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Dieta vegana e gravidanza

Dieta vegana e gravidanza

Una dieta vegana in gravidanza può di danneggiare in modo permanente l’apparato neurologico del feto. Il monito porta la firma dagli esperti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma e dell'ospedale Meyer di Firenze. Ai quali fanno eco ginecologi e neonatologie italiani. Il problema è legato soprattutto al deficit di vitamina B12, individuabile attraverso gli screening neonatali. Secondo i medici, i regimi alimentari della madre possono essere tra i motivi della mancanza nell’organismo di questa importante vitamina.

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L'importanza della vitamina B12

Secondo gli specialisti, anche se si tratta di numeri bassi in quanto siamo di fronte a una malattia rara, la crescita dei casi è comunque "allarmante" e i dati dei rapporti tecnici Simmesn (Società italiana per lo studio delle malattie metaboliche ereditarie e lo screening neonatale, il dato risale al 2016) sono preoccupanti. La vitamina B12, o cobalamina, è contenuta negli alimenti di origine animale, ha un importante ruolo nello sviluppo del sistema nervoso centrale e il suo fabbisogno aumenta in gravidanza. Se la madre non ne assume abbastanza, o peggio non ne assume affatto, può creare al neonato danni neurologici già in utero, che proseguono dopo il parto.

Cosa accade se la vitamina B12 manca

Anemia, danni al sistema nervoso, ritardo psicomotorio, atrofia al cervello. Sono alcuni dei problemi che una dieta inadeguata può causare ai neonati. Anche i pediatri italiani lanciano quindi l’allarme: sono in aumento i casi di bambini di pochi mesi portati in ospedale per carenza di vitamina B12, causata dalla mancanza di tutti i nutrienti necessari durante la gravidanza e l’allattamento. La paura dei medici è dovuta alla scoperta che tale mancanza è da ricondurre alle madri che seguono una dieta vegana - sempre più numerose - e che per questo non riuscirebbero a introdurre nel latte materno tutti i nutrienti necessari per una sana crescita dei loro figli. La carenza più grave è quella della vitamina B12, presente in carne, pesce, latte e uova, che compromette la formazione dei neuroni, disturbi psicomotori e aumenta il rischio di contrarre l'anemia e danneggia anche il sistema nervoso.

Più di 100 casi all’anno

Il deficit materno di vitamina B12 (e le sue conseguenze sul bambino) oggi colpisce circa 1 neonato su 4mila, conta quindi più di 100 casi all'anno in Italia. Molto frequente nei figli degli immigrati provenienti da Paesi come il Pakistan, il Bangladesh o l'India, che per tradizione hanno una dieta prevalentemente vegetariana. Una scelta condivisa da molte donne italiane, anche in gravidanza, senza mettere in conto i pericoli che fanno correre ai loro bambini.

Gli integratori diventano d’obbligo

Le madri carenti di questa vitamina nella loro alimentazione dovrebbero quantomeno assumere degli integratori durante la gravidanza e l’allattamento, perché i loro figli sono gravemente a rischio di “malattia”. Una malattia rara ma evitabile.

Il consiglio dei nutrizionisti

Il deficit di vitamina B12, dicono gli esperti nutrizionisti, è tanto grave quanto evitabile grazie ad una corretta alimentazione: latte, uova e alimenti ricchi di vitamina B12, oltre a ferro e omega 3 sono indispensabili per garantire una corretta formazione del feto e per il suo sviluppo neurologico, mettendolo al riparo dal rischio di danni cerebrali o ritardi nella crescita. Un’alimentazione che dovrebbe essere seguita anche nei primi anni dei bambini, per non privarli di elementi indispensabili per la loro crescita e dei nutrienti fondamentali per la loro crescita.

L’invito ai ginecologi

Ogni ginecologo è chiamato a informare la propria paziente sui rischi legati alla scelta di una dieta vegana. Non sono pochi i casi riscontati di malattia del feto e del neonato conseguenti a questa scelta e una madre deve assolutamente sapere a cosa va incontro. Il regime alimentare, su base vegana, può essere sospeso nella fase della gravidanza e dell’allattamento e magari ripreso quando il bambino è stato messo in sicurezza.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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