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Papilloma virus e concepimento

Papilloma virus e concepimento

Infezioni sessualmente trasmesse come gonorrea e clamidia per la donna possono influenzare, spesso anche pesantemente, la fertilità e quindi il concepimento. All’appello non manca ovviamente l’Hpv, più comunemente conosciuto come Papilloma Virus. Significativo, come sembra, se non trattato in tempo e correttamente in entrambi i sessi.

I-Vitae

E' un dato di fatto che l’infezione da Papilloma Virus Umano sia molto diffusa tra la popolazione generale (è stato stimato che colpisca almeno una volta nella vita l’80% della popolazione, ma ciò non significa che si svilupperà per forza una patologia da HPV. In Italia, per esempio, vengono diagnosticati ogni anno meno di 3000 cancri del collo dell’utero, su circa 25 milioni di individui potenzialmente contaminati) e nella maggior parte dei casi si autorisolve anche in assenza sintomi o di patologie correlate. Se ne va, insomma, così com’è arrivato e senza alcuna conseguenza. Altre volte, però, come sostengono alcuni studiosi, può compromettere anche la fertilità della coppia. E, in particolare per i ceppi ad alto rischio, indurre in una minoranza di pazienti infetti tumori maligni a livello ano-genitale, alle vie aeree e all’apparato digerente. Sembra, inoltre, che la infezione da HPV possa portare danni di tipo riproduttivo, riduzione dei successi della procreazione assistita e problematiche serie in gravidanza.

Probabilità di evoluzione oncologica

La probabilità di sviluppo in lesioni oncologicamente significative è comunque bassa, legata a infezioni persistenti da parte di ceppi a potenzialità oncogenica ed è dipendente dalla interrelazione che si instaura fra il virus e il sistema immunitario del singolo ospite. Solo un piccolo numero di casi di infezioni persistenti da HPV produce, nella sostanza, lesioni sia benigne che a rischio tumore a livello genitale o in altri distretti del corpo.

Un contagio come tutti i virus

Il contagio - come per ogni altro virus - fa parte della vita quotidiana delle persone, donne e uomini di qualsiasi età. E avviene tramite rapporti sessuali o anche (più difficile) come contaminazione esterna (bagni pubblici, per esempio). Ma se il Papilloma Virus viene contratto in età giovanile e non riconosciuto in una tempistica giusta, può appunto provocare danni alla fertilità femminile e maschile. Nel Piano per la Fertilità del Ministero vengono, pertanto, messe in evidenza le possibili “implicazioni dell’infezione da HPV sulla fertilità di donne e uomini”. Anche se gli studi in materia non sono ancora troppo numerosi e precisi sulla relazione tra le Papilloma Vitus e impossibilità di concepimento.

È stata però dimostrata la trasmissione del virus non solo attraverso il canale del parto in donne con condilomatosi florida, ma anche per via transplacentare a membrane integre: questo implica evidentemente la possibilità di contaminazione fetale anche in caso di taglio cesareo. Anche in questo caso, comunque, la positività all’HPV-DNA si autorisolve di solito spontaneamente nel giro di pochi mesi. In virtù di questo, e per numerosi altri motivi scientifici, le linee guide dei CDC di Atlanta (Centers for Disease Control and Prevention) ribadiscono la non necessità di eseguire il taglio cesareo se non per singoli e molto selezionati casi, come raccomandato dall’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI).

Papilloma virus e infertilità

I danni da HPV al livello del sistema riproduttivo sono tali da poter indurre infertilità attraverso vari meccanismi, in particolare:

  • negli spermatozoi, morte cellulare programmata (apoptosi); 
  • ridotta conta spermatozoaria; 
  • aumento del tasso di frammentazione del DNA e degli spermatozoi;
  • riduzione della motilità progressiva e dei movimenti latero-laterali della testa dello spermatozoo;
  • aumento degli anticorpi anti-spermatozoo.

Sembra pertanto che lo studio dell’infezione da Papilloma virus nelle coppie infertili, in particolare con infertilità inspiegata, possa essere utile per determinare una possibile causa della problematica.

Papilloma virus e gravidanza

In gravidanza, possibili conseguenze dell’infezione da HPV sono:

  • parto pretermine
  • aborto spontaneo (non per i genotipi 16 e 18, ad alto rischio);
  • morte cellulare programmata nelle cellule embrionali.

Papilloma virus e tecniche di fecondazione assistita

Il virus del papilloma viene assorbito sulla superficie dello spermatozoo in due distinti siti. La sua presenza, però, non riduce la capacità di fecondazione dello spermatozoo, tuttavia, nella fecondazione in vitro, la presenza di HPV sulla superficie degli spermatozoi determinerebbe la riduzione dell’efficacia della fecondazione in vitro (questo dato è ancora controverso).

Conclusione

L'infezione da HPV è sempre più frequente fra i giovanissimi. Colpa dei rapporti sessuali promiscui, dell'uso ancora insufficiente del preservativo, di una cattiva informazione e di una superficialità nella gestione della propria fertilità. Sembra, infatti, che l’infezione da HPV possa indurre danni di tipo riproduttivo, riduzione dei successi nella procreazione assistita e problematiche in gravidanza. Ma tutto ciò è ancora fortemente in discussione e comunque sottovalutato.

In ogni caso, anche in merito alla relazione tra parto pretermine e HPV non esistono, in questo momento, sufficienti evidenze a supporto di tale tesi. E’ segnalato un lieve aumento del rischio di parto pre-termime come conseguenza di interventi di conizzazione o LEEP, indipendentemente dalla presenza o persistenza di infezione virale post intervento, sottolineando che il rischio è legato all’ampiezza della conizzazione (cioè al volume di tessuto cervicale asportato e non a causa dell’infezione virale).

E va ricordato che i test di laboratorio utilizzati nei pochi studi che ad oggi eseguono test in questi campi sono stati disegnati, utilizzati e validati in ambito di screening oncologico e di diagnostica cervicale. Non è pertanto corretto attribuire a questi test – o peggio ad altri nemmeno validati – un significato clinico tutt’altro che dimostrato.

In attesa, quindi, che l’evidenza scientifica fornisca elementi di maggiore certezza, la migliore opportunità oggi disponibile per la prevenzione delle patologie HPV è l’uso di profilattici nei rapporti sessuali e la vaccinazione universale. Alla quale possono accedere tutte le ragazzine adolescenti.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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