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Incoronata Laurenza: dal dramma interiore di un figlio che non arriva all'aiuto offerto alle donne che vogliono diventare madri.

Incoronata Laurenza: dal dramma interiore di un figlio che non arriva all'aiuto offerto alle donne che vogliono diventare madri.

E’ biologa nutrizionista e per esperienza, essendo mamma di due ragazze, sa cosa significhi aspettare l’arrivo di un figlio che tarda ad arrivare. Si chiama Incoronata Laurenza e la sua passione è aiutare e supportare le donne che ogni giorno si approcciano (scegliendo il suo percorso verso la fecondazione naturale) a I-VITAE. Realtà della quale è Community Management

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Dottoressa Laurenza, cosa significa essere Community Management?

"Non facendo il community manager di professione, per me farlo per la società I-VITAE vuol dire prima di tutto essere disponibile nello spiegare un percorso alternativo che possa aumentare le chance di un concepimento naturale o mettere le signore che faranno un percorso di PMA nelle condizioni migliori anche, dal punto di vista immunitario, per aumentare le loro probabilità di successo".

Parliamo di comunità virtuale, quindi di una professione legata al web 2.0. Un passaggio fondamentale e obbligato anche per una realtà che si occupa di Fecondazione?

"Il web da la possibilità di farsi conoscere, indipendentemente dal doversi legare ad una struttura o clinica. È possibile, grazie ad internet, offrire il test IMMUNOX a tutte le donne indipendentemente dal percorso o specialista che le segue. Il mio sogno è che possa diventare un test di routine che ogni donna possa eseguire quando vuole avere un bambino".

Il suo approccio con le donne che si avvicinano e poi scelgono i percorsi di I-VITAE, comprende (ovviamente) anche la sfera dell’alimentazione?

"Si, ormai è risaputo che l’alimentazione ricopre un ruolo chiave in casi di endometriosi o ovaio policistico o comunque nel migliorare le varie fasi del ciclo femminile. Ovviamente, sono indicazioni generiche che rispecchiano le ultime ricerche su questo campo. Per ovvi motivi, non è possibile fare un piano alimentare personalizzato".

Che tipo di donne si avvicinano a I-VITAE (età, esperienza di vita dal punto di vista della riproduzione)?

"Donne diverse e con vissuti eterogenei. Ci sono giovani donne che magari stanno iniziando a pensare di avere un figlio e che, non vedendolo arrivare, iniziano ad informarsi e cercano delle alternative per incrementare le loro chance. Oppure, donne che ci contattano per sapere se il nostro percorso è adatto anche ai loro compagni: l’infertilità maschile è sempre più in aumento. In questi casi, mi sento comunque di dire che il fatto che ci sia un problema maschile non esclude che, purtroppo, ci sia anche un problema femminile di smodulazione del sistema immunitario, che interferisce negativamente con la fertilità di coppia. Oppure, ci sono donne a cui è stato consigliato di iniziare un percorso di PMA, pur non avendo evidenziato nessun problema né meccanico né ormonale e che, prima di iniziare il percorso che risulta essere sempre molto pesante sia dal punto di vista fisico che mentale, cercano di capire quale sia una probabile causa della loro infertilità. Infine ci sono le donne che, a causa della loro storia e del loro percorso, ci toccano profondamente: sono le donne che hanno fatto diversi percorsi di procreazione medicalmente assistita, senza nessun successo. Sono le donne per le quali, ogni giorno, ci sembra di aver fatto la cosa giusta a creare I-Vitae".

Da donna a donne, cosa è disposta a fare una donna pur di diventare madre?

"Anche questa è una scelta molto personale, comunque penso qualsiasi cosa, fino a quando ci sono le condizioni. Credo che non ci sia nulla che non si è disposti a tentare per diventare madre e genitore"..

Cosa scatta in una donna che non riesce ad avere figli?

"Per molte donne non poter avere un bambino significa sentirsi donne a metà, deprezzate rispetto al mondo femminile fertile. Ogni ciclo è vissuto come un lutto e questo probabilmente non aiuta a realizzare il proprio sogno. In più, il senso di esclusione che percepiscono e la frustrazione sperimentata ogni volta che qualche amica, conoscente, collega rimane incinta con facilità, può condurre ad un sempre maggiore isolamento sociale e senso di frustrazione. I commenti degli altri, anche se fatti senza intenzioni negative, possono essere molto dolorosi e difficili da tollerare in momenti in cui la donna è la prima a sentirsi in colpa o a percepire la propria situazione di infertilità (sua o della coppia) come una sorta di punizione".

E dopo una lunga attesa, cosa significa diventare madre?

"Gioia infinita, come se tutto quello che hai fatto per arrivare a quel traguardo non fosse mai esistito".

E Se dovesse spiegare a una donna cos’è I-VITAE???

"Una possibilità in più, da tentare".

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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