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Infezioni e gravidanza

Infezioni e gravidanza

Marika sa bene che la sua maternità è stata segnata da una condotta scorretta quando era giovanissima e come ogni ragazzo che si affaccia alla vita non pensava alle conseguenze di quello che faceva. Nel bene e nel male. Anche quando ha avuto rapporti continui con partner diversi senza usare protezioni di alcun genere (preservativo in primis), con la naturalezza sfrontata di chi non conosce o non prevede i danni che un atteggiamento del genere può comportare. Così, infezione dopo infezione, la sua "salute riproduttiva" è stata seriamente minata, il suo utero ridotto a causa di una contaminazione da virus HPV e la sua esistenza “tormentata” dal virus dell’epatite C. E adesso che ha trent’anni e che vorrebbe avere un figlio, ha paura delle conseguenze di queste patologie sessualmente trasmesse. “Hai giocato con la tua vita”, hanno sentenziato i medici che l’hanno visitata. Ma lei non si arrende e sta cercando ogni strada per realizzare il sogno di diventare madre.

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Marika, il virus dell’Epatite C viene principalmente trasmesso per via parenterale, attraverso il contatto con il sangue di soggetti infetti, ma può anche essere trasmesso verticalmente dalla madre al feto. E’ questo il tuo timore…

“La trasmissione di HCV è uno spettro che mi perseguita da anni. Angosciandomi, di giorno e di notte. E’ stato infatti stimato che circa il 5% delle donne infette con HCV trasmette verticalmente il virus ai figli. Ed io non me lo perdonerei mai e poi mai! Questa situazione è frutto di un mio errore e vorrei evitare che le mie colpe ricadano sulla creatura che dovrei mettere al mondo”.

Le modalità di trasmissione non sono ancora del tutto chiare, anche se sembra che il passaggio di HCV dalla madre al feto possa avvenire tanto in utero quanto durante il parto.

“Mi è stato spiegato che in alcuni casi è possibile rilevare l’RNA virale nel liquido amniotico o nel siero dei neonati nelle ore immediatamente successive la nascita. In altri casi, al contrario, il siero di bambini infetti non mostra positività per l’RNA di HCV nelle ore successive al parto. Non mi è stato ancora detto, tuttavia, se il parto cesareo possa costituire un fattore preventivo per evitare la trasmissione di HCV. Mi piacerebbe essere al corrente di ogni passaggio della gravidanza e del dopo gravidanza, prima di decidere se affrontare o meno il concepimento”.

Alcuni fattori di rischio sembrano influenzare la frequenza di trasmissione materno-fetale di HCV, fra cui l’elevata carica virale nel sangue materno, il sesso femminile del neonato, la rottura prolungata delle membrane.

“Anche questi sono particolari che affronterò con il mio ginecologo. Prima devo comunque fare i conti con le terapie che seguo da mesi e che non sono di certo conciliabili con una gravidanza imminente”.

Se ti può consolare, l’infezione fetale da HCV non sembra aumentare il rischio di aborto spontaneo o morte fetale intrauterina.

“Questa è certamente una buona notizia, vorrei però valutare tutti i rischi ai quali il mio bambino può andare incontro successivamente… ”.

L’infezione da HCV nei neonati è in genere asintomatica, anche se alcuni di essi possono sviluppare una lieve epatite durante i primi due mesi di vita. E’ stato inoltre stimato che fino all’80% dei neonati che hanno acquisito un’infezione da HCV può andare incontro a cronicizzazione (non è ancora del tutto chiaro, tuttavia, quale sia la percentuale di casi in cui l’infezione cronica evolva in cirrosi e/o carcinoma epatocellulare).

“Proprio per questo, non voglio e non posso giocare con la vita di mio figlio. Piuttosto, scelgo con grande dolore di non avere bambini”.

La diagnosi neonatale d’infezione da HCV può essere effettuata tramite il rilevamento di una risposta anticorpale diretta contro il virus all’età di 12 e 18 mesi, quando cioè gli anticorpi materni non sono più presenti nel bambino. Non prima.

“Appunto, con quale spirito posso decidere di cercare una gravidanza! Lo farò solo in condizioni di sicurezza assoluta... ”.

Ad oggi, purtroppo, non sono disponibili interventi in grado di prevenire la trasmissione materno-fetale di HCV. Per quanto riguarda il trattamento dell’infezione cronica da HCV nei bambini, è invece stato dimostrato che la terapia combinata con ribavirina e interferone-α è in grado di eradicare il virus in circa il 50% dei casi.

“Lo terrò presente, questo mi conforta. Ma non basta per convincermi a provare a rimanere incinta adesso. Vedremo... ".

Un consiglio ai giovani che, come te, si affacciano alla vita sessuale e non si proteggono...

"Consiglio di non fare il mio errore, di pensare alla propria salute e alle conseguenze che una condotta sbagliata e superficiale può causare".

Grazie Marika della preziosa testimonianza. Ti auguriamo comunque di risolvere i tuoi problemi di salute e di riuscire a realizzare il grande desiderio di stringere fra le mani un bambino.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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