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Gravidanza e droghe

Gravidanza e droghe

Cecilia ha trentaquattro anni e da sempre un forte desiderio di stringere fra le braccia il suo primo bambino. Ma il destino, purtroppo, sembra non averle riservato la stessa fecondità della madre Maria Pia che ha partorito, Cecilia compresa, ben quattro figli. Uno dietro l’altro, senza nessun problema di rimanere incinta e portare a termine la gravidanza. Lei e il suo compagno Fabio, hanno infatti provato per anni a cercare il loro bambino in maniera naturale. Con rapporti costanti e passionali, ma per lungo tempo senza ottenere il risultato sperato. Fino al concepimento, tanto bramato, purtroppo seguito da un aborto spontaneo e dalla conseguente depressione della donna. Il tutto, forse, per colpa di una serie di “bravate” fatte in giovanissima età, che hanno portato entrambi ad assumere droghe leggere e a bere alcolici.

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Cecilia, puoi raccontarci il tuo percorso a ostacoli verso la maternità?

“Mi fa male solo ripensarci. Io e Fabio siamo due ragazzi perbene, assolutamente salutisti (adesso, ovvio), anche se in passato abbiamo commesso le nostre bravate da ragazzi. Abbiamo fumato, bevuto per sballarci un po’ in discoteca ed essere più disinvolti anche fra di noi. Ma poi l’abbiamo pagata a caro prezzo questa nostra spegiudicatezza! Nel senso, ovviamente, che a distanza di anni non siamo ancora diventati genitori. Non poco, per noi!”.

Ti stai riferendo alle droghe (anche se leggere) e all’alcol di cui avete fatto uso?

“Si, credo che i nostri mancati concepimenti siano stati legati per molto tempo a questo uso improprio di certe sostanze. Anche se in maniera occasionale, capitava infatti di fumare o bere qualche bicchiere di troppo. Purtroppo, quando si è giovani, tutto sembra innocente e naturale”.

Quindi?

“Io non riuscivo a rimanere incinta e ho iniziato a documentarmi. Poi, la terribile scoperta: fumo e alcol, non solo avrebbero potuto influire sul concepimento ma anche avere effetti negativi sul feto. Da quel momento, ho assolutamente vietato a Fabio di bere e di fumare, anche solo una sigaretta. Quanto a me, sono diventata un generale nel rispetto della salute: rigorosa anche nel mangiare cibi sani. Figuriamoci per il resto!”.

Questo ti ha portato, finalmente, alla gravidanza?

“A distanza di un anno dalla nostra completa disintossicazione, sono rimasta incinta. Ero felicissima. Fabio toccava il cielo con un dito! Io pure… ”.

Poi il verdetto, devastante, di aborto spontaneo.

“Un dolore enorme. Indescrivibile. Ero appena entrata nel secondo mese di gestazione, quando ho sentito che qualcosa non andava. Avevo forti dolori alla pancia, l’umore era finito sotto i piedi. Una mamma, o aspirante mamma, capisce subito quando le cose non vanno per il verso giusto. Si trattava di un aborto spontaneo!”.

Da lì, il dramma della depressione e la ricerca di un perché dell’aborto…

“Non riuscivo ad accettare la situazione, avevo fatto tutto quello che era in mio potere affinché la gravidanza andasse a buon fine. Ma non era servito a niente. Sono caduta in una depressione profonda, senza più voglia di reagire”.

Però il tuo compagno non si è arreso e ti ha spinto a indagare sul perché dell’aborto

“Fabio ha accettato il fallimento di questa gravidanza e pian piano mi ha convinto a riprovare. Ma io stavo male, piangevo giorno e notte, non me ne facevo una ragione, e solo adesso ho deciso di guardare avanti… “.

Di riprovare?

“Si, di riprovare a cercare una nuova gravidanza. Anche se un nuovo aborto mi farebbe riprecipitare nel tunnel buoi dal quale a fatica sono venuta fuori".

Dalle indagini di laboratorio fatte, cosa è emerso in merito alla difficoltà di concepimento prima e all’aborto poi?

“I medici puntano il dito su una condotta sbagliata mia e del mio compagno negli anni passati. Mi riferisco all’uso, anche se non abuso, di alcol e droghe leggere. Non è sicuro, ma potrebbero aver creato problemi. Sicuramente, adesso sappiamo che la strada giusta da seguire è quella che contempla le buone abitudini… ”.

Un consiglio alle giovani coppie che, proprio come voi, hanno voglia di mettere su famiglia?

“Di stare attenti alle bravate, di non eccedere nei vizi, di evitare alcolici e sostanze che potrebbero compromettere la fertilità di coppie e mettere in pericolo la salute del proprio figlio. La vita, nostra e di chi deve venire al mondo, vale molto più di mille emozioni indotte dalle sostanze”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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