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Procreazione: alternative naturali all’IVF e perché l’IVF nei casi di infertilità e sub-fertilità inspiegata non è la miglior scelta

Fecondazione, alternative naturali all’IVF e perché l’IVF nei casi di infertilità e sub-fertilità inspiegata non è la miglior scelta

Mentre le indicazioni per l'IVF (in vitro fertilisation, o fecondazione in vitro, comunemente nota come la tecnica del “bimbo in provetta”) si sono estese, nel tempo, dai disturbi tubarici a tante altre cause di subfertilità, comprese quelle non spiegate ed etichettate come “sine causa”, molti studi e addetti ai lavori confermano – dati alla mano - che i rischi di questa pratica medica possono superare di gran lunga i benefici. I pericoli riguardano il fisico: costretto, per anni, a pesanti e continui bombardamenti ormonali, e la psiche: annichilita dallo stress di un concepimento che non arriva, nonostante le cure.

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I-VITAE, alternativa naturale in vetrina

Dalla nascita del primo bambino in laboratorio nel 1978, la tecnica dell’IVF ha sicuramente guadagnato la sua reputazione come una delle più importanti scoperte mediche del XX secolo. Soprattutto, per la mancanza di alternative valide in situazioni di infertilità e/o subfertilità inspiegata.

Così, pur essendosi sviluppata come possibile soluzione ai problemi tubarici, l’IVF in pochi anni è diventata panacea per tutti i mali che affliggono le donne che vogliono avere un figlio ma che non ci riescono. E le sue indicazioni, da parte dei ginecologi, sono cresciute di mese in mese a dismisura. Tanto che negli ultimi anni la fecondazione in vitro è stata applicata a molti altri tipi di subfertilità - compresa quella maschile - all'endometriosi e alla subfertilità inspiegabile. Spesso, senza approfondire troppo le cause a monte del problema.

La nascita di molti bambini sani, ha infine contribuito ad aumentare la fiducia dei centri specializzati e delle pazienti nei confronti della stessa IVF. Tralasciando altri aspetti sostanziali, come la possibilità di certe donne di arrivare a concepire comunque ma naturalmente, ovvero che in circa il 30% delle gravidanze nate tramite IVF se ne presenta una gemellare.

Alla luce di questa consapevolezza le domande e i dubbi sorgono spontanei, e arrivano anche da una nutrita fetta di addetti ai lavori. Che si interrogano proprio sulla diffusione, a macchia d'olio, della IVF.

  1. L’uso dell'IVF in forme più ampie di infertilità, come ad esempio l’infertilità inspiegata, non rappresenta forse un sovrautilizzo, verso le coppie che hanno una ragionevole possibilità di concepire naturalmente?
  2. La scelta di IVF potrebbe essere evitata a fronte di un concepimento naturale?
  3. L’utilizzo di questa tecnica è quindi esagerato?
  4. L’uso di IVF diventa, pertanto, abuso?
  5. E i risultati negativi riscontrati sulla salute di alcuni dei bambini nati da IVF, nonché i rischi dell'IVF sulla salute della donna, devono essere giustificati e accettati a prescindere da tutto e da tutti?

Certamente oggi, a distanza di quasi 40 anni dalla nascita del primo bambino con IVF, di alternative, anche e soprattutto naturali, a questa tecnica "chimica" e invasiva ce sono, anche se non molte. Ad esempio, il test di I-VITAE, utile a valutare attraverso biomarcatori specifici i disequilibri del SISTEMA IMMUNITARIO, come potenziale causa dell’infertilità e/o subfertilità inspiegata, per poi proporre una soluzione assolutamente NATURALE e rispettosa del corpo e della salute, è una delle novità in vetrina.

Diverse sono, infatti, le donne che stanno scoprendo questa nuova prospettiva del concepimento e che hanno intrapreso il cammino indicato dagli esperti di questa innovativa realtà italiana. Nata da una esigenza personale ma che passo dopo passo sta conquistando i mercati europei, investendo e puntando, sempre e comunque, sulla salute delle donne.

Dati allarmanti: in aumento i tassi di IVF

Un milione di bambini sono nati nei primi 25 anni di IVF tra il 1978 e il 2003. Ci sono voluti altri due anni per arrivare a raggiungere due milioni nel 2005, con oltre cinque milioni di nascite raggiunte alla fine del 2013. Nei Paesi sviluppati, il 2-3% delle nascite ogni anno avvengono attraverso l'IVF. In aumento, fino al 5%, in Danimarca e Belgio. Ciò, nonostante il fatto che uno studio osservazionale abbia dimostrato che il 95% delle 350 coppie che pianificano una prima gravidanza, concepisce entro 24 mesi.

Ma le ragioni dell'aumento del IVF sono complesse. Tra queste, la consapevolezza che le donne possono prevedere di avere figli più tardi e la possibilità di congelare le uova. Sicuramente, per molte coppie c’è anche la voglia di non perdere tempo e di arrivare, prima possibile, all’obiettivo di avere un figlio proprio. Spesso, alla radice, c’è anche la mancanza di fiducia tra le coppie subfertili e i loro medici di riferimento (ginecologi), con la conseguenza disastrosa di arrivare all'accesso di IVF nei due o tre anni di tentativo di concepimento e con danni fisici e psicologici anche permanenti, sicuramente devastanti.

Spese al limite della sostenibilità

Un altro dei fattori che rende pesante questo tipo di procedura di riproduzione, è che vengono sempre più praticate nei sistemi sanitari privati, dove l'interesse commerciale comporta a volte una minore attenzione nei confronti della paziente che riceve il trattamento, trascurando l’aspetto umano e fisico di chi è lì per diventare madre.

Giovani donne o donne al limite del concepimento, con i loro sentimenti, le loro sofferenze interiori, i loro desideri. Persone disposte a spendere tanti soldi per stringere fra le braccia il proprio bambino ma che spesso ricevono solo delusioni e invasioni, pericolose, nel proprio corpo.

Risultati a lungo termine in coppie con infertilità/subfertilità inspiegata, confronto tra trattamenti di procreazione assistita e concepimento naturale.

Due studi scientifici (QUI IL LINK DEL PRIMO) hanno dimostrato che il trattamento con inseminazione intrauterina e stimolazione ovarica controllata (IUI-COS), NON produce un aumento delle possibilità di gravidanza rispetto alla naturale gestione dell’attesa (Expectant Management, ovvero la ricerca del concepimento naturale) in coppie con subfertilità inspiegata. Il secondo studio (QUI IL LINK DEL SECONDO) su ben 7280 donne, ha invece dimostrato che più del 40% della popolazione PUO' raggiungere una gravidanza naturalmente senza alcun trattamento IVF.

Conclusioni

Gli studi sopra citati dimostrano, con robusta evidenza clinica e scientifica (sulla quale I-VITAE pone una delle proprie basi, anche etiche, del suo programma che punta al concepimento naturale), che donne che soffrono di sub-fertilità o infertilità inspiegata possono ancora tentare di concepire naturalmente. Ovvero, che le tecniche di procreazione assistita, nei casi descritti come inspiegati, e dove non ci sono altre cause coinvolte, non garantiscono un miglior risultato di quello che si avrebbe tentando di concepire in modo naturale. Anzi.

Questi studi, per altro, non hanno avuto alla base, come invece  I-VITAE offre tramite il proprio test IMMUNOX, la possibilità di diagnosticare le potenziali cause inspiegate di infertilità o subfertilità. Con questo test, infatti, non solo si possono comprendere le potenziali cause del mancato concepimento ma anche determinare la probabilità di gravidanza a fronte di una determinata condizione di disequilibrio del sistema immunitario (valutabile tramite biomarcatori).

Qualora lo stato di disequilibrio venisse evidenziato dal test, il programma di 6 mesi proposto da I-VITAE aiuta nel tentare di risolvere il problema in modo naturale, nel rispetto psico-fisico della donna e della coppia. Una sana alternativa, già condivisa da più donne che desiderano essere madri rispettando sé stesse.

 

Alessandro Scozzesi
CEO e co-founder

Topics: Infertilità Gravidanza naturale Innovitas Vitae Subfertilità Fecondazione assistita Fertilità Sistema Immunitario Prevenzione Essere donne Essere madri Gravidanza Alessandro Scozzesi IVF