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Rosolia e concepimento

Rosolia e concepimento

La rosolia è una malattia esantematica molto pericolosa in gravidanza, che si diffonde attraverso le goccioline respiratorie diffuse nell’aria dal malato. Se contratta dalla madre e trasmessa al feto, può causare aborto o danni fetali molto gravi, come ridotto sviluppo, sordità, malformazioni cardiache, cecità.

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Greta ha contratto la malattia mentre aspettava il suo secondo bambino e ha vissuto una brutta esperienza, della quale non ha mai voluto parlare prima di ora, quando ha deciso di condividerla con I-VITAE e con tutte le nostre appassionate lettrici, affinché “sia d’aiuto a chi - come lei - si trova a vivere la paura di un bambino malato per un vaccinato non fatto”.

Greta, puoi raccontarci la tua battaglia per essere madre

“Non avendolo fatto prima, arrivata alla nona settima di gestazione ho fatto, ma solo per scrupolo, il Rubeo test per la rosolia. Ero onestamente serena, perché avevo avuto già un figlio e una gravidanza perfetta. Pertanto, non mi sono posta il minimo problema. Credevo di essere sana, dopo il primo concepimento mi ero sottoposta a ogni sorta di analisi e controlli medici e questo mi dava la tranquillità giusta per affrontare il nuovo arrivo. Purtroppo, mi sbagliavo”.

Il test è risultato positivo?

“Il test è risultato positivo, avevo la rosolia. Il panico mi assalì, ero disperata. Ho subito chiamato il mio ginecologo per poi piombare nel suo studio. Avevo l’ansia di capire cosa mi sarebbe aspettato. Lui mi abbracciò, cercando di consolarmi”.

Se la mamma contrae la rosolia nei primi tre mesi di gravidanza, ci sono rischi più alti per il bambino. Tra il quarto e il sesto mese i rischi sono più bassi…

“A quel punto ne avevo la consapevolezza, scoppiai a piangere ma il mio medico mi convinse a ragionare. In realtà avevo le igg basse, praticamente inesistenti e le igm altissime, oltre il normale livello di scala. (Le igg segnano la presenza di anticorpi "vecchi" nel sangue, le igm di anticorpi che stanno combattendo il virus in quel momento).

Dalle prime analisi, insomma, sembrava che avessi preso la rosolia poco prima che facessi il prelievo?

“Proprio così, ma io non me ne ero assolutamente accorta. Nessuna febbre, nessun sintomo specifico ancora manifesto… Pensai che era giusto rifare il test”.

Così è stato?

“Ho ripetuto le analisi in altri due laboratori privati, sperando in un errore. Stessi risultati. Le igg si erano alzate, diminuite le igm. Mi crollò il mondo addosso!”.

Cosa ti consigliarono di fare a questo punto?

“Dopo un consulto con diversi medici, mi proposero di ragionare sulla possibilità di abortire. Ma io non volevo nemmeno sentirne parlare…”.

L’alternativa?

“Il mio ginecologo mi propose di eseguire tutta una serie di ecografie morfologiche nel corso della gravidanza. Oltre, ovviamente, all’amniocentesi. Nel caso in cui avessimo riscontrato malformazioni del bambino, avremmo ragionato seriamente sul da farsi… Accettai, senza riserve. Volevo a tutti i costi il mio bambino”.

Alla fine, tutto ci si concluso nel migliore di modi…

“Sono stata davvero fortunata! Mia, la mia bellissima bimba, è nata sana e gode di ottima salute. Nessun problema, ma ho rischiato molto e da quel momento consiglio a tutte le donne, che intendono affrontare una gravidanza, di sottoporsi al test della rosolia e, soprattutto, di vaccinarsi qualche mese prima del concepimento, qualora non lo avessero già fatto.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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