<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=2156928307866245&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Sclerosi multipla e gravidanza

Sclerosi multipla e gravidanza

“Ciao, sono Patricia, ho trent’anni e quando ne avevo venticinque ho scoperto di avere la sclerosi multipla. Una sentenza mortale, arrivata a pochi giorni dalla decisione, condivisa con il mio compagno, di andare a vivere insieme e “mettere su famiglia”. L’arrivo di un bambino, preferibilmente maschio, era il mio sogno nel cassetto. Il desiderio di una ragazza, io appunto, che ha perso la madre quando era ancora bambina (avevo appena sei anni) e che ha lottato duramente per ritrovare quella serenità profondamente segnata dalla vita. Pazienza, mi sono detta! Adesso è il momento di ricominciare da capo, insieme a un ragazzo con il quale sto insieme da tempo e che mi ama profondamente.

mel_BLOG

Adesso, mi convincevo giorno dopo giorno, è l’occasione buona per tornare a sorridere dopo anni di pianti e disperazione. Dopo decenni in cui non riuscivo più a dare un senso alla mia pur giovane esistenza! Crescere senza mia madre, con una nonna anziana che non riusciva a comprendere i miei bisogni e le mie paure, non è stato semplice. Mi sono mancate molte cose, tanta comprensione. Ma ho provato a ricominciare, partendo dall’amore tra me e Riccardo”.

Poi… cosa è successo, Patricia?

“Da settimane, forse addirittura mesi, avvertivo uno strano torpore agli arti inferiori. Mi facevano male, spesso troppo male. A volte faticavo persino a camminare”.

Faticavi a camminare, tanto che ti sei sottoposta a una serie di controlli?

“Mi sono sottoposta prima alle analisi di routine, poi a quelle specifiche. Infine, dopo un mese di ricerca, il verdetto che non avrei mai voluto sentire: sclerosi multipla! Me lo sono fatta ripetere tre volte dal mio medico di famiglia, nella speranza di aver compreso male quello che era indicato nel foglio di dimissioni della struttura sanitaria dove, alla fine, mi hanno sottoposto a un day hospital”.

Sicuramente un verdetto da metabolizzare, soprattutto in una fase in cui stavi progettando la tua vita di coppia e la maternità?

“Un momento complicato. Sclerosi multipla, ho ripetuto tra me e me per giorni camminando lungo il corridoio di casa. Sclerosi multipla? Incalzava il mio compagno a ogni mio passo, guardandomi con il volto pieno di paura”.

Hai, avete, provato subito a reagire?

“Sentivo, in quel momento, che la mia storia era stata segnata da un destino crudele. Il mio sogno di allargare famiglia stava naufragando. Sono precipitata nella depressione più profonda, dalla quale ho faticato a venire fuori. Ho pianto per giorni interi, settimane, mesi, anni. Sola, o insieme a Riccardo”.

Ma finalmente hai trovato la forza di reagire…

“Ci ho provato più volte, ma non è stato semplice rialzare la testa e ripartire. Riccardo non credeva più nella possibilità di avere una famiglia tutta nostra e cercava sempre più momenti di evasione fuori da casa. Lontano da me, dai nostri problemi, dalla mia malattia che settimana dopo settimana mi costringeva a riposi prolungati e giornate senza speranza”.

Poi hai iniziato la cura e ti è tornata la voglia di combattere per i tuoi sogni?

“Nonostante la stanchezza dovuta ai farmaci e ai sintomi della malattia che non mi davano tregua, ho ripreso la mia vita in mano e adesso, dopo tre anni di cure intense e stressanti, con il mio compagno abbiamo deciso di ricomunicare a cercare un bambino”.

Ti sei consigliata con il tuo ginecologo o con degli esperti, prima di andare avanti?

“Certo. Mi hanno detto che avere la sclerosi multipla non comporta di per sé una gravidanza a rischio. La terapia va certamente interrotta qualche mese prima del concepimento, al fine di proteggere il bambino. Inoltre, tutte le forme di anestesia sono considerate sicure per le donne in fase di travaglio. L’allattamento, poi, non determina un aumento del rischio di ricadute, né della disabilità. Tuttavia, poiché i farmaci possono essere presenti nel latte materno e avere effetti nocivi sul neonato, è opportuno valutare se allattare o meno e quando ripristinare la terapia per la sclerosi multipla”.

Il periodo dopo il parto è molto impegnativo per tutte le mamme. Nel caso di donne con sclerosi multipla, esiste un pericolo di ricaduta anche grave...

“Sì, esiste un rischio reale di ricaduta nei primi tre - sei mesi dopo il parto (da 2 a 4 donne su 10 hanno una ricaduta nei tre mesi dopo il parto). Si ipotizza che possa dipendere dalle fluttuazioni ormonali tipiche della gravidanza e del puerperio, capaci di influenzare anche le reazioni del sistema immunitario”.

Quindi vuoi andare avanti nella ricerca del vostro bambino?

“Il mio desiderio di essere mamma è talmente forte che ho messo in preventivo tutto, anche l’eventualità di stare nuovamente male e trascorrere giornate intere a piangere e provare dolore. Ricomincerò per l’ennesima volta da capo, prendendo medicine e cercando giorno per giorno di tornare a una quotidianità accettabile. Farò tutto e di più, perché sogno di un bambino rimane il sogno più grande”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

Topics: Infertilità Gravidanza naturale Innovitas Vitae Subfertilità Fertilità Sistema Immunitario Prevenzione Essere donne Essere madri Gravidanza Sindrome premestruale Mestruazioni Natura sterilità secondaria Sclerosi Multipla