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Frida, la speranza in un ovulo fecondato in vitro

Frida, la speranza in un ovulo fecondato in vitro.

La speranza di Frida era legata a un ovulo fecondato in vitro, che alla fine non ha dato il risultato sperato e da anni ambito: un figlio. Quel figlio che da quando - l’allora ventenne toscana - si era sposata con Mirko, avevano iniziato a cercare. Sono passati dieci anni e tre FIV, ma il loro anelato bambino non è mai arrivato. Ma Frida ci crede ancora e continua a lottare contro la sua ansia e la sua depressione.

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Frida, ha mai pensato di avere un problema di infertilità?

“Assolutamente no. Dal momento che io e mio marito proveniamo da famiglie con molti fratelli e nipoti, non mi sarei mai aspettata di sentirmi diagnosticare l’infertilità”.

Cosa ha provato nel momento del verdetto da parte dei medici?

“E' stato come sentirsi dire che si è affetti da una brutta malattia. Il mondo ti crolla addosso, ti serti diversa, persa, una donna a metà. E’ una diagnosi devastante da tutti i punti di vista”.

Come ha affrontato quel momento e i giorni e i mesi successivi?

“Visto che riguardava me, ne ho parlato subito con Mirko e ho affrontato con lui e con un professionista psicologo tutti i sensi di colpa che non mi facevano più vivere. Piangevo il mattino al risveglio, pingevo di giorno durante le ore di lavoro, piangevo la sera prima di coricarmi e soprattutto la notte, quando nessuno poteva vedermi e sentirmi. L’ansia e la depressione scandivano le mie giornate, succede ancora”.

Il suo compagno non la capiva?

“Eccome se mi capiva, è stato sempre affettuoso, premuroso, attento a non farmi sentire una madre mancata. Ma a me non è mai bastato. Ho avuto sempre paura che lui alla fine cercasse un’altra donna che lo rendesse padre. E’ stato il mio ossesso per mesi, fino a quando ho deciso di sottopormi alla fecondazione in vitro. Con il suo consenso, ovviamente”.

Preoccupazioni legittime, poi ha iniziato a cercare soluzioni mediche…

“Non avevo altra scelta. Le procedure di fecondazione in vitro sono state per anni la mia unica speranza tangibile. Il mio obiettivo, la mia quotidianità. Ho speso soldi, investito stipendi, fatto a meno di tutto pur di avere il mio bambino… Ma non è servito a niente“.

Il figlio, infatti, non è mai arrivato?

“Sono rimasta incinta due volte su tre tentativi, ma due volte su tre ho abortito. Un dramma nel dramma, che ancora dura e che mi spezza il cuore”.

Cosa pensa di fare adesso?

“Ho pensato anche all’adozione, ma avere un figlio mio è il mio sogno. E non vorrei mollare. Così mi sono imbattuta in un vostro articolo, sul vostro interessante blog, nel quale si parla di sistema immunitario e del suo mal funzionamento collegato a infertilità. Mi si è subito accasa una lampadina in testa, anche perché è un aspetto del mio corpo che non ho mai indagato. Chissà, mi sono detta, in ogni caso la speranza è tornata a bussare alla mia porta”.

Noi le auguriamo che sia la strada risolutiva… per molte lo è stato e lo è...

“Anche io me lo auguro, perché sarebbe il regalo più prezioso della mia vita. Solo chi ha avuto una diagnosi di infertilità può capire la mia disperazione e la bramosia che sta dietro al mio desiderio di essere mamma”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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