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Diventare madre, un percorso di crescita personale

Diventare madre, un percorso di crescita personale

Essere madre è un sogno che si avvera, un desiderio che si realizza, un obiettivo che si concretizza; è il frutto di un istinto innato, biologicamente determinato.
Essere madre significa dare forma a un amore che non si credeva potesse esistere e che invece ti travolge totalmente; vuol dire creare un legame speciale, mettendo il cuore fuori da corpo e prima di tutto e tutti.
Essere madre è una realtà che si porta dietro piaceri e doveri, gioie e dolori, significa affrontare un percorso emotivo e psicologico con se stesse e con il proprio partner. Vuol dire crescita personale, adeguamento e poi abitudine alla nuova esistenza condivisa e al fisico che inevitabilmente cambia e spesso si stravolge.

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I fianchi si allargano e la pancia difficilmente torna piatta, soprattutto se la gravidanza arriva tardi, quando i tessuti di una donna non sono più così elastici. Per non parare delle smagliature, a volte così profonde da sembrare l’alveo di un fiume (qualcuna, per fortuna, le porta con orgoglio. Come simbolo, indelebile, di un evento cruciale).
Diventare mamma è l’adattamento al noi, dopo anni di consuetudine all’io (anche questo, credetemi, non è un passaggio semplice).

Bisogna abituarsi all’idea di un piccolo essere che cresce nel proprio corpo, in esso si nutre, viene protetto e si sviluppa giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Questa consapevolezza, unità all'avvertire i primi movimenti, al sentire il battito del cuore del proprio bambino con la prima ecografia, crea un rapporto destinato a durare per sempre. Un rapporto eterno, il più autentico, il più profondo. Forse, il solo che non finirà mai di illuminarci lo sguardo.

È un rapporto che cresce e si consolida nel tempo, anche tramite il parto stesso: una grande fatica per la donna, ripagata dallo stringere fra le braccia il proprio piccolo (o piccola). Il parto, però, è un trauma per il nascituro, che passa dal ventre materno, caldo e sicuro, al mondo esterno, nel quale ogni movimento e azione devono necessariamente diventare autonomi (meglio, ovviamente, se il passaggio avviene in maniera naturale).
Il compito di una madre, dal test di gravidanza in avanti, è poi quello di accompagnare il proprio bambino attraverso il difficile cammino della vita: un cammino che è sempre impervio, difficile, che a tratti nasconde tranelli.

Ma non si nasce madri, lo si diventa istante dopo istante, sbagliando, amando e agendo nel modo migliore per la vita che si è creata: i propri figli. Adorati, a volte insopportabili, ma sempre unici e in ogni caso insostituibili.
L'essere madre implica, sempre e comunque, lo svolgimento di quello che, giustamente, viene definito come il mestiere più difficile ma più appagante del mondo. E ci sono dei momenti in cui ci si sente anche inappropriate, incapaci, addirittura in colpa per non essere all’altezza del ruolo che la natura ci ha dato. Ma sono anche queste tappe del lungo percorso genitoriale.

Occorre, pertanto, prepararsi mentalmente a dei passaggi standard, ai quali nessuna può sottrarsi. Nemmeno chi ha mamme, nonne e tate a disposizione 24 ore su 24. Per prima cosa, è opportuno adattarsi alla trasformazione della propria quotidianità che da single, o a due, diventa più numerosa e laboriosa. Solitamente senza pause, di giorno e di notte.
Sì, perché non ci sono solo cambio pannolini e poppate in qualunque momento della giornata, ma notti insonni, intimità con il proprio partner al limite della separazione e spazi personali praticamente annullati. La vita di coppia viene messa a dura prova, insieme alla propria resistenza fisica e alla pazienza, ma anche questo vuol dire diventare madri e genitrici (vale anche per i padri, ovviamente).

Bisogna fare sacrifici, nella consapevolezza – meravigliosa – che mamma è la prima parola che tutti noi pronunciamo. Una parola ricca di sentimento e di protezione. La mamma è una fonte di sicurezza, di affetto. E’ un porto sicuro dove rifugiarsi sempre (succede a qualsiasi età).
E non esiste una ricetta per essere una madre perfetta. Però, ci sono comportamenti che possono fare di una donna una madre: primo tra tutti, l’operare tramite l'ascolto del proprio cuore. Una madre è, infatti, colei che dispensa amore, coccole, cure, regole, insegnamenti di vita, rimproveri, castighi. E se dettati dal cuore, sono sicuramente giusti.

Una madre è il fulcro, vero, di ogni esistenza e ha il dovere di darsi completamente al proprio figlio, o ai propri figli, provvedendo a loro in tutti i momenti della loro crescita. Finche saranno grandi e spiccheranno il volo, finché diventeranno concretamente autonomi e taglieranno il cordone ombelicale che li lega a noi donne, a noi mamme.
Questo sarà un trauma - per noi e per i figli stessi -, ma sono tappe inevitabili.

Tutto questo, è il percorso che una mamma è chiamata a fare al fianco del suo bambino. Un percorso, a volte tortuoso ma prezioso, al quale la donna deve prepararsi sia mentalmente sia fisicamente. Ma ne vale davvero la pena, parola di mamma.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

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