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Gravidanza a rischio

Gravidanza a rischio

Tempi pesanti per le coppie nelle quali l’uomo è sedentario. Infatti, secondo lo studio condotto dai ricercatori americani della Harvard School of Public Health e già pubblicato su British Journal of Sports Medicine, se il maschio guarda la televisione per più di 20 ore alla settimana ha la metà degli spermatozoi rispetto agli uomini che si astengono dal guardare il piccolo schermo e praticano sport. Per l’esattezza, il 44% in meno. Lo studio è stato condotto su campioni di sperma di 222 giovani, di età compresa tra i 18 e i 22 anni, a cui hanno posto domande specifiche sul loro stile di vita. Più delle metà degli uomini presi in esame era normopeso e uno su quattro partecipanti era fumatore. A conferma di questa ricerca statunitense, arrivano altri studi di settore che mettono in guardia soprattutto gli uomini e donne in cerca di un figlio.

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Nel mondo, infatti, i problemi di infertilità sia maschili che femminili stanno diventando sempre più un ostacolo. Addirittura, si stima che il 15% di tutte le coppie esistenti abbia problemi nel concepire. Le responsabilità sono ripartite più o meno al 50% tra i maschi e le femmine, quindi non c'è un prevalenza di genere. Favorire il concepimento ed eliminare i problemi di fertilità diventa pertanto una priorità assoluta.

Tutte le cattive abitudini minano la fecondità

Molte delle cause di infertilità sono attribuibili alle cattive abitudini: vita sedentaria, cattiva alimentazione, vita sregolata, eccessivo consumo di alcol e di sigarette, droghe e sovrappeso. Uno studio scientifico sulla ricerca della fertilità, pubblicato sulla rivista scientifica Reproduction, dimostra, infatti, come l’attività fisica faccia bene a coloro che non riescono ad avere figli.

Nel dettaglio, sono stati selezionati 280 uomini di mezza età e sono stati divisi in diversi gruppi ai quali erano destinati 3 tipologie di allenamento. Come in ogni esperimento, c’era anche il cosiddetto gruppo di controllo a cui non è stato chiesto di svolgere alcuna attività differente rispetto al proprio stile di vita. L’esperimento è durato 6 mesi, al termine dei quali è stato analizzata analizzata la qualità dello sperma. Generalmente chi soffre di infertilità ha un numero insufficiente di spermatozoi oppure una scarsa qualità degli stessi, come ad esempio il danneggiamento del DNA.

Grazie a questo studio è stato dimostrato come, ad esclusione del gruppo di controllo, tutti i gruppi che avevano seguito un programma di allenamento fisico a diverse intensità hanno riscontrato un beneficio nella qualità dello sperma. Da qui, conseguono meno danni al DNA e fattori di stress metabolico nettamente più bassi. A sorpresa, chi ha avuto i risultati migliori dall’esame sulla qualità spermatica sono stati chi ha seguito un programma di allenamento fisico non intenso, ovvero chi correva lentamente sul tapis roulant o camminava molto. Quindi, è stato fatto vedere nero su bianco come l’attività fisica influisce non solo positivamente sugli aspetti generali dell’individuo, ma nella sostanza vera e propria dell’essere uomo e della sua capacità di riprodursi.

L’esercizio fisico è importante: dati dello studio

Dallo studio è emerso che gli uomini che praticano sport per 15 o più ore alla settimana hanno una concentrazione di spermatozoi del 73% superiore a chi pratica meno di cinque ore alla settimana. E l’esercizio fisico, anche se influenza il numero di spermatozoi, non ha però dimostrato effetti su motilità, forma e volume del campione di sperma.

“Fare attività fisica non sempre migliora la qualità del seme maschile. E’ importante notare che altre ricerche hanno in passato suggerito che il troppo esercizio può esser invece dannoso. Questo studio, del resto, non ha preso in esame il tipo e l’intensità dell’attività fisica dei partecipanti alla ricerca” sostiene il dottor Allan Pacey, andrologo e docente presso l’Università di Sheffield. A beneficiarne, certamente, la donna in cerca di un figlio e quindi la coppia.

Il numero di spermatozoi fa la differenza

Il numero degli spermatozoi, è uno dei parametri che i medici studiano per valutare un problema di fertilità. O verosimilmente, di sterilità. Ma averne un numero basso non significa che non si possono avere figli. “Pochi spermatozoi, insieme a problemi nella loro capacità di muoversi e nella forma, sono collegati a una minore probabilità di concepire, anche se non tutti sono d’accordo”, spiega Audrey Gaskins, autrice dello studio di Harvard sugli spermatozoi e la vita sedentaria.

La conferma dall’Italia

Diverse ricerche sottolineano come corretti stili di vita, in particolare una sana alimentazione, zero fumo e attività fisica moderata, siano importanti per aumentare le probabilità di concepimento.

Dati OMS alla mano, negli ultimi 20 anni il numero degli spermatozoi prodotti si è quasi dimezzato e l’infertilità colpisce nel mondo occidentale una coppia su cinque. Nel nostro Paese, secondo un recente studio dell’Università di Padova, oltre il 30% degli italiani sotto i 35 anni ha problemi andrologici e sessuali, presentando importanti fattori di rischio di infertilità. Una situazione creata soprattutto per gli stili di vita che influenzano negativamente la capacità di concepire, come un’alimentazione troppo calorica e squilibrata che ha portato all’obesità dilagante, la sedentarietà, il consistente uso di droghe, alcol e fumo.

Sperma e Omega 3. C’è uno stretto rapporto tra qualità dello sperma e l’omega 3. Premessa: non tutti i grassi sono nocivi per la salute e quindi non devono essere totalmente banditi dall’alimentazione. In particolare, gli acidi grassi polinsaturi Omega 3, molecole che, contenute nel pesce, legumi, cereali, frutta secca e vegetali verdi, contrastando i fenomeni infiammatori, riducendo il rischio di sviluppare malattie croniche e aiutando il funzionamento del sistema nervoso, migliorano anche la fertilità maschile. E’ la conclusione di uno studio dell’Harvard Medical School di Boston e del Massachusetts General Hospital, che aveva lo scopo di valutare il legame esistente tra i grassi introdotti con l’alimentazione e i parametri che indicano qualità e quantità dello sperma.

OMEGA 3

L’analisi dello sperma ha evidenziato che un elevato apporto di grassi animali riduce significativamente numero e concentrazione degli spermatozoi: rispettivamente del 43% e 38% rispetto agli uomini che consumavano livelli più bassi. Al contrario, gli spermatozoi degli uomini che seguivano un'alimentazione ricca di Omega 3 erano presenti in maggior numero e con una motilità superiore dell’11%. Sovrappeso e obesità maschili e femminili non portano cicogne.

OBESITA’

Nella donna l’obesità è associata ad alterazioni del ciclo mestruale, a un rischio di aborti maggiore di 2 – 3 volte, a complicanze ginecologiche di vario tipo. Sono addirittura sufficienti solo 10 chili in più per dimezzare le possibilità di rimanere incinta, perché le persone grasse, secernendo più insulina, inducono l'ovaio a produrre più ormoni maschili, con l'effetto di una riduzione dell'ovulazione. Un dato confermato da uno studio dell'Università di Milano in cui sono state seguite un gruppo di 40 donne in forte sovrappeso, dai 10 ai 25 chili in più e tutte senza o con ovulazione molto ridotta, sottoposte a dieta e sport per un anno. Al termine della sperimentazione, le donne che erano riuscite a perdere almeno il 5% del peso in eccesso hanno ripreso a ovulare entro qualche mese e, nel giro di un anno, metà del campione ha avuto una gravidanza. E cosa succede negli uomini? Il sovrappeso, in questo caso, porta ad alterazioni del liquido seminale, a causa della riduzione del testosterone ematico,l’ormone che gioca un ruolo fondamentale nella regolazione della funzione sessuale maschile.

SPORT

L’attività motoria, se moderata, costante e prolungata nel tempo, migliora la circolazione sanguigna e, contrastando la formazione di placche lipidiche nei vasi, compresi quelli che irrorano il pene, garantisce un buon stato di salute generale e riproduttiva. Ma, come dimostrato da una recente sperimentazione condotta dai ricercatori dell’Università di Yamaguchi (Giappone), aumenta anche la motilità degli spermatozoi, fattore determinante ai fini del concepimento. Così non sarebbe, se lo sport è praticato con troppa intensità (sforzo nocivo).

CONCLUSIONE

Guardare troppa tv fa male alla salute, anche a quella degli spermatozoi. Gli uomini che guardano la televisione per più di 20 ore a settimana sarebbero infatti meno fertili di chi pratica regolarmente dello sport. Ovvero, chi sta troppo seduto rischia di subire un dimezzamento della possibilità di procreare (circa il 44%). Naturalmente non solo la sedentarietà, ma anche la dieta, il fumo e lo stress incidono sulla fertilità maschile.

Inoltre, stare fermi davanti a uno schermo annulla anche gli effetti positivi dell’eventuale esercizio fisico. Studi recenti hanno inoltre confermato le preoccupazioni degli scienziati, secondo i quali la qualità degli spermatozoi è peggiorata negli ultimi decenni: tra il 1989 e il 2005, infatti, la loro quantità è diminuita di un terzo. A questo dato ne va affiancato un altro, cioè l’incremento di casi di tumore ai testicoli. Lo studio conclude che una vita troppo sedentaria, abbinata ad abitudini poco sane, compromette seriamente la capacità degli uomini di riprodursi. A farne le spese è, ovviamente, la vita riproduttiva della coppia e lo stesso rapporto di coppia.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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