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Gaia Villa, uno dei volti femminili di I-Vitae

Gaia Villa, uno dei volti femminili di I-Vitae

Curiosa, dinamica, le piace capire fino in fondo le cose che la circondano. Laureata in Tecniche di Laboratorio Biomedico, Gaia Villa è la responsabile operativa del Laboratorio di I-Vitae e ha il desiderio, quotidiano, di contribuire al benessere delle persone. Delle donne, in questo caso. Per le quali si applica con costanza e professionalità.

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Dottoressa Villa, cosa significa lavorare in un laboratorio come quello di I-Vitae?

“È stimolante trattare argomenti che riguardano la procreazione. Poter andare a ricercare la possibile causa di una mancata gravidanza attraverso il tuo lavoro ti fa sentire utile”.

Da donna a donna, che tipo di responsabilità si sente nei confronti di tutte coloro che desiderano diventare madri e non ci riescono?

“Le donne devono riuscire a trovare le strade serie e possibili che le aiutino nel loro desiderio; io e i miei colleghi, con il nostro lavoro, vogliamo cercare di fornire alle signore che si rivolgono a noi ulteriori informazioni che possano aiutare gli specialisti che le seguono ad avere un quadro più completo della loro storia medica e favorire così una possibile gravidanza naturale”.

Certamente il feeling sarà più profondo con lo stesso sesso? Di conseguenza, lo stimolo a fare sempre di più per regalare il sogno di essere madre...

“Io in prima persona eseguo le analisi per le signore che si affidano a noi; ogni volta metto il massimo impegno in ciò che faccio; dalle analisi che eseguo segue il percorso personalizzato per ognuna delle signore e sapere che alcune di loro riescono a provare la gioia di una gravidanza, ti dà soddisfazione, perché vuol dire che hai contribuito anche tu, seppur in misura molto piccola, a far provare loro questa gioia”.

Un obiettivo da raggiungere nei laboratori di I-Vitae, oltre a quelli già conquistati ed importanti?

“Dare sempre il massimo per migliorare sempre più il servizio che offriamo alle signore che ci contattano e cercare di aiutare più signore possibili a raggiungere il loro desiderio di essere madre”.

Cosa significa per una donna essere madre e cosa, piuttosto, non riuscire a diventarlo?

“Per la maggior parte delle donne, diventare madre è una grande conquista, che riempie ancora di più le loro vite; non sempre questo, però, avviene. Non riuscire ad esserlo, tuttavia, non deve diventare un’ossessione e la donna non si deve sentire meno importante di quello che è”.

Un consiglio per le donne che vogliono diventare madri ma sono alle prese con delusioni e aborti?

“Come detto prima, la donna che desidera diventare madre non dovrebbe trasformare il suo desiderio in una “ossessione,” ma dovrebbe cercare con coscienza e “molta” pazienza di raggiungere il suo obiettivo. Per riuscire nell’intento, dovrebbe cercare di comprendere anche i pro e contro di soluzioni non naturali o assistite, basarsi sulla scienza e sull’informazione trasparente. Nel caso non riuscisse nell’intento, comunque non si demoralizzi e cerchi di coltivare ciò che di bello ha da offrire agli altri”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

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