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Credenze e miti per rimanere incinta

Credenze e miti per rimanere incinta

Si può rimanere incinta, la prima volta, che si cerca un bambino? La posizione conta? La luna influisce? Il desiderio è fondamentale? Bisogna avere i rapporti tutti i giorni con il proprio partner o è meglio lasciare riposare il fisico per riuscire ad essere più fecondi?

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Da sempre, circolano tutta una serie di dicerie popolari e miti sui metodi e i mezzi per avere maggiori chance di concepimento. Dalle pozioni del kamasutra alle collane di cuore di quaglia, passando per le posizioni acrobatiche per far penetrare meglio gli spermatozoi, all’idea che la donna non sia fertile durante il ciclo mestruale, alla leggenda secondo cui la donna deve raggiungere l’orgasmo per restare incinta. Fino all’utilizzo dello sciroppo per la tosse per assottigliare il muco vaginale, rendendolo più ospitale per gli spermatozoi. Tanti sono, ancora oggi, i miti da sfatare. O, sicuramente, da rivedere alla luce della letteratura scientifica e della clinica moderna.

Il corpo femminile era considerato impuro, il parto animalesco

Per secoli, infatti, la gravidanza e il parto, nell’Italia contadina e popolare in genere, sono stati giudicati materia da “donnette”. E mettere al mondo bambini era considerata una semplice “funzione corporale” delle donne, e dal Medioevo sino al XVIII secolo ai medici era addirittura vietato assistere alle nascite, a meno che non si trattasse di partorienti nobili. Il corpo femminile era qualcosa di impuro, la gravidanza roba da animali, perciò tutte le cure erano affidate a “esperte” del posto, spesso dispensatrici di regole “salutistiche” che più d’una volta, in tempi bui, fecero loro meritare il rogo come streghe.

Superstizioni, di regione in regione

Le credenze e superstizioni iniziavano dal concepimento, meglio non concepire nei giorni ventosi o troppo vicini a una festività solenne come il Natale o la Pasqua (Toscana), perché il bambino sarebbe cresciuto violento e superbo. In Veneto, per favorire la fecondità, le sposine indossavano senza mai lavarla e fino alla fecondazione, la camicia da notte di una donna pluripara. In Emilia Romagna, ingurgitavano chili di crescia, una focaccia fatta con farine di 9 mulini diversi, mentre i mariti arrivavano a spaventare le mogli sparando a tradimento vicino a loro una fucilata o gettando loro addosso secchiate d’acqua ghiacciata per “risvegliarne” la natura.

Fisicamente, una volta riuscite ad evitare dermatiti, infarti o polmoniti e rimanere finalmente incinte, le donne dovevano prestare massima attenzione a cosa facevano, onde evitare che i figli nascessero affetti da morbi e difetti fisici vari. Ovunque c’era la raccomandazione di non guardare persone o animali deformi o semplicemente brutti, perché altrimenti il piccolo sarebbe nato come loro.

Guai, inoltre, a passare sotto il muso d’una cavalla, altrimenti la gravidanza sarebbe durata 12 mesi. E mai bere direttamente dal secchio del pozzo, per evitare un ragazzino con la bocca larga e andare sempre a letto presto, per evitargli la testa grossa. Guai ad indossare collane, si sarebbe strozzato col cordone ombelicale. Attenzione anche alle donne che col pancione tenevano i gatti in braccio (Val Trebbia), rischiando di far nascere il bambino con le manine prive di falangine e falangette. E guai a colei che lavorava piegata in avanti (Marche), perché la creatura avrebbe avuto il naso schiacciato.

Bisognava invece procurar subito alla puerpera ogni cibo o bevanda da lei desiderato, per evitare che l’erede avesse sul corpo una macchia del colore dell’alimento negato (le cosiddette “voglie”, una credenza popolare ancora molto forte in tutta Italia). Ma esisteva anche la lista dei cibi vietati: le anguille (Lazio) sennò il piccolo sarebbe annegato, lepri o conigli (Piemonte) causa di labbro leporino, lumache (Mantova), perché sarebbe nato con la bava alla bocca e gravi problemi di dentizione.

Bere vino bianco se si desiderava un bimbetto biondo, nero se lo si preferiva moro (Friuli); guardare spesso un’immaginetta di Gesù (Puglia) per farlo bello come lui e soprattutto non prendere mai a calci un maiale (Abruzzo) se non si voleva che il figlio russasse per tutta la vita.

Altri falsi miti della gravidanza

  • Se si hanno molte nausee nei primi mesi è un maschio, se invece la mamma sta bene è una femmina.
  • A Napoli ed in tutta la provincia, si dice che se una donna gravida cade per strada ma sulle ginocchia, il nascituro sarà maschio. Se cade sul sedere, sarà una nascitura.
  • Buttare nell’acqua bollente una orecchietta e un cavatello. Se viene a galla per prima l’orecchietta è una femmina (Bari).
  • Il bruciore di stomaco durante la gravidanza, era segno della folta capigliatura del nascituro.

Alimenti giusti e vietati

Secondo la tradizione popolare, broccoli, rape e cavoli procuravano mal di pancia al bambino in pancia. Mentre la birra sarebbe stata utile per la futura “montata lattea”, facile da perdere con un semplice spavento. Una tradizione contadina, prevedeva invece, come primo pasto per la neo mamma, il brodo di piccione. Ricco di sostanze nutritive per mamma e bambino. Guai a mangiare cibi ricchi di zuccheri.

“Dicerie” che si tramandano ancora oggi

1. La posizione non è sempre d’aiuto

Le acrobazie a letto possono essere un’ottima idea per il rapporto di coppia, ma mettersi a testa in giù dopo il rapporto per far penetrare meglio gli spermatozoi non serve a molto. Secondo gli esperti, può essere utile restare sdraiata per alcuni minuti, in modo da evitare l’espulsione del liquido seminale, ma tutto ciò che va oltre è superfluo. Per quanto riguarda le posizioni, invece, possono aiutare quella del “missionario” e la penetrazione da dietro, che consentono allo sperma di arrivare più vicino alla cervice (ma solo se la donna non ha l’utero retroflesso, nel qual caso la posizione è indifferente).

2. Far l’amore tutti i giorni

Una coppia può avere mille motivi per fare sesso quotidianamente, ma per avere un figlio non è necessario. Se l’uomo ha rapporti molto frequenti, infatti, la concentrazione degli spermatozoi nel liquido seminale diminuisce drasticamente, così come la loro mobilità, quindi, sulla carta, diminuisce la possibilità di concepire. Per questo, più che far l’amore tutti i giorni è importante farlo frequentemente durante il periodo più fertile della donna, che secondo gli esperti è nei sei giorni precedenti l’ovulazione.

3. L’ovulazione avviene 14 giorni dopo le mestruazioni

Secondo uno studio del National Institute of Environmental Health Sciences, solo il 30% delle donne è fertile nei giorni da 10 a 17 del proprio periodo mestruale. L’unico modo per avere la certezza di quando si apre la “finestra fertile” è utilizzare un test per rilevare la presenza dell’ormone luteinizzante (LH).

4. Se hai le mestruazioni non puoi restare incinta

Anche in questo caso, l’indicazione può essere generalmente valida ma non è sempre precisa. Secondo uno studio del National Institute of Health Sciences, infatti, è possibile che la donna sia fertile già il quarto giorno dall’inizio del ciclo. E anche nelle donne con ciclo assolutamente regolare, c’è una possibilità tra l’1 e il 6% di essere ancora fertile nel giorno in cui dovrebbero iniziare le mestruazioni. Considerando che gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 5 giorni nel corpo della donna, ecco che avere rapporti durante le mestruazioni non mette al riparo da una gravidanza.

5. Non si può restare incinta la prima volta

Un mito pericoloso, questo, che ha prodotto generazioni di ragazze madri. Secondo gli esperti, infatti, c’è una possibilità (dal 15 al 25%) di restare incinta la prima volta con un rapporto non protetto. Con la curva di probabilità che si avvicina molto più al 25% se la donna ha tra i 20 e i 30 anni.

6. Il coito interrotto come anticoncezionale

Secondo i dati scientifici, il coito interrotto ha una percentuale di insuccesso del 4%. E se applicato con superficialità, la percentuale sale addirittura al 27%. Ciò perché gli uomini possono avere ciò che viene chiamata “pre-eiaculazione”, cioè una fuoriuscita di sperma anche prima dell’orgasmo.

7. Puoi determinare il sesso del nascituro

“Se vuoi un maschio, fai in modo che i testicoli del tuo lui siano caldi prima del rapporto, e poi fai l’amore solo nei giorni pari stando con la testa rivolta a Nord. Se vuoi una femmina fallo solo nei giorni dispari dopo la luna piena”. Raccomandazioni quasi assurde, eppure qualcuno ancora oggi di crede. Ma per la scienza sono prive di fondamento: l’unica vaga possibilità di determinare il sesso è stata individuata da una ricerca delle università inglesi di Exeter e Oxford. Se una donna assume più calorie (circa 2.200 contro le 1.850 standard) nei giorni del concepimento, può spostare dal 50 al 55% le possibilità di avere un maschio. Ma non è un dato di fatto.

8. Tutti i lubrificanti sono uguali

Poiché a volte le coppie che cercano di concepire fanno l’amore “a richiesta”, capita che l’eccitazione non sia proprio al massimo e che sia necessario usare un lubrificante. Che però, se scelto male, può rendere difficile il concepimento. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità, infatti, il pH ottimale della vagina dev’essere tra 7.0 e 8.5. E molti lubrificanti hanno un pH inferiore a 7, cosa che può influire negativamente sulla sopravvivenza degli spermatozoi.

9. Lo sciroppo per la tosse aiuta il concepimento

Fino agli anni Ottanta era molto diffusa (e non è del tutto scomparsa) l’idea che utilizzare il Robitussin, uno sciroppo per la tosse molto popolare in America, come lubrificante vaginale rendesse il muco cervicale più facile da attraversare per gli spermatozoi (ciò perché, secondo la credenza, come era in grado di sciogliere il catarro, lo sciroppo sarebbe stato in grado di assottigliare qualsiasi tipo di muco). Uno studio condotto nel 1982 dimostrò che un certo effetto sul muco cervicale c’era davvero, ma il muco ispessito rappresenta una difficoltà a concepire solo nel 2% dei casi. Per i quali ci sono cure decisamente più indicate.

10. Per restare incinta devi raggiungere l’orgasmo

L’orgasmo femminile non è biologicamente necessario per il concepimento. Anche se, in effetti, aiuta: secondo uno studio britannico degli anni Novanta, le contrazioni che si presentano dopo l’orgasmo aiutano la donna a trattenere più liquido seminale spingendolo verso la cervice.

I 10 trucchi per aiutare il concepimentp

1. A letto presto, sveglia presto

Dormire adeguatamente fa bene a tutti; ma secondo alcune ricerche è un toccasana soprattutto per la fertilità: le donne che si sottopongono alla fecondazione in vitro hanno più possibilità di successo se vanno a letto presto.

2. Lavarsi i denti

Può sembrare sorprendente, ma secondo una ricerca australiana del 2011 una cattiva igiene orale può rendere più difficile concepire, allungando di 2 mesi il tempo necessario. I risultati dello studio indicano infatti che non lavarsi i denti è sintomo di una più generale carenza di igiene, che può abbassare la fertilità (Scopri I segnali della fertilità).

3. No alle bibite gassate

Secondo uno studio condotto nel 2012 da Lauren Wise della Boston University, le donne che bevono più di due bicchieri di qualsiasi tipo di bibita gassata hanno un calo della fertilità del 16% rispetto a quelle che non ne consumano.

4. Niente stress

Secondo la dottoressa Sarah Berga della Emory University, lo stress è in grado di modificare e perfino di bloccare il processo ovulatorio nelle donne.

5. Esercizio sì, ma senza strafare

L’esercizio fisico, si sa, fa bene. Ma secondo uno studio condotto da Lauren Wise della Boston University, per le donne che cercano di concepire dev’essere moderato, soprattutto per quelle che hanno una corporatura minuta. Secondo i risultati della ricerca, infatti, più di 4 ore di allenamenti rigorosi la settimana abbassano del 42% la possibilità di concepire.

6. Il problema glutine

Secondo uno studio della Columbia University, il 6% di donne con problemi di fertilità sono celiache. E secondo l’autore della ricerca, il dottor Peter Green, in questi casi il glutine è responsabile della formazione di anticorpi che bloccano anche la crescita della placenta.

7. Niente maniglie dell’amore per lui

Se l’uomo è obeso o in sovrappeso, secondo uno studio del 2013, ne risente anche il tasso di fertilità: lo sperma, infatti, è di qualità peggiore (Leggi anche Infertilità, cause maschili).

8. Pigrizia vietata

Anche la pigrizia, secondo uno studio condotto nel 2013 all’università di Harvard, incide sulla qualità dello sperma: gli uomini che guardano la televisione per più di 24 ore la settimana hanno una conta spermatica del 44% più bassa rispetto a chi sta raramente incollato al teleschermo.

9. Stop al fumo

Fumare, secondo le ricerche dell’American Society for Reproductive Medicine, non fa solo male alla salute ma abbassa anche la qualità dello sperma, diminuendo quindi il tasso di fertilità.

10. Attenzione a telefonini e computer portatili

L’Environmental Working Group ha pubblicato i dati di uno studio secondo il quale tenere il telefonino nella tasca dei pantaloni può abbassare drasticamente la qualità dello sperma. Così come possono causare problemi di fertilità maschile anche i computer portatili, se utilizzati tenendoli appoggiati alle cosce e al pube: il calore sviluppato dal computer, infatti, riscalda i testicoli che invece, per funzionare bene, devono essere più freddi del resto del corpo.

Gravidanza e spiriti

Anche gli spiriti entrano in giro quando si aspetta un bambino. E tutto quello che è legato al soprannaturale. E non si può di certo negare che la gravidanza abbia di per sé già qualcosa di magico!

Leggende Metropolitane nel mondo

In Inghilterra, le leggende metropolitane sul sesso del bimbo hanno a che fare con il suo cuore! Si ritiene, infatti, che se il battito del cuoricino del bimbo è lento ed intenso sarà un maschietto, mentre se è veloce e leggero arriverà femminuccia.

In Guatemala, piuttosto, le donne evitano di uscire da casa durante il periodo della gestazione per non incontrare spiriti malvagi.

In Vietnam, poco prima e subito dopo la nascita di un bambino, gli si dice di continuo che è brutto per scacciare gli spiriti maligni che, secondo la tradizione vietnamita, vogliono impadronirsi di quelli più belli.

In Sudafrica, invece, si crede che al momento della nascita, per avere una vita felice e serena il bambino dovrà vedere solo cose belle. Per questo le donne sudafricane spesso partoriscono in stanze coloratissime e decorate, o guardando le stelle fuori dalla finestra.

Conclusioni

Ovunque, nel mondo, ci sono tante dicerie, più o meno note, riguardo la gravidanza. Credenze e leggende metropolitane che, in effetti, quando si è incinta, entrano a far parte della storia di una donna. E tra una superstizione e l’altra, sembra che qualcuno, o meglio qualcuna, ci creda davvero! Una fra tutte, forse la più comune, è la credenza secondo la quale la nascita dei bambini sarebbe influenzata dalla luna piena. E, anche se al momento non ci sono basi scientifiche che attestano questa credenza, statisticamente parlando, durante il plenilunio le nascite sono sicuramente maggiori. La luna piena, infatti, favorirebbe il travaglio. Un’altra credenza popolare che in Italia è un vero e proprio classico sostiene che, se all’inizio della gravidanza la mamma ha tante nausee, aspetta una femmina. Ma non mancano altre “teorie” sul sesso del nascituro, come il detto “Pancia a punta non va in guerra”, secondo il quale, se la pancia di una donna incinta è a punta, la futura mamma è in attesa di una femminuccia mentre, se il pancione è rotondo e alto, è in arrivo un maschietto.

Sicuramente, la donna incinta ama fantasticare. Quello che conta veramente è non farsi condizionare troppo da queste leggende popolari tramandate da secoli. Anche per non rimanerci male. Meglio, certamente, affidarsi alla clinica e alla letteratura scientifica.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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