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Colognato, l'esperto della fertilità femminile

Colognato, l'esperto della fertilità femminile

La scienza è la sua vita, il suo cavallo di battaglia, la sua passione insieme alla ricerca e allo sviluppo della biologia. “Migliorare diagnosi e trattamenti, in senso olistico e personalizzato, delle condizioni patologiche” è il suo obiettivo.
Si definisce un biologo per scelta e un naturopata per vocazione. Ma è anche un genetista, apprezzato per la sua professionalità e i suoi successi nel campo della fisiopatologia della riproduzione.

Si chiama Renato Colognato ed è uno dei 4 cofondatori di I-VITAE , di cui è direttore scientifico e di laboratorio. La maternità di molte donne con problemi di fertilità, è dovuta ai suoi consigli e al team della startup che ha contribuito a fondare e per la quale si adopera quotidianamente (I-VITAE, appunto). Nonostante la sua bravura riconosciuta, però, non ama i riflettori.

Dottor Renato Colognato, Direttore Scientifico di I-VITAE

Dottor Colognato, come nasce questa passione per la scienza della riproduzione?

“In Italia e nel mondo sono sempre di più le coppie che si trovano ad affrontare il problema dell’infertilità o sub-fertilità.
Molte di queste, dopo mesi di tentativi di concepimento andati a vuoto, credono che la soluzione sia nella fecondazione assistita. Toppo spesso, e purtroppo, sottovalutando i veri problemi che si nascondono dietro una gravidanza mancata.
Ecco, qui entra in gioco il team di I-VITAE, proponendo, dov’è possibile e senza mai creare false aspettative, un percorso per arrivare a un concepimento naturale”.

Quindi no alla chimica?

“La lascerei come soluzione estrema, dopo aver percorso tutte le strade della salute. Quelle che rispettano il proprio corpo – mi riferisco ovviamente alla donna – e la psiche (sottoporsi a ripetuti cicli ormonali non è una cosa da poco!). Un mancato concepimento, infatti, nasconde spesso problemi”.

Tantissime donne seguite in poco tempo, con successi concreti e dimostrabili. Cosa è I-VITAE?

“È un team di competenze messe a disposizione delle donne che hanno difficoltà a diventare madre. Un compito che mi piace e che ci piace. Ci crediamo, lavoriamo tutti con serietà, certe volte anche noi non siamo perfetti, ma speriamo di avere sempre più margini per crescere, e lo stiamo facendo, e vedere nascere tanti bambini. Sono fiero di farne parte".

Fertilità e sub-fertilità, è ancora rebus sulle cause che le determinano?

“Il fatto che ci sia ancora una grandissima percentuale di donne con diagnosticata infertilità sine-causa, ci deve far pensare che siamo ancora abbastanza lontani dall’aver identificato i problemi che stanno a monte di queste situazioni. Siano essi di natura clinica o psicologica”.

Quale potrebbe essere la soluzione?

“Occorre avvicinarsi alla medicina riproduttiva con un approccio sempre più multidisciplinare (in senso olistico) ed integrato, nel rispetto però sempre del dato scientifico. Ponendo l’attenzione ad “altri” fattori, diversi da quelli ginecologici, che vanno, in ogni caso, assolutamente indagati e tenuti in seria considerazione”.

Ritiene che si debba superare l'idea del ginecologo come l’unico medico specialista di riferimento per un percorso di medicina riproduttiva?

“Si. È un nuovo percorso a 360°; un viaggio anche interiore, con tutte le sue componenti biologiche, energetiche ed emozionali. Dove nessun aspetto della persona deve essere ignorato. E’ un passaggio dalla medicina specialistica alla precision medicine (citando Obama). Un percorso dove oltre l’apparato riproduttivo da controllare e sistemare, c’è un insieme di interazioni psicofisiche e mentali da prendere in considerazione”.

È vero che un sistema immunitario compromesso può addirittura far fallire una gravidanza?

“Quando altre cause di tipo morfologico e/o funzionale sono già state indagate, il sistema immunitario è sicuramente alla base del mancato concepimento (non attecchimento embrionale) o delle condizioni di poliabortività. Lo testimonia il fatto che la prima interazione fisiologica tra mamma ed embrione, o come mi piace chiamarlo, il primo SMS, tra mamma e bimbo, avviene proprio tramite il sistema immunitario della mamma e, più precisamente, dal punto di vista immunitario, ciò che il suo sangue contiene”.

Quindi, cosa significa?

“Se il sistema immunitario risulta carico di sostanze tossiche o fortemente nocive, questo in qualche modo “inibisce” o tende ad ostacolare, o addirittura eliminare, ciò che non riconosce e quindi l’embrione stesso. Voglio ricordare, a proposito, che un 50% dell’embrione è patrimonio genetico del papà, che il sistema immunitario della mamma tende a non accettare volentieri. Pertanto, se già siamo di fronte ad un sistema immunitario “compromesso”, o per meglio dire in senso biologico “troppo attivo” (carico ossidativo, attività del complemento alterata o presenza di infiammazioni ecc. ecc.), questo può influenzare, negativamente, sul concepimento”.

Quali indicazioni si possono dare in merito?

“Noi, nel nostro piccolo, come I-VITAE abbiamo dimostrato e validato che alcuni dei parametri legati al sistema immunitario (biomarcatori) sono fortemente correlati alle problematiche riproduttive. Ed è un primo passo, importante e decisivo, verso un nuovo modo di guardare l’immunità materna e le sue relazioni con la riproduzione”.

Cosa vuol dire prendersi cura della fertilità?

“Secondo la mia visione olistica e naturale delle cose, significa essere prima di tutto donna. E, quindi, prendersi cura di se stessa, amarsi, coccolarsi. Il vedersi già come mamma, tende infatti a scaricare, e quindi a portare fuori da sé stesse, le energie fisiche e mentali indispensabili per concepire. Il vedersi già con un bimbo in braccio diventa, pertanto, un fattore energeticamente sfavorevole, in grado, addirittura, di modificare la fisiologia ormonale femminile attivando, in modo indiretto, delle risposte anticoncezionali”.

Quali sono i controlli da fare e a chi ci si può rivolgere?

“Si parte dalle analisi di routine per poi passare a indagini sempre più mirate. Le prime indicazioni possono partire dal ginecologo di riferimento, fino ad arrivare agli specialisti”.

I-VITAE ha a disposizione un team di specialisti, altamente qualificato, che può rispondere alle diverse esigenze della donna, partendo da un test disgnostico chiamato IMMUNOX. Vai sul nostro sito.

Quanto è giusto aspettare prima di ricorrere alla fecondazione assistita?

“Non c’è un tempo per essere fertile e un tempo per non esserlo. C’è, invece, un momento in cui bisogna portare l’attenzione e l’intenzione nel volersi sentire genitori, ma, e mi ripeto, senza che questo pregiudichi la naturalità e la serenità che questa non univoca decisione può generare”.

Un consiglio alle donne che vogliono diventare madre?

“Rispettate il vostro corpo, la natura, i suoi tempi. Imparate a guardare i suoi segnali. E, soprattutto, non accanitevi se la gravidanza non arriva nei tempi sperati. Affidatevi, invece, a esperti che hanno come obiettivo il vostro bene (raggiungimento della maternità) e la vostra salute”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

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