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Malattia e concepimento

Malattia e concepimento

“Ciao a tutte, il mio nome è Danila, ho letto con interesse e partecipazione il vostro ultimo articolo sul blog di I-Vitae che parlava di tumore e gravidanza e sono orgogliosa di poter portare la mia testimonianza. Una storia vera, vissuta sulla pelle, a conferma delle notizie che avete scritto. Reali, autentiche. Grazie di cuore per l’informazione che date. Vorrei poter essere di aiuto anche io”.

I-Vitae

Danila, grazie a te per averci contattati. Siamo davvero contenti di ospitare il tuo prezioso racconto. Partiamo…

“Tutto ha avuto inizio più di cinque anni fa, quando, avendo avuto una madre ammalata di tumore al seno, ho fatto un controllo e ho trovato delle micro calcificazioni nel mio seno. Da lì ho voluto indagare meglio, sottoponendomi a esami specifici. Ma, fatta l’ecografia a fine ottobre, subito dopo (dicembre) sono rimasta incinta e non ho potuto fare la mammografia programmata per quel periodo”.

Quindi… non hai continuato i tuoi controlli perché incinta…

“Sì, ho ovviamente rimandato la mammografia ma a gennaio ho perso il feto ed è stata una realtà veramente dura da accertare. Un trauma terribile, perché avevo sempre sognato di rimanere incinta e di diventare madre… ”.

Una perdita che alla fine ti ha permesso di scoprire la malattia…

“Non so come né perché ma il 16 gennaio ho perso il mio bambino e il 20 marzo ho fatto la mammografia. Ne sentivo l’esigenza. E mi hanno diagnosticato un tumore al terzo stadio, con metastasi ascellari. In un istante, mi è crollato il mondo addosso”.

Dalla chirurgia alla disperazione…

“Il 30 aprile mi sono operata: mastectomia con svuotamento ascellare e relativa chemioterapia per un anno e mezzo. E’ stato tutto veramente tragico e devastante. La prima cosa che ho pensato, è che non avrei potuto più avere dei figli… un dolore immenso mi accompagnava giorno dopo giorno, non riuscivo ad accettare questa situazione ma non potevo non pensare a me stessa”…

Perché pensavi di non poter avere più figli?

“Dovevo curarmi e salvarmi ed ho accantonato l’idea della gravidanza. Onestamente, non ho mai pensato di morire ma mi preoccupavano le conseguenze fisiche dovute al tumore, il mio corpo che cambiava. Il mio sogno di diventare madre era sfumato in un istante. Naufragato. E non per le cure fatte e da fare, ma perché avevo paura che la gravidanza potesse scatenare di nuovo il tumore, essendo correlati i fattori: ormoni, gravidanza, sbalzi ormonali, tumore… E non volevo rischiare…”.

Possiamo dire che la gravidanza era oramai un tabù…

“Avevo messo da parte l’idea di essere madre e il dolore era sempre più forte. Una lama conficcata dentro al cuore. Come un automa andavo a fare le terapie, non avevo alternative. Tanto da spingermi a litigare spesso con il mio compagno di allora, che voleva a tutti i costi un bambino, e a lasciarlo”.

Poi, finalmente, sono tornati il buonumore e i progetti…

“Finite le terapie sono tornata a progettare la mia vita, una sensazione bellissima. Ho ripreso il lavoro, quella routine che quando non è più scontata diventa preziosa. L’idea di un’altra gravidanza mi è però tornata quando ho incontrato il mio attuale compagno. Dopo più di quattro anni dalla diagnosi di tumore”.

E’ arrivato il nuovo amore e tanta speranza…

“Questo nuovo ragazzo mi ha dato stimoli nuovi, mi ha fatto capire che il tumore non era strettamente legato alla gravidanza. Che potevamo provare a concepire un bambino insieme. Quindi, super innamorata di lui e super tranquilla sulla mia situazione, abbiamo deciso di provare a cercare la gravidanza. Stavolta ne ero convinta e non avevo più paura di mettermi in gioco… ”.

E la gravidanza è diventata realtà…

“Dopo sei, sette mesi, sono rimasta incinta e ho vissuto la gravidanza come una donna qualunque. La terapia non aveva compromesso la mia fertilità. E’ stata la cosa più bella del mondo, una sensazione di riscatto. Un po’ di timore è rimasto dentro ma l’amore e la vicinanza del mio compagno mi hanno aiutato tanto”.

Infine la tanto attesa nascita..

“Si, il 18 gennaio del 2019 è nata Caterina, la nostra principessa. E’ bella, sta bene. E’ la mia vita, la nostra vita”.

La tua oncologa come ha vissuto questa tua scelta di volere la gravidanza?

“Lei non è stata felicissima di questa mia decisione, avrebbe voluto che aspettassi il fatidico giro di boa dei 5 anni (ad aprile prossimo lo saranno!). Ma io sentivo dentro di me che questa era la scelta giusta. Che dovevo rimanere incinta in quel momento. Adesso sto finalmente bene. Sono felice. Ho realizzato il mio desiderio. Sono mamma, sono donna, mi sento finalmente completa”.

E i controlli continuano…

“Quelli sempre, ma li farò con la forza di una mamma e il sorriso di chi ha avuto il coraggio della scelta”.

Un consiglio alle giovani donne che vivono la tua stessa situazione?

“Consiglio a tutte di non mollare mai, di pensare che c’è sempre una via d’uscita. Dico di controllarsi sempre e di credere fino in fondo nei propri sogni e nella possibilità di realizzarli”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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