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I-VITAE: intervista ad Alessandro Scozzesi (co-fondatore)

I-VITAE: intervista ad Alessandro Scozzesi (co-fondatore)

Due lauree in Economia e un master in Gestione e Management delle Biotecnologie, due lingue conosciute e parlate, un curriculum di alto profilo quello di Alessandro Scozzesi, CEO e amministratore delegato di I-VITAE. Nel suo profilo scrive che “studia ogni giorno per migliorare la sua azienda e creare un servizio unico che aiuti il maggior numero di donne possibili a diventare madre”.

Alessandro Scozzesi profilo blog.png

Alessandro, parliamo di I-VITAE. Quando e come nasce questa startup?

“Insieme a Renato (Colognato), Massimo (Mariotti) e Massimiliano (Manganini), qualche anno fa, avendo le professionalità giuste per farlo, abbiamo dato vita ad una società che opera nel settore delle scienze della vita. Nello specifico, abbiamo creato un piccolo centro di ricerca all’avanguardia nel campo della diagnostica umana, con la volontà di trasferire, in clinica, soluzioni efficaci che aiutassero nella diagnosi di più patologie.
Successivamente, nel 2013, per necessità di Renato (oggi direttore sanitario della struttura) abbiamo cominciato ad occuparci di sistema immunitario e di infertilità. Il nostro approccio, ma anche la nostra sfida, è stato quello di partire dall’analisi dello stato dell’arte”.

Cioè?

“Pubmed, che è un servizio on line, gratuito e gestito dalla Biblioteca Nazionale Americana di Medicina, è una miniera d’oro. Da lì abbiamo estratto migliaia di pubblicazioni scientifiche, studi clinici, ricerche, per capire se qualcuno nel mondo avesse già studiato il problema che avevamo in mente di approfondire. Abbiamo evitato così di investire soldi che in quel momento non avevamo a disposizione, in una ricerca non focalizzata.
Successivamente abbiamo identificato 10 strade promettenti, 10 biomarcatori o segnali nuovi, che nessuno aveva ancora trasformato in un test diagnostico, e tra questi ne abbiamo selezionati 4, che oggi sono i biomarcatori del nostro test (poi elaborato). Già testato in clinica e in oltre 2.200 donne”.

Qual è stato il passaggio successivo?

T“Nel 2014, poi, certi che il test funzionava e dopo aver sperimentato qualche vendita, abbiamo dato vita ad Innovitas Vitae (I-VITAE).
All’inizio abbiamo iniziato a vendere il nostro test nella forma del service (ricevevamo campioni di sangue nel nostro laboratorio dove eseguivamo il test fornendo il referto) rivolto alle cliniche di procreazione assistita; un strada che poi si è rivelata fallimentare. Ne ho parlato in uno dei primi articoli del nostro blog su I-VITAE e l'etica ”.

Un vero e proprio inno alla vita, anche nel nome. Di cosa si occupa?

“In poche parole abilitiamo le donne che hanno o che incontrano inspiegabili difficoltà a concepire, a comprendere le eventuali cause e a rafforzare la loro capacità attraverso un programma della durata di sei mesi che punta al concepimento naturale”.

Cosa prevede il programma?

“Con un test del sangue aiutiamo a comprendere le potenziali cause inspiegate, ovvero a scoprire i tasselli mancanti per la conoscenza del problema infertilità o sub-fertilità.

Se il test è positivo, possiamo studiare un programma personalizzato, della durata di sei mesi, che si basa su alcuni elementi fondamentali: in primis sull'assunzione di integratori specifici di origine naturale; in secondo luogo, con un supporto guidato – durante l’intero percorso - fatto di consulti e del sostegno di uno strumento tecnologico digitale che funge da diario del concepimento e include un sistema per tracciare il ciclo ovulatorio”.

Che tipo di donna si approccia a voi?

“La donna tra i 25 e i 45 anni, in cerca di una prima gravidanza con cause inspiegabili, anche da oltre 24 mesi! Circa l'80% delle persone che abbiamo incontrato, con le quali parliamo, dichiarano di non aver mai fatto uso della procreazione assistita.

In generale, le donne con cui abbiamo a che fare sono estremamente sensibili, spesso affrante e deluse da quello che sta capitando loro, ma soprattutto sconfortate per il fatto di non trovare nella medicina alcuna risposta adeguata e utile.
Per questo, avendo noi di I-VITAE l’obbligo morale di evitare false promesse e dare inutili speranze, ci basiamo esclusivamente sulla scienza. Ce lo impone la nostra etica. La stessa che salvaguarda la riservatezza delle donne che a noi si affidano”.

Quante donne seguite?

“Ad oggi abbiamo eseguito già 2200 test, di cui un centinaio negli ultimi tre mesi. Da quando abbiamo cominciato a vendere il test direttamente alle signore. Di questo centinaio, circa una sessantina hanno intrapreso il programma di sei mesi”.

Che percentuale di successo avete avuto negli anni?

“Durante lo studio clinico abbiamo misurato un aumento della percentuale di gravidanza del 2,9 al 43%. Non male”.

Quali aspettative avete?

“La mia più grande aspettativa come imprenditore è di far finalmente decollare gli sforzi degli investimenti finora sostenuti. Sforzi che puntano a un vero obiettivo, quello di rappresentare una nuova frontiera nella diagnosi e nella cura dell'infertilità femminile. Con un approccio basato sul rispetto dell'integrità della donna sia a livello fisico sia a livello psicologico, in modo da poter fermamente rappresentare la prima vera valida alternativa alla procreazione medicalmente assistita”.

Quale iter proponete?

“All’inizio non sapevamo come proporci alle signore. Certi, che un’eccessiva aggressività commerciale ci avrebbe giocato contro, considerato il tema, e soprattutto dato il fatto che avevamo scelto sin dall’inizio esclusivamente il canale online.

Così, come prima cosa, ci siamo posti delle regole. In primis, un codice etico. Poi, una policy di pubblicazione. Tanto per fare un esempio, nei primi mesi che siamo andati online abbiamo ricevuto oltre 1000 messaggi e commenti ai nostri post su Facebook, non sempre e non del tutto positivi. Abbiamo però deciso di non cancellare mai un messaggio, mai “bannare” un utente anche se la critica è forte, anche al limite dell’offensivo. Ogni volta, come regola appunto, cerchiamo il dialogo e forniamo informazioni chiare e trasparenti su chi siamo e quello che facciamo. Ci mettiamo la faccia, con nome e un cognome (ogni messaggio o mail ha sempre in chiaro il nome e il cognome di chi lo invia)”.

Una bella politica all’insegna della trasparenza.

“Seguendo questo approccio, oggi proponiamo un test diagnostico che in 10 giorni potrebbe fornire i tasselli mancanti per comprendere le cause, inspiegate, di situazioni di infertilità o subfertilità. Tutto, al costo di soli 199 euro, iva esente.

In secondo luogo, se il test è positivo e solo se lo è, proponiamo un programma di 6 mesi che punta al concepimento naturale. Il bene delle donne e della loro potenziale gravidanza è il nostro obiettivo e lo perseguiamo con serietà e professionalità. Sempre e comunque.
Per questo motivo, il nostro team è stato attentamente selezionato ed è composto da professionalità la cui competenza è di alto livello e indubbiamente riconosciuta a livello nazionale e internazionale perché il nostro lavoro spazia oltre i confini dell’Italia, come ad esempio in Germania dove ci stiamo posizionando”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

Topics: Infertilità Gravidanza naturale Innovitas Vitae Subfertilità Fertilità Sistema Immunitario Prevenzione Essere donne Essere madri Gravidanza Alessandro Scozzesi