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Piercing e concepimento a rischio

Piercing e concepimento a rischio

Piercing e tatuaggi in gravidanza sono pericolosi? Se sì ha un anellino sull’ombelico bisogna toglierlo nelle fasi della gestazione? Possono, entrambi, essere veicolo di infezioni? Il foro di un piercing sul capezzolo può compromettere la capacità di allattare al seno? E ancora: è prudente mettere un piercing o fare tatuaggi in gravidanza? Comporta rischi per la salute della futura mamma e del nascituro?

I-Vitae

Oggi sono tante le donne giovani e meno giovani che mostrano, con disinvoltura e spesso orgoglio, piercing e tatuaggi in gravidanza. Ma che cosa ne è dell’anellino o del tatuaggio quando c’è un bimbo in arrivo, la pancia cresce e la pelle si tende? E anche inchiostro e tossine possono fare del male a mamma e bambino?

La gravidanza abbassa sicuramente le difese immunitarie della donna, che diventa pertanto più vulnerabile alle infezioni locali e a patologie infettive più gravi come l’epatite. Inoltre, durante l’attesa la pelle è più sensibile e aumenta anche il rischio di reazioni allergiche e di rigetto ai pigmenti del tatuaggio e al metallo del piercing. È una condizione che prosegue anche durante l’allattamento. Il consiglio degli esperti è quindi di evitare questo genere di interventi e mode fino a quando la mamma ha superato i mesi della gestazione e ha finito di allattare.

Cos’è un piercing

Il piercing è una pratica iniziata negli Stati Uniti all’inizio degli anni ’90 del Novecento e rapidamente diffusasi nei paesi europei, Italia compresa, specialmente tra i giovani. Si tratta della perforazione con ago sterile di alcune parti del corpo, per esempio il lobulo dell’orecchio, il naso o l’ombelico, per inserirvi orecchini in varie fogge.

Piercing all’ombelico e gestazione

Avere un piercing nell’omerico significa anche esporsi a possibili infezioni. Durante la gravidanza - soprattutto in fase avanzata, quando la pelle della pancia è molto tesa - sarebbe pertanto raccomandato rimuoverlo. Anche per evitare di lacerare la pelle. Meglio toglierlo e casomai rimetterlo dopo il parto. La presenza di tatuaggi nella zona bassa della pancia, invece, solitamente non è pericolosa, soprattutto se l’inchiostro è vecchio. Ma è sempre meglio disinfettare la parte del corpo colorata. Al bando, piuttosto, la pratica di tatuaggi e piercing durante il concepimento e la gestazione.

Anellino sul capezzolo e allattamento

Nonostante la presenza di un anellino o del foro sul capezzolo non interferiscano con il processo di maturazione del seno, in vista dell’allattamento sarebbe opportuno rimuovere l’oggetto metallico. Più o meno grande che sia. Spesso è la donna a farlo spontaneamente, infastidita dalla maggiore sensibilità del capezzolo. Durante l’allattamento, piuttosto, il piercing va tolto e non va rimesso fino allo svezzamento. Togliere e rimettere l’anellino tra una poppata e l’altra può portare i batteri all’interno del dotto galattoforo, aumentando il rischio di mastiti per la madre e di trasmettere infezioni batteriche al neonato. Infine, se il foro attraversa un dotto galattoforo, cioè uno dei sottili condotti che portano il latte dalle ghiandole al capezzolo, il latte stesso tende a fuoriuscire dal forellino, ma questo non è un problema se il bambino poppa correttamente, prendendo in bocca l’intero capezzolo e non solo la punta.

Tatuaggio

Il tatuaggio, dal francese tatouage, a sua volta dal verbo tatouer e questo dal termine anglosassone tattoo, è sia una tecnica di decorazione pittorica corporale dell’uomo Tradizionalmente la decorazione è destinata a durare per molto tempo, a volte per sempre, ma in tempi recenti sono state inventate tecniche per realizzare tatuaggi temporanei. Nella sua forma più diffusa, la tecnica consiste nell’incidere la pelle ritardandone la cicatrizzazione con sostanze particolari, più precisamente è chiamata scarificazione, o nell’eseguire punture con l’introduzione di sostanze coloranti nelle ferite. Questa tecnica, che oggi sembra facile da eseguire, è stata resa possibile dal susseguirsi e dall’evolversi di tecniche più svariate e ardue nell’antichità.

Inchiostro e tossine dannosi nei primi mesi della gravidanza

Soprattutto nei primi mesi di gravidanza, in cui il feto è in fase di formazione, e in cui sono più probabili gli inizi delle malformazioni, è fondamentale evitare tossine e agenti chimici, presenti in alcuni inchiostri per tatuaggio (inchiostri non vegetali). I tatuaggi all’Henné non prevedono la perforazione dell’epitelio (pelle) e quindi non presentano tutti i rischi di infezioni da aghi. Ma l’henné contiene parafenilendiammina, una sostanza che può dare irritazione alla pelle. Per questo sono comunque sconsigliati, anche se l’uso di pitture all’henné nasce in India e in Egitto proprio come decorazioni di buono auspicio per le donne in gravidanza: fatti sulla pancia si credono capaci di trasmettere serenità al bambino.

Tatuaggio o piercing

Tatuaggi o piercing possono essere fatti anche durante la gravidanza, anche se è altamente sconsigliabile. Ogni volta, infatti, che ci si buca con un ago, le probabilità di contrarre infezioni aumentano. Non solo. A causa degli ormoni le reazioni potrebbe essere diverse da quelle aspettate o da quelle che si avrebbero in stato normale. Meglio, dunque, aspettare la nascita del bambino per qualsiasi iniziativa di questo tipo.

Tatuaggio ed epidurale

Non è vero detto che la presenza di un tatuaggio nel fondoschiena annulli la possibilità per una donna di essere sottoposta all’epidurale. Solitamente spetta all’anstesista decidere se praticarla o meno. In linea generale, esiste la possibilità che l’ago, bucando la pelle, si porti dietro piccole particelle di tintura che potrebbero entrare nel midollo spinale con tutte le conseguenze che potrebbero derivarne per la salute della futura mamma.

CONCLUSIONE

Un piercing al naso o all’orecchio non interferisce assolutamente nella gravidanza. Averne nei capezzoli o all’ombelico, invece, può influire in maniera soggettiva sulla “salute” della donna e del suo bambino. Ma anche essere fastidiosi: per alcune donne è sufficiente cambiare forma e dimensione del gioiello per non avere problemi, altre, piuttosto, a causa del dolore, sono costrette a eliminare tutto. Soprattutto da ombelico e capezzoli. In caso di parto cesareo, comunque, o di intervento d’urgenza, tutti i piercing e gli orecchini vengono rimossi dal personale medico come succede per lo smalto dalle unghie di piedi e mani.

E sebbene la presenza di un piercing al capezzolo non condizioni la montata lattea e la possibilità di allattare della futura mamma, l’anello del piercing è piuttosto pericoloso durante l’allattamento. Non solo, infatti, potrebbe essere accidentalmente ingoiato dal bambino, ma potrebbe causare dolore alla mamma rendendole difficile il proseguimento dell’allattamento. O creare infezione.

Il consiglio, dunque, alla nascita del bimbo è di togliere tutto per poi rimettere anelli e anellini una volta che l’allattamento è terminato. E sul bambino svezzato.

Per quanto riguarda i tatuaggi, gli aghi dei tatuatori, se non esperti e seri, potrebbero essere infetti di qualsiasi virus trasmissibile mediante contatto di sangue. Infatti, anche se la quasi totalità dei tatuatori, per fortuna, applica tutti i criteri di igiene e sicurezza per realizzare tatuaggi in modo sano e al riparo da infezioni, il rischio, anche basso, di incorrere in un tatuatore poco attento alle norme igieniche e alla disinfezione degli strumenti, potrebbe rovinare la gravidanza e mettere a repentaglio la salute del bambino in arrivo.

Il maggior rischio per chi si fa un tatuaggio incinta è proprio quello di contrarre un’infezione, come la sifilide l’Epatite B o C, l’HIV e altri virus più o meno innocui. Quindi, per scongiurare trasmissioni di malattie al bambino, meglio rimandare l’esecuzione di tatuaggi a quando il proprio figlio sarà nato e svezzato. Il consiglio, anche in questo caso, è di rimandare l'esecuzione del tatuaggio dopo la nascita e lo svezzamento del proprio figlio.

La salute di una gravidanza, della donna e del suo bambino devono prevalere su tutte le mode e le voglie del momento. Essere madre è anche sinonimo di responsabilità. E amore incondizionato, che ha la priorità assoluta su qualsiasi altro desiderio. Come farsi un piercing o magari tatuarsi l'iniziale del proprio erede.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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