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Francesca, la speranza oltre il dolore

Francesca, la speranza oltre il dolore

Un pensiero, un desiderio, una speranza spazzata via dal verdetto più assurdo “lei ha una sterilità sine causa”. Il suo ginecologo glielo ha detto dopo anni di tentativi andati a vuoto, dopo una lunga serie di analisi e controlli senza fine. Dopo tre fecondazioni assistite, dopo pianti disperati e notti insonni alla ricerca di un perché lei non riuscisse a rimanere incinta.

Ma Francesca non ci sta, lei che ha lottato tanto per stringere fra le braccia il suo bambino. Lei che ha creduto fino in fondo di potercela fare da sola, in maniera “assolutamente” naturale, come tutte le sue amiche.

Come sua mamma ha fatto con lei e con sua sorella dopo ore di travaglio, come la sua migliore amica che è appena diventata mamma di una bellissimo maschietto. O, magari, come la sua vicina di casa, che ogni giorno le ricorda quanto sia meraviglioso guardare in faccia il proprio figlio. Soprattutto quando sei stanca e cerchi un buon motivo per sorridere.

Francesca adesso si sente sola, depressa, frustrata. Ma non molla. L’abbiamo incontrata, ci abbiamo parlato, le abbiamo spiegato che il suo problema potrebbe essere chiuso nel suo SISTEMA IMMUNITARIO MALFUNZIONANTE. Lei inizialmente non ci ha creduto, ha abbassato la testa facendo intuire la sua mancanza di fede. Poi ci ha richiamato e adesso segue una nuova strada in cerca del suo bambino.

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Francesca, cosa la spinge a credere che prima o poi riuscirà a realizzare il suo sogno?

“Sono una donna ma voglio essere una mamma, a tutti i costi. Le ho provate di tutte, dalle vie naturali (prima) a quelle chimiche (poi, fecondazione). Ma non mi è mai andata bene…”.

Un percorso lungo, il suo, ma continua ad avere la voglia di raggiungere l’obiettivo?

“In realtà mi ero quasi arresa. Dopo anni di umiliazioni, dolori, pianti e rinunce, avevo detto basta. Con grande dolore avevo rinunciato a diventare madre. Ma non stavo bene, non mi sentivo realizzata, la mattina non avevo quasi più la forza di alzarmi dal letto per andare al lavoro”.

Non è mai stata individuata una causa precisa al suo mancato concepimento?

“Mai. Sia io sia il mio compagno ci siamo sottoposti a cure e controlli di ogni genere. Abbiamo speso soldi su soldi, stipendi interi per capire quali problemi di fertilità avessimo ma mai, nessuno, ci ha indicato la strada giusta!”.

Mi ha detto che si è pure sottoposta a ben tre fecondazioni assistite?

“Vero, pagando anche tanti soldi. Ma nessuna è mai andata a buon fine. La prima e la seconda addirittura senza alcun risultato, mentre la terza volta sono rimasta incinta ma ho perso quasi subito il mio bambino. L’embrione, anche se per me era già mio figlio”.

Quindi ha detto basta?

“Non ce la facevo più con questi continui bombardamenti ormonali, il mio fisico era distrutto. La mente pure. Avevo preso chili su chili e non mi piacevo più. Quindi ho smesso di credere in questo progetto di vita e mi sono buttata sul lavoro… ”.

Poi…. ha conosciuto tramite un’amica I-VITAE…

“Ho parlato con Amelia e lei mi ha detto che aveva letto di questa realtà e della possibilità che avessi un sistema immunitario compromesso. L’unica cosa che i medici non hanno mai indagato… “.

Una nuova possibilità?

“Un modo per tornare a sperare e di provare ad avere un bambino in maniera naturale. Il mio desiderio primitivo, l’ultimo porto prima di mettere definitivamente la parola fine sulla possibilità di essere madre”.

Noi siamo con lei, la seguiremo, e facciamo il tifo affinché - come è successo ad altre donne - possa finalmente concretizzarsi il suo sogno di stringere fra le braccia la sua creatura. Auguri Francesca

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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