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Se il sistema immunitario non funziona

Se il sistema immunitario non funziona

Diventare mamma è obiettivo naturale. Non di tutte le donne, ma di molte. Ma per qualcuna diventa un vero e proprio percorso a ostacoli. Una battaglia contro il tempo che scorre inesorabile e impietoso, portandosi dietro sofferenze e desideri insoddisfatti. Notti insonni, giorni pieni di speranza e di sogni a occhi aperti. Con nomi pensati, stanze colorate e immaginate, felicità rincorsa.

I-Vitae

Ma la soluzione, spesso, sta dentro noi stesse. Nel proprio corpo. Basta sapersi ascoltare, fino a comprendere che ciò che non funziona è semplicemente il nostro sistema immunitario. Colpevole di tante malattie moderne, fertilità compresa.

Una verità che per molti è ancora da ignorare

Un sistema immunitario compromesso può spiegare le inspiegabili motivazioni dei figli che non arrivano. Ma non tutti i medici ne sono ancora consapevoli e si arriva alla prescrizione di esami specifici per verificarne la funzionalità solo quando si è quasi fuori tempo massimo per diventare madre. E, spesso, viene addirittura bypassato il problema, ritenuto secondario o inesistente.

Infertilità: a I-Vitae il brevetto di un Test rivoluzionario

L’infertilità inspiegata, dovuta a un sistema immunitario compromesso, è responsabile di più del 40 per cento delle gravidanze mancate. Per non parlare dei potenziali aborti legati allo stesso problema, che fanno lievitare la percentuale di insuccesso nel concepimento e accrescono il dramma di milioni di donne che vogliono diventare madri ma non ci riescono. Con sensi di colpa e sentimenti di fallimento che spingono sempre più verso depressioni senza ritorno o cure invasive e fisicamente pesanti.

Oggi è però possibile valutare l’infertilità e/o subfertilità inspiegata attraverso il test diagnostico “IMMUNOX” di I-VITAE: la startup italiana che opera nel settore della Medicina della Riproduzione, il cui lavoro è stato recentemente pubblicato dalla rivista scientifica Minerva Ginecologica e ha già ottenuto molte approvazioni e risultati a livello nazionale e internazionale.

In cosa consiste il Test

Basta un semplice prelievo di sangue (nei centri prelievo autorizzati e più vicini a casa propria, pubblici e privati) e in soli dieci giorni si può sapere se il proprio sistema immunitario è in grado di supportare o meno la gravidanza. In caso positivo, si possono prendere provvedimenti consapevoli, del tutto naturali, per riequilibrare i valori del proprio sistema immunitario.

IL TEST

Il test è stato validato su oltre 2.200 donne, oltre che condotto, nel 2016 all’interno di uno studio clinico, ed ha dimostrato che quelle positive al test hanno solo il 2,9% di probabilità di concepire, rispetto al 36,6% di quelle negative al test.

“Nello specifico - spiega l’Amministratore delegato di I-VITAE, Alessandro Scozzesi - il test rileva e misura quantitativamente quattro biomarcatori specifici: Tumor Necrosis Factor Alpha TNF Alpha, GLICODELINA (GLY), TOS (Total Oxidative Status) e CATF (Complement Activity Toxic Factor). I primi tre (biomarcatori) erano già presenti in letteratura, il quarto è stato scoperto da noi. Infatti la ricerca mia e dei miei soci, uno dei quali è direttore scientifico di I-VITAE e ha sofferto insieme a sua moglie il dramma di non riuscire ad avere figli per lungo tempo, parte dall’esigenza di capire le cause che stanno alla base di una gravidanza cosiddetta sine causa. Ci sembrava troppo convenzionale il modo di fare di molti medici, i quali, non riuscendo a capire il perché di molte gravidanze che non arrivavano, liquidano la donna e la coppia con una diagnosi di infertilità e sub-fertilità inspiegata. O, meglio, senza causa (sine causa). Così abbiamo analizzato almeno un migliaio di pubblicazioni scientifiche sul tema, condotte negli ultimi dieci anni, usando anche studi di metanalisi statistica, fino a delineare un quadro generale della stato dell’arte in tema di diagnostica. E abbiamo scoperto che i primi tre marcatori da noi indicati erano già presenti in letteratura ma mai correlati all’infertilità inspiegata, cosa che abbiamo successivamente fatto, mentre il quarto è stato scoperto da noi.

Il CAFT, come lo abbiamo denominato, deriva da un biomarcatore chiamato e noto in letteratura come ETF (Embryonic Toxic Factor) ovvero un potenziale fattore embriotossico, in grado di impedire il concepimento. Partendo dall’analisi di questo biomarcatore, siamo andati oltre, molto oltre, scoprendo che questo fattore in realtà è prodotto dal complemento, una parte fondamentale del sistema immunitario, brevettandone a livello internazionale il metodo di rilevazione. Da quel momento è nato il il nostro test IMMUNOX, assembrando - appunto - i quattro biomarcatori”. “Attualmente il test è stato condotto su ben 2.200 casi - aggiunge il dottor Scozzesi -, potendo affermare che è in grado di rilevare segni unici e inequivocabili che un sistema immunitario in disequilibrio sta interferendo con il concepimento”.

Perché è importante

Il test può può essere un vero e proprio screening per coloro (donne e coppie) che intendono concepire, anche seguendo un approccio naturale. Ma soprattutto è utile a capire la probabilità di successo del concepimento e della gravidanza. O, in aggiunta, può aiutare il ginecologo di riferimento delle coppie che necessitano di supporto perché la gravidanza tarda ad arrivare. Infine, può diventate uno strumento che guida gli specialisti della procreazione assistita nell’adozione di scelte (tecniche) consapevoli e mirate per il buon fine della gravidanza.

Dove si trova

Il test viene seguito nel laboratorio autorizzato di I-VITAE in provincia di Varese. “Noi ci occupiamo di organizzare la raccolta del campione di sangue presso un qualsiasi punto prelievo più vicino al domicilio della nostra utente, dove la stessa si deve recare (in alcuni capoluoghi e provincie, come Milano ad esempio, siamo già in grado di proporre il prelievo a domicilio). Al momento è venduto online nel sito di I-VITAE, ma la speranza è che presto possa essere anche proposto direttamente dai ginecologi convenzionati con I-VITAE stessa. Il nostro interesse è che le donne possano avere una vita fertile sana e serena. Per questo stiamo lavorando da sempre e ci batteremo”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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