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Concepimento si o no

Concepimento si o no

Cara Nicole, rispondo alla tua lettera pubblicata sul blog di I-Vitae, nella quale racconti la tua mancanza di istinto materno. Mi chiamo Sophia, vivo a Milano, e comprendo ma non condivido le tue idee e non voglio commentare le tue scelte, sicuramente dettate da sensazioni intime, ma vorrei solo farti capire che diventare madre è un regalo della vita. Io, purtroppo, non ho avuto questo privilegio e probabilmente mai ce l’avrò. Ho, infatti, quasi 40 anni, più o meno la tua età, ma da sette rincorro il sogno di un figlio.

I-Vitae

Ho provato in tutti i modi a rimanere incinta, mi sono sottoposta insieme a mio marito a tutte le analisi e ai controlli possibili e immaginali per indagare le ragioni della nostra infertilità, dai quali non è emerso nulla di particolarmente anomalo né in me né tantomeno in lui. Ne sono seguite nottate insonni, trafile negli ospedali e nelle strutture sanitarie più gettonate d’Italia, sfilate nelle sale d’attesa delle cliniche di riproduzione assistita. Metto un bip per evitare i commenti legati a quello che ho vissuto in questo lungo e doloroso percorso. Tutto, per arrivare ad essere madre. Tutto, per avere la gioia di stringere fra le braccia il mio bambino. Tutto, per essere finalmente appagata e donna. Ma in nessun caso ho centrato l’obiettivo. Solo tante, troppe illusioni.

Per questo, chiedo il confronto su questa piattaforma mediatica, affinché il nostro scambio possa servire alle altre donne che, come me e te, o non hanno istinto materno o sono nella disperazione più totale perché non riescono a rimanere incinta e a portare avanti una gravidanza.

Sophia, grazie per averci scelto. Sono molte, negli ultimi tempi, le donne che si rivolgono a noi per scambi, consigli, suggerimenti. Compreso questo botta e risposta con Nicole.

“A ringraziarvi sono io, per il servizio che date alle ragazze che desiderano diventare madri. Ma che per un verso o per l’altro hanno problemi. Che siano fisici, psicologici, logistici”.

La tua posizione e quella di Nicole sono opposte: tu vorresti un figlio che non arriva, lei non ha istinto materno e non ne vuole di bambini. Ma entrambe vanno rispettate.

“Ovviamente, sono due punti di vista diversi. Io rincorro da anni il sogno di un figlio tutto mio e di una famiglia, lei non vuole rinunciare alla sua vita per avere un figlio e una famiglia. Non la giudico, l’ho premesso, ma vorrei aiutarla a ragionare. E come lei, vorrei far riflettere tutte le donne che sottovalutano la fortuna di poter rimanere incinta senza problemi e riuscire ad avere un bambino”.

Certamente, valutare il suo caso da un altro punto di vista le sarà utile…

“Mi piace pensare che la mia esperienza possa spingere un’altra donna a non buttare via la possibilità di essere madre. Tutto qui. Non sono perfetta, ma ho vissuto sulla pelle il dolore e l’impotenza di realizzare un desiderio che per altre donne è naturale”.

E Nicole, come le altre donne che sono nell’indecisione di diventare o meno madri, ti saranno sicuramente grate. Ti ringrazio anche io, a nome della redazione e di tutte le ragazze che sono ancora in tempo per mettere al mondo un figlio… ma non sono consapevoli dell’opportunità che hanno…

"Ne sono contenta".

Ti ricordiamo anche che I-Vitae può aiutare a valutare, anche nel tuo caso, le possibili ragioni dell'infertilità. Un sistema immunitario compromesso può, per esempio, spiegare le motivazioni di un figlio che non arriva (responsabile di più del 40 per cento delle gravidanze mancate).

"Interessante. Di cosa si tratta?".

Di un test validato su oltre 2.200 donne, oltre che condotto, nel 2016 all’interno di uno studio clinico, ed ha dimostrato che quelle positive al test hanno solo il 2,9% di probabilità di concepire, rispetto al 36,6% di quelle negative al test.

"Ne parlerò con mio marito e casomai contatterò I-Vitae. Ma come faccio?".

Basta cliccare sul sito dell'azienda www.i-vitae.co

"Mi informerò, sarà l'ennesima speranza. Speriamo quella definitiva".

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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