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Piercing e gravidanza a rischio

Piercing e gravidanza a rischio

Ciao a tutte, ho letto le lettere di Michel e di Clara su tatuaggi, piercing e gravidanza e vorrei raccontare quello che a me è successo.

I-Vitae

Mi chiamo Gemma, ho 42 anni, e vivo in provincia di Bologna. Da sempre appassionata di piercing, ne avevo collezionati sul mio corpo, fino a contarne 30. Un’assurdità, lo ammetto, ma all’epoca mi sembrava il massimo della vita. Ne ho inseriti molti, anche nella zona bassa del ventre, sul fondoschiena, intorno all’ombelico, sul petto, sulla bocca, sul naso, sulle orecchie. Ovunque si potesse. Dai miei 18 anni in poi, quando i miei genitori mi hanno lasciata libera di scegliere. Ed io ho scelto, anche condizionata da un fidanzato che non pensava ad altro: tatuaggi ovunque e anellini, cerchietti, pallini di ferro sparsi in ogni angolo del suo corpo. Troppi, esagerati, ma ero contenta così. Mi piacevano, mi facevano sentire importante.

Fino a quando ho scoperto di essere rimasta incinta e ho provato imbarazzo, reale, alla sola idea di presentarmi così al mio bambino. E in sala operatoria. La sola sensazione di sentirmi madre mi ha fatto scattare dentro il rifiuto di questi piercing. Ma sono andata avanti, confusa, aspettando fino agli ultimi mesi di gravidanza per rimuoverli, quando sono stata obbligata da una brutta infezione partita da un buco di uno dei tanti pezzetti di ferro incastrati nella mia pelle. Lì ho capito di avere proprio sbagliato nel dare spazio a questa mia assurda fissazione ma, oramai, era troppo tardi. L'infezione cresceva nel mio corpo. Anche il mio compagno ha capito e si è pentito di avermi spinto a "esagerare".

Gemma, sicuramente la gravidanza abbassa le difese immunitarie della donna, che risulta più vulnerabile alle infezioni locali e a patologie infettive più gravi…

“Sono consapevole di aver rischiato molto e di aver messo a repentaglio la vita della mia bambina. E la mia”.

Come sei stata curata?

“Mi sono dovuta sottoporre a cicli di antibiotico, flebo di disinfettanti, di tutto e di più. Pur di debellare la brutta infezione che mi aveva messo a letto. Portandomi, regolarmente, in ospedale. E quando sembrava che la situazione fosse risolta, l'infezione riprendeva forza ed io ero sempre più disperata. Piangevo, pregavo, piangevo e pregavo”.

Quanto è durato questo calvario?

“Due lunghissimi mesi, nei quale ho pregato giorno e notte di uscire da questo incubo. Il rischio era serio, la gravidanza avrebbe potuto risentire delle dosi eccessive di medicinali, dei globuli bianchi schizzati alle stelle, della mia mancanza di appetito… della stanchezza fisica, della mia improvvisa carenza di interesse nei confronti di tutto. Ero depressa, avevo capito di avere sbagliato enormemente. Ma non potevo tornare indietro... E ho combattuto, combattuto, combattuto per mia figlia in grembo”.

Alla fine ce l’hai fatta, per fortuna…

“E’ stata dura, ma l’ostinazione dei medici mi ha salvata insieme alla mia Camilla”.

I piercing sono subito stati rimossi?

“Immediatamente, appena è stata ventilata l’ipotesi di una mia infezione generale partita, appunto, dal foro di un anellino conficcato sull’ombelico. Ma oramai era tardi. L'infezione sembrava inarrestabile e si allargava a macchia d'olio. Il sistema immunitario indebolito dalla gravidanza non mi ha sicuramente aiutata... ”.

Finalmente tutto è passato e tua figlia è nata

“Mia figlia adesso è al sicuro, finalmente sono serena. Sta bene, io pure, anche se abbiamo sofferto entrambe e anche se continuiamo a fare controlli e prevenzione. Insieme, io e lei, abbiamo cominciato il nostro percorso esistenziale. L’allatto al seno, quel seno che fino a qualche mese fa era massacrato da cerchietti di ferro. Quel seno che adesso è pieno di latte e di vita”.

Goditi la tua bambina e grazie, da parte di I-Vitae, della tua preziosa testimonianza.

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Scrivete a I-Vitae, raccontateci la vostra storia. Sarete protagoniste del nostro BLOG e d’aiuto a molte donne che, come voi, sono in cerca di una GRAVIDANZA. O sono già madri e hanno vissuto esperienze particolari che vogliono condividere.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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