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Artrite psoriasica e gravidanza

Artrite psoriasica e gravidanza

Salve, sono Antonella, ho trentasei anni e un grande desiderio di diventare madre. Un sogno, sin da bambina, complicato dall’arrivo - assolutamente inatteso e destabilizzante - dell’artrite psoriaca. Una scoperta lenta e inesorabile, attraverso una sintomatologia inizialmente accennata e moderatamente fastidiosa ma sempre più alienante: rigidità, specialmente al mattino, dolore e leggero gonfiore in una o più articolazioni delle mani, dei piedi o di gomiti, ginocchia e caviglie, di solito a carattere asimmetrico. A volte anche riduzione nei movimenti. Per non parlare delle mie unghie, dall’aspetto terribile.

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Antonella, la scoperta e poi la decisione di affrontare la malattia prima di proseguire con la programmazione della gravidanza…

“Non avrei potuto fare altrimenti. Infatti, anche se la gravidanza non è controindicata nei pazienti con artrite psoriasica, è bene non affrontarla con superficialità”.

Cosa intendi per superficialità?

“Mi riferisco ai farmaci che la malattia spesso richiede. Se, per esempio, è in corso un trattamento con sulfasalazina (che può causare una riduzione, seppure non permanente, del numero degli spermatozoi nell’uomo) o con metotrexate (che oltre ad alterare la capacità riproduttiva del paziente, potrebbe causare anomalie fetali). Il metotrexate deve essere pertanto interrotto con ampio anticipo rispetto al concepimento".

Quindi, se si pensa di metter su famiglia, occorre informare il ginecologo e il reumatologo e discutere con loro la strategia di trattamento migliore da adottare in questa delicata fase della vita di una giovane coppia. Serve una particolare cautela nel ricorso ai farmaci, nei casi nei quali un trattamento si renda comunque necessario.

“Sono passaggi obbligati. Nessuna gravidanza, con farmaci pesanti di mezzo, può essere programmata senza il sostegno e la guida dei medici di riferimento. Spesso, infatti, le prove di concepimento vengono autorizzate dopo mesi dalla sospensione del medicinale assunto. Com’è accaduto a me! Solo adesso, quindi, a sei mesi dallo stop impostomi, il mio medico mi ha dato l’ok ai rapporti liberi. E con il mio compagno stiamo provando ad avere il nostro bambino”.

In genere, le malattie infiammatorie e autoimmuni come la psoriasi si associano con un ridotto peso alla nascita del bambino, con una maggiore incidenza di abortività e con un parto prematuro.

“Ne sono stata informata, ma voglio rischiare. Altrimenti, mi sentirei ancor più limitata da una malattia che mi ha già condizionato la vita. Il ridotto peso alla nascita non mi spaventa, la possibilità di un aborto sì…”.

Le donne nel periodo della gravidanza dovrebbero non abusare nell’applicazione locale di prodotti topici contenenti steroidi perché questi possono determinare effetti negativi sul feto.

“Non voglio prendere nessuna sostanza semmai rimarrò incinta. Piuttosto mi tengo i dolori e i sintomi vari. Ma in questo percorso, lo so, non sarò mai sola…. i miei medici si sono presi l’impegno di seguirmi passo passo”.

Non è escluso che l’artrite psoriasica, in corso di gravidanza, possa far registrare una netta remissione dei sintomi della malattia sia sul versante cutaneo sia su quello articolare.

“Speriamo, sarebbe davvero una bella notizia e un bel vivere la gravidanza. Ma ciò che mi interessa davvero è riuscire ad avere un figlio mio e sano. Io sono speranzosa”.

 

Federica Cappelletti
Giornalista Medico Scientifica
Editor in Chief

 

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