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Gravidanze a rischio

Gravidanze a rischio

Mi chiamo Michel, ho 35 anni, vivo in provincia di Varese e vi scrivo per condividere la mia sofferenza interiore. Un’esperienza di aborto che mai e poi mai avrei immaginato di dover vivere sulla mia pelle. O di rimanerne vittima, dato che ho abortito senza sapere nemmeno di essere incinta. Solo il dolore, lancinante, al basso ventre e il sangue che ha macchiato i miei pantaloni mi hanno costretto ad andare di corsa in pronto soccorso e scoprire la dura verità: avevo appena abortito il primo primo figlio. Da quel momento è cominciato il mio calvario personale, sensi di colpa per non aver capito di essere in stato interessante e vuoto dentro per un un bambino che già mi manca. E che mancherà sempre. Il cuore di una mamma, anche se per poco tempo, batte forte e continua a farlo per le proprie creature. Pezzi di te stessa. Forever.

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Michel, un aborto spontaneo di questo genere si verifica quando la gravidanza si interrompe entro le prime 20 settimane…

“Probabilmente ero in quel periodo gestazionale… “.

È solitamente impossibile sapere quante volte accada, dato che spesso avviene ben prima che la donna si renda conto di essere incinta.

“Ma io me ne sono accorta, proprio dalla macchia di sangue sui pantaloni. E dalle fitte al basso ventre. Mi dispiace solo non aver capito da altri senali di essere rimasta incinta… Magari il mio ginecologo mi avrebbe potuto aiutare… Chissà… ”.

O forse, sarebbe servito a poco. Anche tra le donne che sanno di aspettare un bambino, la percentuale dei casi di aborto spontaneo è stimata tra il 10 e il 20%.

“Il problema è che pensi sempre di essere immune a queste cose. Onestamente, non ho cercato questa gravidanza ma sto con il mio compagno da tre anni e non mi sarebbe dispiaciuto diventare madre. In fondo, ho anche l’età giusta e la consapevolezza per fare il genitore”.

La domanda sorge d’obbligo: ma i rapporti con il tuo partner non sono protetti?

“No, perchè pur non cercando un figlio se fosse venuto sarei e saremmo stati davvero felici di accoglierlo”.

E un rapporto non protetto presuppone che ci si debba preparare ad una maternità e alla possibilità che il feto non riesca ad attecchire bene alla parete dell’utero. O che per altre ragioni non riesca a superare la fase critica dei primi tre mesi. Purtroppo, accade spesso.

“Adesso lo so e cercherò con tutta me stessa di stare attenta ai più piccoli segnali che il corpo mi manda”.

Perché, mi domando, è successo proprio a me?

“La causa più comune è data dalle anomalie cromosomiche, e nella maggior parte dei casi la madre non può fare nulla per impedirlo. Il rischio di aborto spontaneo si riduce drasticamente dopo 13 settimane di gestazione. Da quel momento, la maggior parte delle anomalie cromosomiche avrebbe già interrotto la gravidanza”.

Anche l’età può essere un fattore di rischio. Le donne più adulte hanno infatti una probabilità maggiore un aborto spontaneo. Tra i 35 e 45 anni di età hanno una probabilità del 20-30% di avere un aborto spontaneo, mentre oltre i 45 anni le probabilità arrivano fino al 50%. Tu sei borderline.

“Mi preoccupa solo l’idea di entrare nel vortice dell’infertilità”.

Tutto è possibile, il consiglio è di iniziare da subito a indagare. Anche sulla tua fertilità e sul tuo sistema immunitario (contatta anche I-Vitae, capace con un semplice prelievo di capire se manca qualcosa a livello immunitario e fisiologico).

“Mi muoverò da subito. L’aborto è un vero dramma personale, anche se perdi un bambino che bambino non è mai stato. Grazie per le informazioni, vi farò sapere”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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