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Gravidanza e figli

Concepimento si o no

Non tutte le donne sono mamme, soprattutto dentro. E nella testa. Diventare madre, genitore, è una una predisposizione personale che c’è o non c’è. Ci si nasce. Non si impara sui banchi di scuola, non si compra. O la si sente o non la si sente, nessuno può insegnare ad amare o ad essere protettivi nei confronti dei propri figli. Secondo alcuni studiosi che si sono occupati dell’argomento, l’istinto materno (e paterno) è scritto nel DNA. Secondo altri, alcune persone ne sono prive e dovrebbero scoprirne le cause prima di pensare ad un figlio.

I-Vitae

O scatta la scintilla, sin dal famoso “incontro” della nascita che fa scoppiare l’amore incondizionato tra la mamma e il suo bambino, il cosiddetto istinto materno, o quel legame speciale non ci sarà mai. Quantomeno non sarà mai a certi livelli. Anche se non è mai tardi per imparare ad amare la propria prole.

Quando si risveglia l’istinto materno?

L’istinto materno è un sentimento di protezione infinito, un amore senza confini e con poche regole. Lo possediamo dalla nascita, ma può capitare che si svegli e si materializzi solo quando la madre incontra per la prima volta il suo bambino. Quando lei lo stringe fra le sue braccia protettive, quando lo attacca al seno, quando i loro occhi si fondono con un’intensità unica e inimitabile. O quando la stessa madre realizza che quella creatura indifesa è una parte di sé. Un pezzo del suo cuore. Per sempre. E quell’istinto finora nascosto, spesso perché sconosciuto, salta fuori e stupisce anche la neomamma. Altre volte, invece, quel frugoletto frignoso suscita nella donna un senso di nervosismo e di inadeguatezza, tanto da farle toccare con mano che diventare madre non è proprio il suo desiderio. Non è quello che “avrebbe voluto”. E, forse, diventa palese che non si è portati ad essere mamme. In ogni caso la si voglia guardare, l’istinto materno c’è o non c’è. Molto prima di diventare genitori.

Come si riconosce?

Sentirsi appagati dopo la nascita del proprio bambino è un segnale positivo per una donna. Significa che l’istinto materno c’è e funziona, guidando sentimenti e azioni. Ma provare il desiderio di diventare madre anche prima della venuta al mondo del proprio bambino, addirittura fuori dalla gravidanza, è la conferma che l’istinto materno esiste nel profondo. Ogni donna conosce la sua propensione a diventare genitore, lo sente sulla pelle e nel suo intimo. Spesso ne è guidata, altre volte viene a galla solo nel momento del parto. Ma si riconosce. Ha i connotati dell’amore e della pazienza verso il proprio figlio appena nato. O anche verso la creatura che un giorno potrà essere concepita.

La scoperta dell’istinto materno
I cambiamenti di una donna

Nell’istante in cui una donna si rende conto che tutto ruoterà attorno al suo bambino e che il suo obiettivo sarà amarlo e proteggerlo dai dolori e dalle insidie della vita, scopre anche di avere un istinto materno che mai avrebbe creduto di avere. Capisce che potrebbe fare di tutto per proteggere suo figlio, comprende che quell’amore che la lega al suo piccolo sarà eterno e insostituibile. Non ne potrà fare più a meno. Da quel momento le loro vite viaggeranno in parallelo, in maniera indissolubile.

Risvegliare l’istinto materno se c’è un blocco emotivo

Spesso, i motivi che bloccano un uomo o una donna a provare “sentimenti buoni e protettivi” verso un bambino, sono un passato doloroso fatto magari di eventi traumatici che ci si trascina anche nell’età adulta. Questi blocchi emotivi e psicologici possono portare a comportamenti distruttivi verso i bambini indifesi. Pertanto, andrebbero individuati e rimossi prima di affrontare una potenziale gravidanza e la maternità. Una parte di scienziati sostiene che durante il parto, grazie ad un potente rilascio della prolattina, si scatena l’istinto materno. Anche nell’uomo, se partecipa e vive il parto con la sua donna, se percepisce il dolore, la sofferenza, ma anche la gioia per la nascita del proprio figlio, può svegliarsi l’istinto paterno. E non ha importanza se il parto si svolge in anestesia, con un cesareo o in maniera naturale: non appena si sentirà per la prima volta il proprio bambino l’istinto verrà fuori in maniera naturale. Non conta neanche l’esperienza che si ha con i bambini: l’istinto materno non è infatti sapere come comportarsi o la capacità di saperli accudire, ma è piuttosto la voglia di proteggerli e di preoccuparsi principalmente del loro benessere.

Donne senza istinto materno

Alcune donne sentono l’istinto materno già da ragazzine, perché son abituate a prendersi cura di fratellini più piccoli o hanno una particolare predisposizione alla cura dei bebè. A cominciare dalle bambole. Per altre, piuttosto, quel sentimento scatta durante le primissime epoche della gravidanza, quando si sentono molto protettive nei confronti di quel bambino che portano in grembo e cercano di evitare qualsiasi cosa che potrebbe potenzialmente far male al piccolino. Dall’alimentazione, alle attività pericolose, al lavoro pesante, ai rumori molesti. Alcune donne, per esempio, proprio per il gran senso di protezione che hanno, smettono di fare sport già da subito o stanno molto attente a non prendere colpi al pancione, vivendo in piena coscienza l’arrivo del figlio con un istinto materno già pieno e ben sviluppato che si affinerà e completerà con la nascita del piccolo. Molte altre, fino al momento del parto continuano a fare le solite cose. Talvolta, anche pericolose per il bebè. Altre volte, infine, si assiste a dei veri e propri rifiuti del proprio bambino durante il parto o dopo la nascita.

E per gli uomini?

Anche gli uomini possono avere o meno istinto protettivo nei confronti del proprio figlio. C’è chi adora i bambini e già dopo il parto vuole seguire ogni passo del suo piccolo. E si fa coinvolgere durante le prime cure e il primo bagnetto. E se la mamma è priva di forze o impossibilitata dal prendersene cura, lui lo fa al suo posto. E c’è invece quello che per cambiare un pannolino al proprio figlio o per controllarlo 5 minuti, deve essere pregato. Ma alla fine lo fa. Ma c’è anche chi, durante la gravidanza della propria partner, non prova affetto e tenerezza verso il bambino in arrivo. E il pancione diventa solo gelosia e paura che questo si prenda tutte le attenzioni e l’amore della compagna.

CONCLUSIONE

Una donna non nasce mamma, solitamente ci diventa. Anche a sue spese, superando i limiti del proprio carattere e della propria predisposizione ad essere madre. Per questo, è bene non avvilirsi se la gravidanza non sembra suscitare emozioni particolari o se dopo il parto ci si sente delle estranee per quel bambino. E, invece di essere innamorate pazze dal primo istante del piccolo in arrivo o appena arrivato, si ragiona ancora da single. Il rapporto mamma-figlio deve essere costruito con calma e tenacia, senza mai arrendersi. Mattoncino dopo mattonino, pezzetto di cuore dopo pezzetto. Emozione dopo emozione. Dal primo segnale della gravidanza in poi.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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