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Gravidanze complicate

Gravidanze complicate

La storia di oggi è gemella a quella della scorsa settimana dove Luna, già incinta e felice di poter realizzare il sogno di essere madre, era terrorizzata dalla consapevolezza che sua mamma ha la SLA e dall’idea che la malattia possa essere stata trasmessa anche a lei e a sua volta tramandata a suo figlio. Liliana - 33 anni appena festeggiati - ha lo stesso problema, anche se la malattia si chiama sclerodermia. Una malattia infiammatoria in cui il sistema immunitario, che normalmente ci difende dagli agenti patogeni, attacca i tessuti del nostro stesso organismo.

I-Vitae

Questo “auto-attacco” è diretto in primo luogo verso la pelle ed è caratterizzato da una cascata infiammatoria anomala, che porta alla fibrosi e al malfunzionamento del microcircolo periferico, con il risultato della pelle dura (dal greco sklerodermia, “pelle dura”), lucida, ispessita, poco elastica. In alcuni casi, come sta purtroppo succedendo alla mamma di Liliana, questo meccanismo di estende ad altri organi interni come il sistema respiratorio e digerente, determinando un irrigidimento di questi distretti. E, vista la possibilità d’insorgenza in donne in età fertile - questa la paura di Lilli -, non si può non considerare l’impatto della malattia sulla pianificazione di una gravidanza.

Liliana, se tua madre ha questa malattia non è detto che tu ne debba soffrire per forza.

“Lo so, ma la paura è grande. E certi segnali sulla pelle non mi fanno stare affatto serena. Vorrei capire a cosa andrei incontro?”.

Parlarne con il tuo medico ti farà bene, in ogni caso, tranne in situazioni isolate la malattia sembra non avere effetto sulla fertilità. Tuttavia, la gravidanza deve essere programmata.

“Programmata? In quale periodo?”.

Se tu scoprissi di avere la sclerodermia, da protocollo dovresti pianificare la gravidanza in un periodo di remissione della malattia: 6-9 mesi. La gravidanza sarà sconsigliata solo nei casi in cui le pazienti presentino gravi danni organici.

“Altrimenti, posso comunque diventare madre?”.

Il tabù che suggeriva alle donne con Sclerodermia, o malattie autoimmuni, di evitare di avare dei figli, sembra essere superato.

“Questa notizia mi rincuora, almeno, semmai dovesse essere diagnosticata anche a me questa patologia, la possibilità di avere un bambino sarà comunque reale”.

Dovrai comunque parlarne con il tuo ginecologo e un esperto di sclerodermia.

“Sto seguendo già dei medici, anche per capire se la durezza dei miei polpastrelli dipende da questa malattia”.

Se dovessero mai confermarti la sclerodermia, sappi che le terapie oggi utilizzabili hanno permesso di avere lunghi periodi di remissione della malattia, nei quali si programma, appunto, la gravidanza.

“Lo spero vivamente. Altrimenti sarebbe una catastrofe emotiva, per me e per il mio compagno”.

Verrà invece chiesto di posticipare il concepimento in donne con Sclerodermia di recente insorgenza, meno di 2-3 anni. Soprattutto, se c’è positività agli anticorpi Scl70 e anti-RNA polimerasi I,III per il rischio di insorgenza di “crisi renale sclerodermia” che necessita uso di farmaci controindicati in gravidanza.

“Spero, di cuore, di non rientrare in questo caso. Anche se mia madre ha avuto proprio questo problema!”.

C’è anche da sapere che la malattia può influenzare la gravidanza in diversi modi: una patologia molto attiva può condurre a quadri di ipertensione arteriosa, insufficienza renale, peggioramento del quadro respiratorio e cardiaco, non sempre di facile gestione. E una malattia di base attiva richiede l’impiego di farmaci non sempre sicuri per il bambino.

“Affronterò tutto quello che ci sarà da affrontare, qualora dovessero diagnosticarmi la malattia… ”.

Inoltre, questa patologia, in fase attiva, è caratterizzata da uno stato infiammatorio che è già di per sé un fattore negativo per il progredire della gravidanza (impianto, sviluppo placentare e crescita embrione). Per tutti questi motivi, il concepimento va indirizzato nel periodo di remissione.

“Ora è tutto più chiaro e mi consulterò con il mio ginecologo per pianificare la gravidanza, qualora dovesse servire”.

Molto bene, restiamo a disposizione per altri eventuali dubbi.

“Grazie di essere sempre puntuali nelle risposte, a presto!”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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