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Juliane, la passione per la salute della donna nata da una esperienza personale

Juliane, la passione per la salute della donna nata da una esperienza personale

È una imprenditrice e business angel nel settore “digital health”, appassionata per la salute della donna. Nell’Advisory Board di I-VITAE, Juliane Zielonka condivide la sua esperienza nel mercato sanitario dell’area tedesca ed il suo vasto network di opinion leaders. Ama fornire supporto alle imprese che operano all’intersezione tra scienza e tecnologia. È fondatrice di un portale, in lingua tedesca, dedicato a tutte le donne che hanno problemi di fertilità, alle quali fornisce la conoscenza scientifica per supportarle nella scelta della migliore cura per la loro salute e pianificazione familiare.

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Juliane, puoi parlarci di te come imprenditrice?

“L'imprenditorialità è una questione di mentalità più che altro. L'imprenditore cerca sempre il cambiamento, risponde ad esso e lo sfrutta come un'opportunità. È un'esperienza intensa e molto autentica con un sacco di alti e bassi, perché di solito l'obiettivo è così audace che ci vuole tanta assertività e resistenza per costruire ogni piccolo pezzo del puzzle. Questo vale anche per chi lavora in un’azienda. Comunque implica necessariamente una forte attitudine al problem solving e devi essere sempre in grado di immaginare cose che gli altri non possono vedere.

Ho creato un portale in lingua tedesca nel 2011 per donne affette da fibromi uterini, in cerca di un trattamento adeguato (uterus-myomatosus.net). Offre la possibilità di una scelta informata individuale perché mostra tutte le opzioni di trattamento scientificamente validate e indica i medici disponibili per un secondo parere.

Ho collaborato con le associazioni di medici per essere sicura di tenere d'occhio le esigenze delle donne e ottenere supporto non da un solo dottore ma dalle loro associazioni. L’obiettivo è offrire nuove opportunità per donne e coppie che cercano di concepire pianificando programmi di coaching, concentrandosi sulla mente e sul corpo per alleviare il peso dell'infertilità temporanea, compresa anche l'infertilità inspiegabile. Sono felice di condividere 3 anni di approfondita conoscenza con I-VITAE”.

Perché hai scelto di concentrarti sulla salute delle donne?

“Storia personale. Sono il tipico paziente diventato imprenditore, perché nessuno sembrava avere una soluzione a un problema, ovvio, che colpisce molte donne, quando mi è stato diagnosticato un fibroma uterino all'età di 37 anni. I fibroidi sono escrescenze tissutali non cancerose nell'utero femminile, che possono avere un effetto sulla fertilità. L'unica opzione che mi era stata offerta era l'isterectomia. Ho pensato che questo non fosse vero e ho iniziato a cercare alternative, perché a 37 anni non volevo chiudere la finestra di opportunità riguardo al desiderio di avere bambini.

La soluzione alla salute della donna per me è rappresentata nella scienza. Se si considerano gli studi clinici che sono obbligatori per nuovi trattamenti e terapie, sembra comunque essere un approccio di taglia unica. Ma noi donne siamo il 50% della popolazione mondiale. Abbiamo un diverso sistema ormonale, quindi perché non ci sono più ricerche e studi specifici per genere? Sono convinta che i biomarcatori, e tutto ciò che riguarda una diagnosi precisa, porteranno a un'opzione di trattamento altamente corrispondente invece dell'approccio "taglia unica per tutti".

Ogni donna è unica, così come il suo sistema metabolico e le circostanze riguardo al suo desiderio di avere un bambino. Dare vita è un dono enorme, è così prezioso che ogni donna deve essere gestita con il massimo rispetto e cura. A volte questo manca, a causa della pressione nei sistemi sanitari”.

Trovi una differenza tra Germania e Italia su come affrontare le questioni femminili?

“Sento una diversità culturale. Qui in Germania è abbastanza comune mettere le giovani donne nella condizione di usare contraccettivi ormonali, noti come la pillola. La maggior parte delle donne sceglie, infatti, di studiare e quindi la pianificazione familiare spesso avviene più tardi. Un buon modo per conoscere il proprio corpo è quello di educare se stessi ascoltando medici esperti, parlando con altre donne, condividendo esperienze e facendo affidamento su fatti scientifici. Trovo che le informazioni che si trovino on line e sulla carta in generale siano per lo più generali e per chi ha problemi di concepimento è ancora un grande tabù. Credo sia tempo di cambiare, giusto?”

Qual è il "filo" che collega la scienza alla tecnologia?

“Alimentare il proprio cervello. Mi spiego, la tecnologia dovrebbe aiutarci nel nostro processo decisionale, senza però prendere la decisione per noi. Raccogliere dati è uno strumento, ma comprendere le tue emozioni e affidarle alla tua intuizione, un mezzo imbattibile”.

Da donna a donna, la relazione è più semplice e diretta?

“Penso che la comunicazione non dipenda dal genere, ma sia uno strumento che è alla base di ogni relazione buona e profonda. Ogni relazione dipende dal rispetto. Rispetto per te stesse e per tuo marito, amico, compagno, persone care. Il rispetto richiede l’intimità, che significa conoscere te stessa ed essere conosciuta dagli altri per chi sei veramente in tutti gli aspetti della tua vita. Se sei in grado di far capire chi sei, quali sono le tue esigenze e come ti senti, sei vulnerabile. Ma la vulnerabilità richiede coraggio e tutti quelli che parlano apertamente dei propri sentimenti sono da ammirare”.

Che cosa hai trovato in I-VITAE e perché hai scelto di lavorare con questa innovativa startup italiana?

“È una grande squadra! Il modo in cui comunicano tra loro è così rispettoso e si combina con la visione, audace, basata su due ingredienti magici: scienza e tecnologia per sostenere le donne nel concepire naturalmente. Come potrei non dire di sì, e non condividere la mia esperienza e conoscenza con loro?

Inoltre, mi piacciono gli italiani per il loro background culturale e ho iniziato a imparare la lingua. Per me I-VITAE è l'innovativa pietra miliare per la medicina di precisione, il futuro della nostra salute e del nostro benessere. Lavoriamo per aiutare quante più donne che possiamo in tutto il mondo a concepire in modo naturale!

Un caro saluto, Juliane”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

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