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Istinto materno e gravidanza

Istinto materno e gravidanza

“Il senso materno non s’inventa, soprattutto a 39 anni. Mi chiamo Nicole, abito a Crema, sono fidanzata da sempre con Gabriele e non ho mai provato il desiderio di essere madre. Non ho mai provato tenerezza di fronte a un bambino, nemmeno a quelli splendidi di mio fratello Francesco. Desidero fare mille cose nella vita, tranne che svegliarmi nel cuore della notte per accudire un neonato. Non ho mai fatto corrispondere la mia idea di realizzazione personale alla procreazione. Insomma, diventare madre non fa per me.

I-Vitae

Eppure il mio compagno lo desidera più di ogni altra cosa al mondo, a maggior ragione adesso che io mi avvicino ai quaranta anni. Data, spartiacque, per una donna che intende mettere su famiglia. Ma io non ce la faccio, non sopporto l’idea di cambiare pannolini, di allattare mio figlio al seno, di fare rinunce gravose. Così vi ho scritto, nella speranza di avere un suggerimento su questa vicenda. Un consiglio. Dovrei cambiare? Dovrei adeguarmi? Dovrei rivedere questo mio modo di concepire la vita? O rimanere nella mia posizione?

Nicole, ovviamente diventare madre non è un consiglio che si da. E’, piuttosto, una scelta che viene naturale, da dentro.

“Ecco, mi ripeto, io non ho questo desiderio. Nemmeno quando ero bambina mi divertivo a giocare con i bambolotti, al contrario di molte mie coetanee che amavano imitare la mamma alle prese con pannolini e biberon… ”.

Molte bambine non amano giocare con i bambolotti, ma poi si ritrovano madri e sono felici nel loro ruolo. Possono esserci molti fattori dietro questo tuo rifiuto di maternità…

“Spesso mi sono chiesta cosa ci sia in me che non vada, perché tante altre ragazze che conosco abbiano questo desiderio”.

Potresti farti una chiacchierata con uno psicoterapeuta, per capire se qualcosa ti spaventa senza esserne consapevole…

“Posso provare, anche se sono convinta che il problema sia semplicemente la mia mancanza d’istinto materno. E la cosa mi spaventa ancor di più, perché così sarei irrecuperabile… ”.

Già è positivo interrogarsi e mettersi in discussione…

“Se non fosse per Gabriele, il mio fidanzato, che adora la famiglia e vuole a tutti i costi almeno un bambino, non mi metterei nemmeno in discussione su questo argomento”.

Essere genitore è un impegno serio. Da non sottovalutare, per questo il tuo compagno dovrebbe ascoltarti e metterti nella condizione di fare una scelta sentita. Anche se contraria al suo desiderio.

“Sono d’accordo, ma amare significa rendere felici le persone. E io lo amo. Per questo, cercherò di riflettere sulla possibilità di farlo diventare padre. Ed io madre. Magari l’istinto materno arriverà nel tempo… Sono confusa”.

Più che altro devi convincerlo a parlarne ancora con te. Confrontatevi, provate a immaginare la vita in tre, quattro. Con uno, due figli. Con una libertà limitata dalla gestione di altre vite.

“Proprio questo mi spaventa e mi spinge a fuggire. E non avere il desiderio di diventare mamma e mi crea sensi di colpa”.

Ecco perché insisto sull’andare a parlare con un esperto, psicologo… Credo che ti aiuterebbe molto.

“Prenderò un appuntamento veloce. Spero di uscire da questo tunnel di indecisione e caos. Prima che sia troppo tardi, prima che l’orologio biologico me lo impedisca per sempre!”.

Decisione saggia. Noi di I-Vitae staremo qui ad aspettarti, se vorrai… Le donne sono la nostra priorità, la maternità il nostro obiettivo. Anche quelle più complicate e impossibili.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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