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Gravidanza e prevenzione sotto l'ombrellone

Gravidanza e prevenzione sotto l'ombrellone

Terry è una ragazza di origini inglesi ma dai suoi primi mesi di vita si è trasferita in Italia, con la famiglia (padre, madre e sorella minore), e adesso abita con suo marito Andrea (italiano). La sua storia è arrivata a me, quindi a I-Vitae, sotto l’ombrellone, durante le solite conoscenze da mare. “Ciao, come ti chiami?…” e da qui una valanga di parole, di storie vissute e drammi ancora sulla pelle. Come il ricordo di una gravidanza lungamente cercata, seguita da un terribile aborto causato da un’infezione presa proprio sulla spiaggia e proseguita senza via di guarigione (e, visto il periodo estivo in corso, abbiamo ritenuto opportuno pubblicare questa storia e dare alcuni raccomandazioni a chi è in attesa. Ma anche a chi è in cerca di un bambino). E’ successo appena un anno fa, “Anche se sembra una vita” spiega la ragazza.

I-Vitae

Terry ha solo 34 anni e tanto coraggio: lei vuole avere la sua famiglia, ci crede ancora, ma il dolore di un bimbo perso alla nona settimana di gestazione, per una banale disattenzione dovuta probabilmente all’inesperienza, è una ferita che ancora sanguina e che si porterà dietro per sempre. Anche se la voglia di reagire è più forte della sofferenza e così Terry ha deciso di riprovare a cercare un bambino insieme al suo compagno. Nonostante la paura.

Terry, purtroppo sono sempre più numerose le coppie che cercando una gravidanza si trovano all’improvviso di fronte ad un evento drammatico quanto inatteso: la perdita del loro “bambino” prima della nascita.

“Io non potevo minimante immaginare che una banale infezione presa al mare avrebbe potuto compromettere così tanto la mia gravidanza. Una banale infezione ha ucciso mio figlio, non me lo posso perdonare! Ma sono convinta che reagire e riprovare, sia la soluzione al mio dolore. Ma ripeto: mai e poi mai avrei immaginato che un’infezione potesse compromettere la mia gravidanza”.

Tra le cause che possono provocare l’aborto, ci sono appunto quelle infettive: batteri come il Mycoplasma hominis e Ureoplasma Urealyticum, per esempio, sono i microrganismi più comunemente associati a questa perdita.

“Quando si è giovani e si sta realizzando il sogno di diventare madre, sembra di toccare il cielo con un dito. E non si ragiona sulla probabilità che possa andare tutto a rotoli. Che il sogno s’infranga, com’è successo a me, a noi”.

Questi microrganismi possono determinare infezioni ascendenti con endometriti e salpingiti ma anche corioamnionite (infezione del liquido amniotico) e morte del feto.

“Ora è tutto più chiaro. Ma certe situazioni non si affrontano e non si conoscono finché non ci cadi dentro”.

Anche la Chlamydia trachomatis, altro batterio trasmesso principalmente per via sessuale, può avere un ruolo nell’aborto spontaneo.

“Per me è tutto un mondo nuovo questo delle infezioni e se mai rimarrò nuovamente incinta farò attenzione anche alle cose più banali. Quelle che si danno per scontate... ma che paghi a caro prezzo!”.

Infezioni da Trachomatis della cervice si accompagnano, piuttosto, ad aborti del secondo trimestre ed a rottura prematura delle membrane.

“Ecco, ne terrò conto qualora servirà. Come mi auguro con tutto il cuore, essendo ancora giovane e in grado di concepire”.

Attenzione anche allo Streptococco di gruppo B (in particolare quello agalattico) che induce una rottura prematura delle membrane e può infettare i tessuti feto-placentari, con conseguente aborto.

“Conserverò questo prezioso articolo e ne farò tesoro”.

Una domanda, dopo l’aborto hai effettuato il batteriologico vaginale e cervicale per la ricerca oltre che dei batteri anche di Chlamydia, Mycoplasmi ed Ureaplasmi? E’ fondamentale, prima di intraprendere una nuova gravidanza.

“Il mio ginecologo mi ha consigliato di eseguire test e analisi varie. E credo che mi abbia sottoposto anche a controlli batteriologici. Magari lo ricontatto e casomai mi faccio nuovamente indicare qualche controllo specifico. Anche perché, con Andrea, stiamo cercando di diventare ancora genitori. Lo vogliamo più di ogni altra cosa al mondo”.

Questa è una bella notizia. Allora stai serena, controllati e speriamo che il tuo desiderio di essere madre diventi ben presto realtà...

Da sapere

Cytomegalovirus. E’ per fortuna un’infezione che si contrae raramente. Oltre ad essere causa di aborto, infatti, questo virus può causare deficit neurologici e ritardo mentale nei figli di madri infette. Purtroppo non c’è terapia, ma fortunatamente l’infezione guarisce in poco tempo e resta immunità per tutta la vita.

Herpes virus. Se colpisce una donna in gravidanza, vi è un maggior rischio di aborto spontaneo.

Altri Virus. Virus dell’epatite B e C, HIV, sono stati indicati come responsabili dell’aborto spontaneo

Parassiti. II Toxoplasma è un protozoo endocellulare dei mammiferi, che ha come ospite definitivo il gatto. L’uomo può infettarsi per contatto con le feci dell’animale, oppure per l’ingestione di carni e verdure infestate dal parassita. Tanto più precoce è l’età gestazionale alla quale si contrae l’infezione, tanto meno è frequente la trasmissione verticale, ma tanto più gravi sono le conseguenze per il feto. Infatti, l’infezione contratta nelle prime 10 settimane di gravidanza può causare aborto.

Altri Microrganismi. Brucella abortus, coccobacillo, microrganismo presente nel latte delle mucche infette e che quindi può trovarsi anche nei latticini preparati con latte non pastorizzato, non provoca diarrea ma si manifesta con febbre, profonda stanchezza, sudorazione eccessiva e dolori articolari. La brucellosi, anche se raramente, può provocare aborto se colpisce la donna in gravidanza.

Listeria Monocytogenes. Si trova nel suolo e nelle acque, e quindi può facilmente contaminare ortaggi e verdure. La listeriosi può causare aborto spontaneo o parto prematuro, morte in utero o infezione del feto. I sintomi, nel caso delle donne incinte, sono molto simili a quelli di una influenza leggera (dolori muscolari, febbre, diarrea, collo rigido, confusione o emicrania) e possono spingere i medici ad esaminare ad infezione di listeria.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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