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Gravidanza e viaggi

Gravidanza e viaggi

Ciao a tutte, mi chiamo Daria, ho 32 anni, e sono appena rimasta incinta (quattro settimane). Ovviamente, la cosa mi rende molto felice ma contemporaneamente al mio stato interessante ho scoperto che il mio compagno Benedetto, 29 anni, mi ha regalato un viaggio in Africa. Un safari bellissimo ma che, a questo punto, vorrei rimandare.

I-Vitae

Ma lui pensa che non sia una buona idea, dice che quando diventeremo genitori sarà ancora più difficile staccarci dal bambino e fare avventure di questo tipo. Io e lui, da soli. Con la spensieratezza di una coppia giovane. Certamente sarà così, eppure io ho paura di mettere in pericolo la mia gravidanza. E vi chiedo aiuto.

Daria, sicuramente il Safari in Africa, e l’Africa in generale, non è un posto consigliato alle donne in stato di gravidanza. Hai spiegato bene le tue paure al tuo compagno?

“Onestamente ci ho provato, ma lui non sente ragioni. Dice che mi preoccupo per niente, che sono una persona negativa. Che non ho stimoli nemmeno adesso che sto per diventare madre! Ma io ho il terrore della malaria, delle zanzare che in questi posti prolificano come funghi. Ma anche della cattive abitudini igieniche, tipiche di paesi e di mentalità diversi e lontani dai nostri”

In realtà, la tua è una posizione molto responsabile. La malaria, infatti, è una malattia potenzialmente mortale causata da parassiti che vengono trasmessi alle persone attraverso le punture di zanzare infette (anofele). L’Africa è sicuramente una delle zone ad alto rischio.

“Lo so bene, ecco perché non vorrei andare. Lui mi dice che faremo molta attenzione ma che al viaggio non intende rinunciare… Nemmeno per amore di suo figlio o figlia”.

Prova a mettergli di fronte i dati concreti: la malaria può colpire donne incinte non immuni, ossia viaggiatrici internazionali provenienti da aree non endemiche come sei tu, e aumentare il rischio di morte materna (fino al 10%), aborto (fino al 60%), morte fetale, parto pretermine, neonato di basso peso e morte neonatale.

“Cercherò ancora di farlo ragionare, ma lui sostiene che anche qualora dovessi contrarre la malattia, si potrà tranquillamente curare… E mi porta come esempio le donne del posto, africane in questo caso, che vivono a contatto con questo tipo di zanzare e malattie varie”.

Nelle donne incinte parzialmente immuni, ovvero quelle autoctone, la malaria può determinare comunque aborti e basso peso alla nascita, soprattutto se si tratta della prima o seconda gravidanza. Ma sono certamente più al sicuro, rispetto alle viaggiatrici…

“Non so più come spiegarmi con lui, da giorni non ci parliamo. Ne ho parlato anche con il mio ginecologo e anche lui mi ha invitato ad essere ferma nella mia scelta di evitare il viaggio”.

Anche perché, in questi primi mesi di gestazione, è comunque indicato fare molta attenzione a tutto. Figuriamoci alle malattie… E usare farmaci, qualora dovessi contrarre la malaria, è assolutamente controindicato per te e soprattutto per il bambino.

“Devo farlo desistere, altrimenti lo lascio andare da solo. Lui deve capire che sta diventando padre, deve assumersi le sue responsabilità e alleggerirmi da questo senso di paura che mi porto dentro. Abbiamo cercato, con tutto il cuore, questo figlio e adesso non può comportarsi come un bambino. La vacanza può attendere, per quanto bella sia!”.

Da studi condotti in aree endemiche è anche emerso che le gravide hanno maggior rischio di contrarre l’infezione malarica, e le prime gravide hanno maggior rischio di contrarre l’infezione rispetto alle plurigravide. Dati da non sottovalutare.

“Questi dati confermano solo la mia convinzione, per questo non partirò”.

La nota positiva riguarda l’incidenza di malaria congenita, fortunatamente bassa (1,5-29%). I sintomi, nel bambino, compaiono in genere dopo i 6 mesi di vita poiché l'emoglobina fetale è resistente alla colonizzazione da parte del plasmodium. Si ritiene inoltre che l'allattamento al seno inibisca il parassita privandolo dell'acido paraaminobenzoico.

“Non voglio nemmeno immaginare di poter essere la causa della malattia su mio figlio, o mia figlia. Non accadrà mai, adesso ne sono assolutamente sicura”.

Solo per una informazione completa, qualora dovesse esserci forma congenita, i sintomi neonatali sono di interessamento multiorgano e sono simili a quelli della sepsi neonatale: stress respiratorio, febbre, anemia e disidratazione che determinano ipovolemia, ipotensione ed anche insufficienza renale da necrosi tubulare, epatomegalia, ipoglicemia, convulsioni. Si può avere sovrainfezione batterica.

“Mi ripeto, non accadrà mai che io possa far ammalare il mio bambino. Se Benedetto vuol partire, che vada da solo. Io resto qui, ad affrontare la mia gravidanza nella serenità della mia casa. In Italia”.

E’ giusto sia così Daria, prova comunque a riparlarci e a trovare un giusto compromesso con il tuo partner. Che, alla fine, sono sicura capirà. Un abbraccio dalla redazione di I-Vitae.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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