<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=2156928307866245&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">

Cerco un bambino

Cerco un bambino

Che la sigaretta sia un vizio dannoso è risaputo da tempo, ma in pochi sanno che a farne le spese in maniera seria è anche la donna, aspirante mamma, prima, durante e dopo un desiderato concepimento. Boccata dopo boccata, infatti, le sostanze cancerogene presenti nel fumo (nicotina e benzopirene) entrano in circolo nel corpo e si accumulano nelle ovaie, per poi finire nel liquido che circonda l’ovocita all’interno del follicolo, alterando il processo di maturazione dell’ovocita stesso e danneggiandone il DNA. Inoltre, la nicotina interferisce con la produzione degli estrogeni e può rendere il ciclo irregolare e problematico. Si calcola che il 14% dei disturbi della fertilità femminile siano collegati direttamente al fumo, ovvero provocati o aumentati dall’abitudine alla sigaretta.

I-Vitae

La gravità del danno è ovviamente proporzionale al numero di sigarette quotidianamente consumate e al periodo in cui la donna ha fumato nel corso della sua vita. Se si tratta di anni, il rischio di aver provocato dei danni serie sarà maggiore. Ma non esiste una soglia di “sicurezza” al di sotto della quale il tabacco può essere considerato innocuo. Non lo è mai, questo è assodato. Anche le cosiddette sigarette light comportano pericoli. Non è esente da rischi nemmeno il fumo passivo.

Allarme mondiale

Nonostante i dati sconcertanti sui danni provocati dal fumo, il consumo di tabacco (tabagismo) rappresenta uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale ed è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) il fumo di tabacco rappresenta la seconda causa di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile.

L’OMS ha calcolato che quasi 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni da tabagismo, fra le vittime oltre 600mila sono non fumatori esposti al fumo passivo. Il fumo uccide una persona ogni sei secondi ed è a tutti gli effetti un'epidemia fra le peggiori mai affrontate a livello globale. Il totale dei decessi entro il 2030 potrebbe raggiungere quota 8 milioni all’anno e si stima che nel XXI secolo il tabagismo avrà causato fino a un miliardo di morti. Nel quotidiano, intanto, si contano i danni provocati dal fumo, come quelli relativi alla fecondazione, gravidanza e nascituro.

Ovaie più vecchie con 10-20 sigarette al giorno

Sulla base di ricerche scientifiche e di una rinnovata evidenza clinica, è stato riscontrato che una donna di trent’anni, che consuma dalle 10 alle 20 sigarette al giorno, ha le ovaie di una quarantenne. E che per concepire in maniera naturale impiega, in media, un anno in più rispetto a una coetanea non fumatrice. Ma secondo alcuni studiosi, l’abitudine al fumo riduce addirittura le probabilità di successo anche nelle donne che cercano il concepimento con il supporto della fecondazione assistita: per una fumatrice è necessario il doppio dei cicli di stimolazione ovarica, rispetto a una non fumatrice per riuscire ad avviare la gravidanza. Altra nota dolente, derivante degli studi di settore: il tabagismo anticipa la menopausa. I danni provocati dalle sostanze contenute nelle sigarette distruggono, progressivamente, la riserva di ovociti disponibili nelle ovaie. Fin dalla nascita, infatti, ogni donna dispone di una quantità precisa di ovociti che si esaurisce nel corso degli anni, fino ad arrivare alla perdita del ciclo mestruale (menopausa).

Nove mesi di rischi e problemi per il nascituro

Nelle prime settimane dell’attesa, il fumo può compromettere il corretto impianto dell’ovocita fecondato, aumenta il rischio di gravidanza ectopica (impianto all’esterno dell’utero) e la possibilità di aborto spontaneo. Nei mesi successivi, interferisce con il funzionamento della placenta e aumenta la probabilità di ridotto accrescimento fetale, basso peso del bambino alla nascita, rottura prematura delle membrane e parto pretermine. Inoltre, i neonati che in utero sono stati esposti alle sostanze tossiche contenute nel fumo sono più esposti alle malattie respiratorie e corrono un rischio maggiore di soffrire da grandi di patologie cardiovascolari.

Anche la fertilità maschile è in pericolo

Le sigarette sono nemiche della fertilità maschile. Il fumo, secondo un studio brasiliano pubblicato sulla rivista scientifica BJU International, potrebbe infatti danneggiare lo sperma e pregiudicare la possibilità di fecondare un ovulo. Dallo studio emerge che il DNA nello sperma dei fumatori è frammentato, probabilmente a causa dello stress ossidativo indotto dalla nicotina e dal cadmio presenti nel fumo di sigaretta. In passato, altri studi avevano associato la frammentazione del DNA a un maggior rischio di problemi genetici nella prole. Inoltre anche i mitocondri, ovvero le centrali energetiche delle cellule, sarebbero meno attivi nello sperma dei fumatori rispetto ai non fumatori.

Pertanto, secondo i ricercatori, il fumo altererebbe la capacità degli uomini di produrre sperma in grado di fecondare con successo un ovulo. Determinandone l’insuccesso nel concepimento. È preferibile, quindi, che anche l’aspirante papà rinunci alle sigarette prima di provare a mettere incinta la propria compagna. Il danno vascolare prodotto dal fumo è, inoltre, tra i principali fattori di rischio della disfunzione erettile. Favorisce, insomma, l’impotenza dell’uomo. Inoltre, nicotina e monossido di carbonio riducono la mobilità degli spermatozoi e, come accade nella donna, ne alterano anche in questo caso il DNA.

Conclusione

Il fumo è un veleno per l’uomo e per la donna in ogni momento della loro vita, ma quando si è in cerca di una gravidanza lo è ancora di più. Le sostanze cancerogene in esso contenute possono infatti incidere negativamente sulla fertilità della coppia, sul DNA degli spermatozoi e degli ovociti, sull’impianto dell’ovocita stesso e sul proseguo della gravidanza. Ma anche, purtroppo, sulla salute del nascituro. Malgrado questa consapevolezza le giovani coppie prestano poca attenzione al problema, perseverando in un vizio molto comune e subdolo. Non rendendosi conto che essendosi spostata in avanti l’età media della prima gravidanza, le ventenni fumatrici di oggi potrebbero ritrovarsi un domani in menopausa precoce, prima di realizzare il loro desiderio di maternità.

Non fumare, oltre a non far uso di droghe e a non abusare di alcol, è anche per questo uno dei consigli che il Ministero della Salute dà a tutti i giovani e che i ginecologi raccomandano alle donne e alle coppie in cerca di un figlio, perché la nicotina e i prodotti della combustione permettono ad alcune molecole che peggiorano la qualità di ovuli e spermatozoi di liberarsi nel sangue. Anche in gravidanza è pertanto meglio smettere di fumare, se non si vuole aumentare il rischio di aborto, parto prematuro e nascite sottopeso. La strategia vincente è non iniziare mai a fumare e, per chi ha già iniziato, interrompere al più presto. Soprattutto, appunto, se c’è l’intenzione di diventare genitori.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

Topics: Infertilità Gravidanza naturale Innovitas Vitae Subfertilità Fertilità Prevenzione Essere donne Essere madri Gravidanza Sindrome premestruale Mestruazioni Natura fumo in gravidanza