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Morbillo e gravidanza

Morbillo e gravidanza

Il morbillo è una malattia infettiva virale che si trasmette da persona a persona mediante le goccioline respiratorie diffuse con tosse o starnuti. Ha un periodo di incubazione di 8-14 giorni. Marilena non era vaccinata e l’ha contratta durante la gravidanza e l’epilogo della sua gestazione non è stato felice. Ci ha scritto per raccontarci la sua brutta esperienza dovuta a questa infezione, scoperta quando era già in dolce attesa.

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Marilena, diciamo che non essere più giovanissima non ti ha aiutato a livello di prevenzione…

“Giusto. Quando ero bambina io, alla fine degli anni sessanta, non c’erano tutti questi vaccini che ci sono oggi. E la prevenzione era meno sotto i riflettori. Non ricordo nemmeno le vaccinazioni alla quale sono stata sottoposta… ma il morbillo no sicuramente”.

Quindi sei rimasta incinta e subito dopo hai contratto la malattia?

“Purtroppo, è andata proprio così. Al secondo mese di gravidanza ho iniziato ad avere dei sintomi precisi: tosse secca, raffreddore, congiuntivite e febbre che diventava progressivamente sempre più alta. A livello cutaneo, invece, inizialmente sono comparse delle macchie bianche all’interno della bocca (mucosite), poi si sono formati dei puntini rossi dietro le orecchie e sulla fronte, che solo successivamente si sono propagati su tutto il resto del corpo. Ero inguardabile. Ho capito subito che qualcosa non funzionava… “.

La corsa dal ginecologo è stata obbligata?

“Si, sono andata dal mio ginecologo e dal medico di famiglia per capire cosa fare. Il morbillo è diagnosticato in base ai sintomi, mi hanno risposto, o eseguendo l’esame del sangue. Non esiste una cura specifica contro questo tipo di infezione. Se non hai mai contratto il morbillo, puoi prevenire l’insorgenza della malattia e i possibili effetti sul tuo bambino, mediante il vaccino ma che deve essere fatto prima del concepimento. Io non l’avevo fatto e ne ho pagato le conseguenze”.

Durante i primi 6 mesi di gestazione, il morbillo aumenta infatti il rischio di aborto spontaneo e parto prematuro…

“Nel mio caso ho perso spontaneamente il mio bambino. O bambina. E’ stato un giorno terribile, un brivido che vivo ancora sulla pelle. Avevo appena superato lo choc di avere il morbillo, non so nemmeno se preso nell’asilo in cui lavoro ma dal quale mi ero già congedata per un periodo di riposo, quando il mondo mi è crollato addosso. Ero nel letto, appena sveglia dopo una lunga notte di incubi, quando ho avvertito uno strano dolore alla pancia. Poi, la sensazione che qualcosa di brutto fosse successo. Infilata la prima tuta che ho trovato, sono corsa dal mio medico e lui mi ha chiesto degli accertamenti… ”.

Poi il verdetto che non avresti mai voluto avere…

“Mi hanno detto che il battito del mio bambino non c’era più. La disperazione mi ha assalita, ho iniziato a piangere, a sbattere in terra tutto quello che trovavo intorno, a insultare i medici ai quali attribuivo la responsabilità di non aver salvato mio figlio… Poco dopo ho espulso quel piccolo fardello di amore che ho portato nel mio gramo con grande orgoglio”.

Non hai riprovato subito ad avere un bambino?

“Non ce l’ho fatta! Ho sofferto molto, non ho dormito per mesi interi, mi sono fatta aiutare da una psicologa, ho cercato di non pensare. Adesso sarei pronta per riprovare ma non so se l’età me lo consentirà. Vediamo… ”.

Un consiglio per le donne che sono in età fertile e che potrebbero rimanere incinta anche non volendo….

“Fare prevenzione, capire se si è vaccinati per malattie e infezioni, andare a fondo per non dover subire la triste esperienza che la vita ha riservato a me… Solo questo. I figli sono un bene prezioso e un aborto è un trauma che la donna non cancellerà mai dalla sua mente e dal suo corpo”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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