, non mi piace ricorrere ai medicinali”.

Consapevole di tutto ciò, credo che dovresti affidarti ad un esperto psicologo o psicoterapeuta. Propio per elaborare il rapporto, anomalo, con tuo padre.

“Anche questo mi spaventa! Rivivere quei giorni in cui piangevo per avere un abbraccio o in cui soffrivo perché mio padre non era mai fuori dalla scuola a prendermi, come accadeva ai miei compagni, mi crea ansia”.

Non c’è altro modo per uscire da questo bivio. O ti lasci andare e ti fidi del tuo compagno… o prendi la strada della psicoterapia… dell’aiuto, quantomeno, di un esperto.

“Ne parerò per l’ennesima volta con il mio compagno. Insieme, questa volta, prenderemo una strada. Faremo una scelta. Confrontarmi con Miriam e con voi del blog mi ha aiutato a riflettere. Ora voglio provare ad uscire da tunnel delle mie paure”.

E noi ci saremo, gli volta che vorrai confrontarti…

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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