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Diabete e gravidanza, spermatozoi a rischio

Il diabete ci stava impedendo di diventare genitori

Il diabete è una malattia del metabolismo, ovvero della trasformazione degli zuccheri, che si manifesta unicamente, almeno agli inizi, attraverso un valore anormale di zucchero nel sangue (glicemia) e la presenza di zucchero nelle urine. Se una donna è già affetta da questa patologia, la gravidanza può creare problemi. Anche se molto diversi da quelli che in passato rappresentavano un alto rischio per la salute della madre e del bambino. Oggi, infatti, se il diabete viene diagnosticato alla donna prima di rimanere incinta, e trattato, la gestazione può svolgersi con qualche controllo in più ma senza problemi.

ATTENZIONE Se una donna affetta da diabete rimane incinta, potrebbe comunque avere complicazioni come ipertensione arteriosa, idramniosi (eccesso del liquido amniotico) e segni di sofferenza fetale a fine gravidanza (tanto che, il più delle volte, il parto viene indotto una settimana prima della scadenza). Altre complicazione possono sopraggiungere se la malattia è mal controllata: aborto, malformazioni del feto, fino alla morte del feto nelle ultime settimane di gravidanza.

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La fertilità di coppia nel diabete: maschi più a rischio

La fertilità nei soggetti diabetici maschi è generalmente ridotta rispetto alla popolazione generale. Alcuni dati recenti suggeriscono che nella popolazione diabetica i problemi di fertilità abbiano origini diverse: in particolare, l’analisi del liquido seminale dimostra che la motilità spermatica è significativamente più bassa, e al microscopio elettronico lo sperma dai diabetici esibisce una più alta percentuale dei difetti apoptotici e di immaturità rispetto allo sperma dei controllo non-diabetici.

Questo ha portato a concludere che il liquido seminale dei maschi con diabete presenta difetti strutturali severi e ad ipotizzare che l’eventuale danno riproduttivo riconosciuto negli uomini con il diabete possa essere il risultato di una interferenza della malattia metabolica in modi differenti. Le possibili spiegazioni attualmente accreditate comprendono le ipotesi che:

  • il diabete mellito influenzi l’asse ipotalamo-pituitarico-testicolare mediante la capacità, legata all’azione insulinica, di mantenere la normale pulsatilità delle gondotropine (LH in particolare ed FSH); fenomeno questo normalmente fisiologico e necessario ai fini della “sensibilizzazione” recettoriale e quindi della fisiologica secrezione-azione ormonale;
  • il diabete mellito influenzi negativamente la spermatogenesi mediante un effetto testicolare diretto dovuto all’iperglicemia che creerebbe un medium tubulare seminifero inadeguato non tanto alla produzione degli spermatozoi, quanto alla morfologia e vitalità degli stessi;
  • l’obesità, così frequentemente presente nel diabete mellito, possa essa stessa costituire un fattore di rischio aggiuntivo dal momento che può determinare un ipogonadismo ipogonadotropo.

Studi e progressi terapeurici

Nella donna diabetica numerosi progressi sono stati fatti per assicurare che concepimento, gravidanza, parto e puerperio siano qualitativamente vicini a quelli delle donne non diabetiche.

Subfertilità nelle donne

E’ giusto ricordare che tra le donne diabetiche non vi è evidenza di subfertilità e che le stesse hanno fino al 95% delle probabilità di avere un bambino sano, se controllano con cura i propri livelli glicemici durante tutta la gravidanza. In molti casi, le donne diabetiche programmano la gravidanza - insieme al proprio ginecologo - un periodo di ottimale controllo metabolico, minimizzando così la possibilità di influenze teratogene dell’iperglicemia già allo stadio embrionario.

Trasmissione genetica del diabete

Molte coppie, dove uno dei due partner, o entrambi, hanno il diabete, si chiedono se sia giusto decidere di avere un bambino, col rischio di trasmissione genetica della propria malattia diabetica. Esiste un certo grado di rischio quantificato da alcuni studi che dimostrano come, all’età di 20 anni, il rischio di sviluppare diabete tipo 1 sia pari a 5.3%, 10 volte superiore a quello della popolazione generale, mentre il rischio risulta del 4,07 per cento per il diabete di tipo 2.

E’ bene sapere che si è diabetiche prima di rimanere incinte

Se la malattia è nota prima del concepimento, la gravidanza può svolgersi normalmente ma solo a certe condizioni:

  • avere pianificato la gravidanza con un diabetologo, con un regime alimentare rigoroso, un frazionamento delle dosi quotidiane di insulina (minimo te iniezioni);
  • sottoporsi con regolarità a esami di autosorveglianza glicemica, anche molto frequenti (6 volte al giorno), perché è proprio nelle prime settimane di vita dell’embrione che si verificano le malformazione del feto legate al cattivo equilibrio del diabete materno;
  • seguire in maniera seria le raccomandazioni degli esperti e i trattamenti prescritti;
  • essere sorvegliata molto regolarmente (almeno ogni due settimane) dal diabetologo e dal ginecologo;
  • di accettare, qualora fosse necessario, un ricovero ospedaliero prima del concepimento o agli inizi della gravidanza, per equilibrare il diabete se la cosa non è stata fatta prima, e, più raramente, al termine della gravidanza, se compare la minima complicazione;
  • Accettare l’idea di fare parto indotto, sicuramente meno naturale ma spesso obbligato e salvavita. Infatti, il parto si effettua generalmente a termine, ma non è raro che venga provocato una o due settimane prima.

IL PARTO Il cesareo non è obbligatorio, ma è certo più frequente che nelle donne non diabetiche. Il neonato, che solitamente è grosso, deve essere sorvegliato nei primi giorni dopo la nascita, perché di solito è ipoglicemico. E’ perciò necessario un apporto di zucchero per via endovenosa o con l’alimentazione.

Se la malattia insorge durante la gestazione si tratta di “diabete gestazione”

Il diabete può insorgere anche durante la gestazione. Raramente, succede che “la malattia preesisteva prima del concepimento ma non era ancora stata diagnosticata”. Più facilmente ci si trova di fronte a casi di diabete gestazione o gravidico, dovuto alle modificazioni ormonali della gravidanza e destinato a sparire dopo il parto.

Resta, poi, il problema che preoccupa molte donne: “scoprire durante la gravidanza, da un semplice esame delle urine, la presenza di zucchero. Ma non è sempre sinonimo di diabete: in nove casi su dieci, infatti, è solo un’anomalia del rene determinata dalla gravidanza. Tuttavia, è consigliato informare il medico affinché verifichi la glicemia: soltanto l’innalzamento di questa segnala la presenza di un vero e proprio diabete.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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